....per gli immigrati

L’idea è tutta da mettere per iscritto per un’eventuale proposta di legge, «spero di parlarne con altri», precisa Souad Sbai, matricola alla Camera e che sogna «un dipartimento per l’immigrazione»: altrimenti succederà come durante lo scorso governo: «Cinque ministeri che si occupavano di immigrazione ma nessuno se ne interessava davvero, con spreco di soldi». E con rallentamenti in questi due anni: «Ci sono immigrati che da quando è andato via il governo Berlusconi attendono il permesso, hanno soltanto una ricevuta. Ultimamente tutto si è rallentato e il decreto flussi è stato un disastro: com’è possibile chiamare gente da fuori quando gli irregolari in Italia sono 500mila?».
Per non parlare dei mancati controlli. Sbai racconta di una donna italiana che un mese fa ha scoperto che il marito aveva un’altra moglie in Italia. Anche in Marocco chi è poligamico ora «ha problemi grossi, invece in Italia sembra che tutto si possa fare».
L’errore a Roma è stato per esempio mantenere campi nomadi per mesi e anni: «Devono pagare luce e tasse come tutti i cittadini, altrimenti se ne devono andare». E invece questo «menefreghismo» di lasciare le cose come stanno, questo «assistere» all’infinito, «crea razzismo e crea paura: anche gli immigrati onesti hanno paura».
Ma l’orrore a Roma sono anche «i bambini che chiedono l’elemosina. Come mai il signor Veltroni non li ha visti? O forse gli fanno pena solo i bambini lontani, dell’Africa». Souad Sbai quando parla di bambini accattoni s’infiamma: «Non è da Paese civile lasciare i bambini così. Vanno assegnati subito a una famiglia e chi sfrutta i ragazzini va messo in galera». E tra le proposte su cui occorre lavorare alla Camera c’è anche quella su pene più dure per chi fa violenza alle donne: «Non è possibile che la donna massacrata e stuprata sia in ospedale e il suo carnefice giri liberamente. Per queste persone ci vuole il processo subito».
In Parlamento con la Lega a suo avviso si potrà dialogare: «Quelli che alzano la voce non mi fanno paura - dice Souad Sbai - Ho paura dell’indifferenza. O di chi parla a bassa voce, e sono in tanti...».

Emanuela Fontana www.ilGiornale.it del 4 05 08

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