Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Contro l'equazione sfruttato=rivoluzionario, per una teoria comunitaria del comunismo

    Amici, compagni, fratelli.
    A mio avviso il punto nodale, teorico e poi pratico, di più rilevanza in assoluta è l'analisi degli strumenti per la transizione ad una società che superi il modo di produzione capitalistico.
    In proposito sto appuntando alcune riflessioni, che saranno in parte convogliate in una articolo per il numero 2 di comunismo e comunità.

    A mio avviso il dibattito di deve muovere su due piani:
    1- superamento integrale, totale e senza ritorno, dell'equazione sfruttato= soggetto rivoluzionario.
    E' una visione ultra-deterministica, che, anche nelle sue versioni classiste non feticistiche ( cioè le migliori) per cui la lotta di classe è puro strumento in vista di un fine superiore, dimostra comunque una profonda debolezza. Non c' è elemento più integrabile nel sistema di dominio liberale dello sfruttato e dell'oppresso.
    2- non cadere, però, sul lato opposta, in una visione naive del comunismo come affare di buona volontà dei singoli e di penetrazione evangelica interiore. C'è anche questo aspetto, perchè se i singoli non cambiano dentro, è inutile fare rivoluzioni. Eppure questo aspetto non può divenire esclusivo, pena il ripiegamento in una visione spiritualista messianica del comunismo come movimento di redenzione, quando esso è soltanto ordine nuovo, struttura buona per gli uomini presi come comunità.

    Dunque, oltre il determinismo classista, o dicotomico, e oltre il mero intimismo, è necessario trovare lo strumento di afflato comunitario che possa stringere gli uomini contemporanei attorno ad un progetto sociale che non sia soltanto la lotta degli oppressi contro gli oppressori ( perchè i cosiddetti oppressi ne hanno abbastanza di questa maniera autolesionista e isterica di presentare il reale, e preferiscono adagiarsi sul meraviglioso mondo della possibilità infinita che il liberalismo esprime).

    Insomma, la lotta contro il capitalismo e il liberalismo non può assolutamente seguire, in tempi di avanzamento tecnologico, gli schemi delle lotte degli sfruttati portate avanti fino a 40 anni fa.
    Il capitalismo ha compiuto il grande passo, quello della pentrazione interiore. Lottarlo con la chiamata alla rivolta degli sfruttati sarebbe un suicidio programmatico.
    La lotta di classe, per forza di cose deve trasformarsi in lotta comunitaria.
    Lo sfruttamento deve essere lottato senza requie, ma non può divenire il motore di reazione viscerale della rivoluzione.
    Senza cadere, lo ripeto, in improbabili spiritualismi da conversione di massa ( la liberazione dal male è percorso intimo, personale, legato alla comunità, ma non riducibile ad essa).

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    19 May 2009
    Messaggi
    900
     Likes dati
    38
     Like avuti
    51
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sappiamo fin troppo bene che la lotta di classe fine a se stessa non implichi alcun riverbero rivoluzionario. Non a caso l'operaismo degli anni settanta finì per imprigionare il fremito di cambiamento sessantottino, circoscrivendo il tutto in un quadro di lotta funzionale alle dinamiche intestine del sistema capitalistico stesso. Già Lenin a suo tempo ampliò il marxismo di nuovi e vasti contenuti tra i quali la lotta per l'autodecisione dei popoli contro l'imperialismo. Egli era ben conscio che se gli operai, i proletari e gli sfruttati in genere avessero raggiunto condizioni salariali discrete...la capitolazione a favore dell'imborghesimento e quindi dell'assorbimento capitalistico sarebbe stato inevitabile (la formula della collaborazione fascista e le stesse socialdemocrazie keinesiane andavano in siffatta direzione)

