
Originariamente Scritto da
impresentabile
Finiti gli ultimi “ludi caratacei”, mi viene spontaneo di dare un consiglio ai Camerati in buona fede: smetterla di continuare a dialogare con il “muro”.
Come sostengo da anni, infatti, il Fascismo non ha niente a che vedere ed a che spartire con il “neo-fascismo”, tanto meno con le “missinerie” o “destrerie” varie (ante e/o post Fiuggi), ancora meno con le divisioni pregiudiziali e preconcette (in sillabe…) che continuano ad essere volute e favorite dal cosiddetto mondo degli “immortali principi del 1789”, ai cui – nolenti o volenti, direttamente o indirettamente – fanno parte coloro che si definiscono ideologicamente o politicamente o strategicamente o tatticamente o elettoralmente di “destra”, di “sinistra” e/o di “centro”, senza dimenticare le estreme.
I Fasciti Mussolinisti (lo metto per inciso, per non rischiare di incorrere in nessun tipo di qui pro quo) non debbono più accettare nessun tipo di dialogo con la suddetta gente o, se si preferisce, il “muro” di cui sopra.
Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.
In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni ad inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:
- Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.
- Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!
Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura rinascita del nuovo Fascismo.
Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!
Alberto B. Mariantoni