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Fuori_schema
Hey hey hey, che diavolo c'entra l'antifascismo?
Il problema dell'identità dell'italiano medio è un problema antichissimo, mica legato a problemi di fascismo o antifascismo.
Leggetevi Machiavelli, li' dentro c'e tutta l'Italia, nel suo profondo individualista, opportunista, geniale e meschina.
Qualcuno forse pensa che la cultura delle lotte intestine, fomentata e sedimentata in Italia per oltre un millennio da mille e non piu' mille signori, papi, dinastie straniere, capitani di ventura, e non so quanti altri possa sparire cosi' per incanto e improvvisamente?
No, non sparisce.
L'italiano non ha mai amato gli statisti, ma solo papi o signori piu' o meno totalitari. Proprio per la sua totale e antica sfiducia nelle istituzioni.
"Franza o Spagna purchè se magna".
Mentre in Francia si coltiva la "grandeur" francese, in Inghilterra si considerano gli antesignani dello stato e di tutte le istituzioni moderne, in America si autocelebrano ogni pie' sospinto, qui la cultura della "celebrazione" dello stato, a parte la parentesi fascista, troppo retorica per rimanere come substrato solido, non ha mai attecchito.
L'Italiano era fascista ed antifascista per convenienza o per paura, raramente per vera convinzione.
Ed invece ahime' l'antifascismo che è stato uno dei collanti dell'unita nazionale repubblicana del dopoguerra, sia esso piu' o meno discutibile, viene ad oggi ricoperto di "merda" come se avesse chissaquale colpa se non aver cercato in un'Italia distrutta dalla guerra di dare alla medesima delle istituzioni degne di questo nome. Retorica?
Tutte le rivendicazioni statuali la possiedono, di destra o di sinistra.
Ma la radice dell'"anomalia italiana" non sta li', va cercata nella lunga storia dello stivale.