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Wladyslaw Visualizza Messaggio
    Sappiamo fin troppo bene che la lotta di classe fine a se stessa non implichi alcun riverbero rivoluzionario. Non a caso l'operaismo degli anni settanta finì per imprigionare il fremito di cambiamento sessantottino, circoscrivendo il tutto in un quadro di lotta funzionale alle dinamiche intestine del sistema capitalistico stesso. Già Lenin a suo tempo ampliò il marxismo di nuovi e vasti contenuti tra i quali la lotta per l'autodecisione dei popoli contro l'imperialismo. Egli era ben conscio che se gli operai, i proletari e gli sfruttati in genere avessero raggiunto condizioni salariali discrete...la capitolazione a favore dell'imborghesimento e quindi dell'assorbimento capitalistico sarebbe stato inevitabile (la formula della collaborazione fascista e le stesse socialdemocrazie keinesiane andavano in siffatta direzione)
    Non solo l'integrazione in senso redistributivo social-democratico ( che ben individui), ma anche la stessa essenza del capitalismo, come sistema di libero e "democratico"conflitto orizzontale, è per sua natura capace di integrare i ceti subalterni nel gioco della potenziale elevazione sociale, della meritocrazia fittizia come forma sociale in cui riconoscersi.
    Sul 68, aggiungerei che il suo totale falimento è da attribuirsi non solo all'operaismo come pratica alla lunga conducente all'integrazione nel capitalismo, ma al sostanziale nichilismo di fondo che lo contraddistingueva: nichilismo riscontrabile nel prevalere dell'antiautoritarismo sull'anticapitalismo, uccisione simbolica del padre, della morale, realtivismo culturale, relativismo di costume, indifferentismo etico...tutti elementi che non potevano portare alla lunga a nulla di buono.
    Di li a poco tutto sarebbe degenerato dapprima, come ultimo canto di un cigno malato,nell'eterodiretto, compiaciuto, nichilistico, fenomeno del terrorisimo ( anticomunitario per eccellenza ) per poi spegnersi del tutto nel ripiegamento di massa dell'anticapitalismo e nel triofo della società dei consumi e del mito del mercato come forma relazionale univoca.
    Una parabola, a mio avviso, che non si può non leggere come prevalenza dell'elemento dissolutore e nichilistico( alla lunga favorevole al capitalismo) sull'elemento razionale-costruttivo e politico in senso profondo.

  4. #4
    Forumista
    Data Registrazione
    19 May 2009
    Messaggi
    900
     Likes dati
    38
     Like avuti
    51
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Non solo l'integrazione in senso redistributivo social-democratico ( che ben individui), ma anche la stessa essenza del capitalismo, come sistema di libero e "democratico"conflitto orizzontale, è per sua natura capace di integrare i ceti subalterni nel gioco della potenziale elevazione sociale, della meritocrazia fittizia come forma sociale in cui riconoscersi.
    Sul 68, aggiungerei che il suo totale falimento è da attribuirsi non solo all'operaismo come pratica alla lunga conducente all'integrazione nel capitalismo, ma al sostanziale nichilismo di fondo che lo contraddistingueva: nichilismo riscontrabile nel prevalere dell'antiautoritarismo sull'anticapitalismo, uccisione simbolica del padre, della morale, realtivismo culturale, relativismo di costume, indifferentismo etico...tutti elementi che non potevano portare alla lunga a nulla di buono.
    Di li a poco tutto sarebbe degenerato dapprima, come ultimo canto di un cigno malato,nell'eterodiretto, compiaciuto, nichilistico, fenomeno del terrorisimo ( anticomunitario per eccellenza ) per poi spegnersi del tutto nel ripiegamento di massa dell'anticapitalismo e nel triofo della società dei consumi e del mito del mercato come forma relazionale univoca.
    Una parabola, a mio avviso, che non si può non leggere come prevalenza dell'elemento dissolutore e nichilistico( alla lunga favorevole al capitalismo) sull'elemento razionale-costruttivo e politico in senso profondo.

    Sono persuaso dall'idea che il Sessantotto possa essere attinto come classico esempio di "etrogenesi dei fini".
    L'antiautoritarismo e l'antipatriarcalismo dovevano considerarsi come semplici appendici di una lotta capillare per il sovvertimento delle strutture sociologiche in seno alla civiltà borghese. Insomma punti di complemento di un processo rivoluzionario più vasto e incisivo che avrebbe dissodato il terreno per la germinazione di un nuovo modello di approccio sociale anche nella prospettiva finale di un ordine politico alternativo. E invece la montagna partorì il topolino. Quelli che inizialmente si configuravano alla stregua di un mero parametro culturale per scardinare i tradizionali rapporti di forza capitalistici...diventarono come per incannto la valvola di sfiato principale per un rapido fenomeno di ristrutturazione interna della stessa civiltà borghese che sulla base delle sue evoluzioni e dei suoi dinamismi socioeconomici urgeva di un complessivo alleggerimento in senso individualistico.

 

 

Discussioni Simili

  1. l'equazione comunismo=nazismo...made in veltroni
    Di MaRcO88 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 30-10-07, 17:29
  2. l'equazione comunismo=nazismo....made in veltroni
    Di MaRcO88 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 29-10-07, 23:00
  3. Risposte: 53
    Ultimo Messaggio: 02-05-07, 19:27
  4. Fronte Rivoluzionario Comunismo minaccia Farina
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 08-11-06, 15:00
  5. Un' equazione contro la povertà
    Di Silvioleo nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 23-02-05, 18:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito