
Originariamente Scritto da
nuvolarossa
Violenza a Verona
Lo Stato sappia dimostrare la dovuta fermezza
Altre volte si sono registrati negli ultimi anni episodi di violenza metropolitana come quello di Verona, ma per la verità non ci eravamo mai accorti di una tale rilevanza data agli eventi da parte dei media. L'avvenimento è sicuramente grave.
A Verona c'è una banda di ragazzotti che, fra tifo calcistico, birra e simpatie nazifasciste, attacca briga con chi capita e ci va giù pesante. Questa volta rischia di scapparci il morto. Alla base dell'aggressione vi sono motivi futilissimi, così come fa anche impressione che gli appartenenti alla banda siano prodotti della pacifica borghesia cittadina.
Se con l'eccesso di attenzione dei media si vuol dire che la violenza è un prodotto indigeno, indipendente dall'immigrazione extracomunitaria o irregolare che sia, crediamo che questo nessuno lo abbia mai dimenticato. Ogni società produce il suo tasso di violenza e di frustrazione. Gli skinheads veronesi sono solo i pronipoti di coloro che, nella civilissima Gran Bretagna, la signora Thatcher represse con estrema decisione alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso. Se il problema fosse solo Verona, si risolverebbe in fretta: basta usare la giusta fermezza. Non ci sono giustificazioni per il teppismo e non va mostrata nessuna tolleranza.
Se invece si vuole dire che la violenza prodotta al nostro interno non consente di tenere atteggiamenti particolarmente severi nei confronti degli immigrati, allora cominceremmo a preoccuparci. Intanto perché vi sono zone del paese in cui si reagisce malamente a quella che si considera una minaccia, anche se questo non ci sembra il caso di Verona; poi perché un aumento spropositato della popolazione immigrata provoca comportamenti di rigetto e di chiusura da parte dei ceti più deboli. E qui siamo al punto. Parlando alla Convention dei Radicali venerdì scorso, il presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi ha detto che la destra ha moltiplicato le paure dei cittadini.
Ma noi crediamo il contrario: e cioè che la paura dei cittadini ha moltiplicato i voti in favore della destra, per la semplice ragione che la sinistra in tutti questi anni di governo ha deluso le aspettative in termini di sicurezza. Nel comune di Roma come in tutta Italia. E lo aveva ammesso addirittura il ministro degli Interni Amato pochi giorni fa, lamentando come il governo di cui faceva parte avesse fatto pochissimo in merito. E quando alla paura per la propria incolumità fisica, per il proprio "spazio vitale", si mischia poi anche quella economica – sia il posto di lavoro o la tutela del proprio status sociale percepito come minacciato - ecco che la sinistra finisce fuori gioco completamente.
Certo, è legittimo che essa voglia rientrarvi. Né deve temere di essere destinata all'oblio, perché una risposta che fosse incentrata esclusivamente sul ricorso alla sicurezza non avrebbe futuro. E se, per rientrare in gioco, la sinistra spera di far credere che la vittoria della destra istighi al rigurgito della violenza neofascista, non solo sbaglia il bersaglio - c'è poca politica alla base dell'aggressione di Verona – ma, per incapacità autocritica, compromette ogni successo futuro. Così come ha compromesso irrimediabilmente la vittoria nel corso della passata tornata elettorale.
Roma, 5 maggio 2008
tratto da
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4969