Ora.
Ci vuole tanto troppo coraggio a guardare una cosa simile.
L'unico fuori dal coro è il bergamasco (come le camice zozze) castelli.
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Ora.
Ci vuole tanto troppo coraggio a guardare una cosa simile.
L'unico fuori dal coro è il bergamasco (come le camice zozze) castelli.
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Lo sto vedendo, che schifo!!!!!!!! Perchè non ci sono anche i nostri storici?


Già è tantissimo se in estate alle 16:00 del pomeriggio o in piena notte hanno mandato in onda Salera e gli altri i cui interventi cmq sono su youtube.
PS
Ho spento la TV e acceso il pc. Lo so che forse dovrei sorbirmi un simile squallido spettacolo, ma non ce la faccio. Eppoi ho delle faccende da sbrigare.
W Ferdinando II


Sto soffrendo, mi tocca tifare Castelli ma non ha nemmeno un centesimo della preparazione necessaria.




...e la colonizzazione continua...
W l'Algeria!


Maledetti, studio di cozze...
Pozzäte jettà lo sangh comm l'hanno jettavo gli analfabeti borbonici ch'avete montovato!!
M'hanno fatto aisà la pressione, sti fetienti!
Fetentoni, anche doppo 150 anni rompono lo cazzo!!




Arroganti!
Maledetti!!
...E passano per democratici!!
Ipocriti!!


RAFFAELE NIGRO:
''IL BRIGANTAGGIO,
FU UNA GUERRA SOCIALE E CIVILE''
Al Festival di Asti
si discuterà di Brigantaggio post unitario
passepartoutfestival.it
Pubblichiamo un estratto dell'intervista realizzata da Giancarlo Colella a Raffaele Nigro, che sarà pubblicata nei prossimi giorni su "La Gazzetta del Mezzogiorno"
Per la prima volta, all’interno di un festival letterario che si tiene in Piemonte, si parla del fenomeno del “brigantaggio”. Lei, che è uno dei massimi cultori di questo fenomeno, come giudica un tale evento letterario?
Positivo e soprattutto chiarificatore dei rapporti tra le due Italie.
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A distanza di circa 150 anni, con la lente dello storico, Lei ritiene di poter affermare che il brigantaggio fu solo “guerra dei poveri”?
Fu una guerra sociale e una guerra civile. Accadde nel Sud ciò che accade solitamente nei periodi di transizione e durante una violenta sostituzione di un regime a un altro.
Qualcuno ha parlato di “insabbiamento culturale della Questione Meridionale”. In che misura in questa ipotesi si possono intravedere eventuali responsabilità, oltre che della classe politica, anche della Scuola Italiana?
Il Ministero dell’Interno fu costretto a secretare documenti e archivi per pacificare gli animi. Il fascismo impedì qualsiasi revisione, tanto che la letteratura meridionalistica utilizzò le lotte sociali come grimaldello per spiegare i soprusi e la distanza dei governi dai contadini. Gli storici inneggiarono all’unità d’Italia e insabbiarono le lotte legittimiste. Finchè con Molfese, De Jaco, Pedio, non si affrontò il discorso su altre basi e si provò a rivedere il tutto. Oggi per fortuna gli archivi sono stati scandagliati e si è provvisto a pubblicare i cartolari relativi e si possono avviare studi seri e analitici.
Giancarlo Colella
Raffaele Nigro parteciperà il 27 maggio al Festival di Letteratura "Passepartout" al dibattito "Briganti di carne" che vedrà la partecipazione di Lorenzo Del Boca e Gigi Di Fiore.
La nostra testata è la voce ufficiale dell'evento
http://ilbrigante.com/modules.php?na...icle&sid=13196