Voglio tornare su un tema già discusso in passato (da molti di voi), aggiungendo un punto di discussione ulteriore: il concilio di Costanza (1414-1418), che compose il grande scisma d'occidente.

1)Come è noto, nel Concilio di Costanza prevalse la teoria del «conciliarismo» (supremazia del Concilio - ecumenico - sul Papa): «Il concilio generale [...] riceve il proprio potere direttamente dal Cristo e chiunque, di qualunque condizione e dignità, compresa quella papale, è tenuto a obbedirgli..». Questo fu stabilito nel Decreto «Sacrosancta» che, fino a prova contraria, fa parte a pieno titolo del Magistero ordinario e universale della Chiesa (mi si corregga se sbaglio), anche se questo Decreto non ha il crisma dell'infallibilità, in quanto non controfirmato dal papa uscito dal Concilio.

Il suddetto decreto fu criticatissimo tra i padri riuniti a Concilio e lo fu, con toni che ricordano molto da vicino le polemiche dei tradizionalisti sul Vaticano II, anche nei decenni successivi, tanto da essere - di fatto - ribaltato dai fatti della storia. Il Papa, difatti, ha sempre nicchiato nel convocare frequentemente nuovi Concili, di fatto disattendendo l'altro Decreto di Costanza «Frequens» e praticamente ristabilendo - solo di fatto però - la prevalenza del Papa sul Concilio. Quello di Costanza non fu però un «conciliabulum», ma un Concilio a pieno titolo e nient'affatto «pastorale».

2)Il Vaticano I non rovesciò affatto il dettato di Costanza, ma stabilì le condizioni per l'infallibilità del Papa; se ne parla in quest'altro thread che riporto per comodità e per più facile consultazione http://www.politicaonline.net/forum/...=235758&page=2

3)Il Vaticano II, convocato come Concilio "pastorale" partorì diversi tipi di documenti, tra cui anche una Costituzione Dogmatica , la «Lumen Gentium», fino a Costituzioni, Decreti e Dichiarazioni. La tanto contestata Dichiarazione «Dignitatis Humanae» sulla libertà religiosa - non infallibile perché non definitoria - è, come «forza», l'ultimo documento, anche se di fatto non esiste una tassonomia dei documenti conciliari e non si può ridurre un Concilio assistito dallo Spirito Santo ad un mero esercizio di pie intenzioni.

Ora, mi domando:
se il Syllabus (1864) di Pio IX, che era peraltro l'"allegato" di una Enciclica, la «Quanta cura», è pur'esso non infallibile (la cosa è molto dibattuta, ma chi dice che lo è porti le prove canoniche, grazie), le condanne n.78 e 79 sulla libertà di culto, essendo sovrapponibili e, diciamo così, in contrasto con la successiva «Dignitatis Humanae» non potrebbero prevalere su quest'ultima Dichiarazione, per quanto pastorale (nell'odierno sfacelo della fede, il compito della Chiesa di oggi è quasi tutto pastorale...). Poi c'è la logica «cronologica», che ha un suo valore.

Che ne pensate? - scusate le troppe parentesi -