
Originariamente Scritto da
Wallace81
Verona, si aggrava il giovane massacarato dai naziskin
Confessano altri due neonazisti
Verona luogo dell'aggressione a Nicola Tommasoli da parte dei naziskin, foto Ansa
il luogo dell'aggressione
Il quadro clinico di Nicola Tommasoli, ricoverato mercoledì notte presso l'Unità di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell'Ospedale di Borgo Trento dopo aver subito un'aggressione nazista si è ulteriormente aggravato. I medici che lo hanno in cura si sono riuniti lunedì mattina per valutarne la morte cerebrale.
«Il giovane - ricorda Pier Paolo Benetollo, Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Verona – al momento del primo soccorso presentava arresto cardiocircolatorio a seguito di grave trauma cranio-cervicale con emorragia cerebrale. Le condizioni di Nicola Tommasoli sono peggiorate e questa mattina sono presenti le condizioni cliniche che portano alla convocazione del Collegio Medico per l'accertamento di morte con criteri neurologici».
Pare che l’emorragia cerebrale sia stata provocata da un violento calcio alla testa.
Il sindaco leghista Flavio Tosi dopo aver fatto visita in ospedale ai genitori di Nicola, Luca e Maria Tommasoli, ha ribadito la condanna del gesto rifiutando però l’etichetta di Verona come città fascista. «Verona non è una città neofascista - ha detto - e non merita questa etichetta infamante per colpa di pochi teppisti». La destra cerca infatti di togliere l’etichetta politica all’aggressione subita dal giovane grafico ventinovenne ridotto in fin di vita.
«La politica non c’entra niente», aveva detto il sindaco in precedenza. «Non è un'aggressione contro la sinistra – ripete – è un gruppo di deficienti, punto e basta».
Peccato che lui a quei «deficienti» abbia dato parecchio corda. Altrimenti non si spiega com’è che nel consiglio comunale del capoluogo veneto sieda Andrea Miglioranzi, ex skin ora Fiamma Tricolore. Proprio a lui, Tosi nel 2006 affidò la direzione dell’istituto veronese per la Storia della Resistenza, e non è un battuta. Scoppia lo scandalo, non solo cittadino, e Miglioranzi si fa da parte. Giusto per citare un altro dettaglio, Miglioranzi, capogruppo in Comune della lista Tosi, è il primo in Italia ad essersi fatto tre mesi per istigazione all’odio razziale.
Ma la storia delle botte per una sigaretta negata, no, «non c’entra niente con la politica». Non importa che il ventenne che ha confessato, dopo che la Digos gli si è presentata a casa, faccia parte del Veneto Fronte Skinheads, «collegare questa vicenda con la mia amministrazione – si sdegna Tosi – è una cosa che mi offende».
Intanto, ci sono altri due nomi tra i responsabili della brutale aggressione. Insieme a Raffaele Delle Donne, il primo ventenne a crollare, la sera del primo maggio c’erano Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario. Restano da scoprire i volti di altri due giovani complici.
Lunedì sera, pressato dalle domande dei giornalisti che gli strappano un «sì, ci andrò», Tosi parteciperà alla manifestazione antifascista organizzata per le strade di Verona dal centro sociale Chimica. Ma mette le mani avanti: «Se qualcuno mi aggredisse o mi prendesse a male parole non rimarrei lì a far salire la tensione. Ma un gesto di solidarietà non ha colore politico, o no?».
Ma Tosi può stare tranquillo, la politica «non c’entra niente», nemmeno per il suo collega a Roma, Gianni Alemanno. Anzi a dire il vero Alemanno la politica la tira in mezzo ma ci tiene a specificare che «ci sono frange estremiste a destra come a sinistra» e che «sono più espressione di emarginazione urbana che di vera politica». Le botte che ha preso Nicola, comunque, sono vere.
Pubblicato il: 05.05.08
Modificato il: 05.05.08 alle ore 13.36
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75165
Avevo stima di Tosi, mai mi sarei aspettato di vederlo partecipe di una simile manifestazione al fianco di chi si è reso protagonista di numerosi atti di aggressioni e infamate varie ai danni di camerati.