MA E’MAI POSSIBILE?
Ma è davvero possibile ostinarsi a pensare che le uniche aspirazioni dei giovani di questi nostri giorni, debbano essere un posto fisso e un mutuo con un tasso d’interesse accettabile, che permetta loro di lasciare solo un po’ prima la casa parentale per affrontare il futuro? Un “radioso futuro” che sia sempre e comunque costituito da un mutuo (quando va bene trentennale!) e un luogo di lavoro in cui ogni giorno tornare per vivere “l’insperato privilegio” di poter far fronte alle scadenze che gli si sono forzosamente imposte come sommo scopo di vita? e’ mai possibile che sia questo,o almeno solo questo, il futuro di cui i nostri giovani si dicono defraudati?
E’ oggettiva l’amara constatazione che la gioventù, atta ad esperire la mobilità eraclitea del concetto di “Io”, non faccia parte dell’agenda del giorno: solo adolescenti ammuffiti, desiderosi solo, quando i tempi non siano più procrastinabili, di fare il grande salto nel “meraviglioso” mondo degli adulti (buoni quelli!). Ma no,non deve andare così, perchè tutti i giovani di ogni epoca, di tutte le latitudini hanno l’inalienabili diritti a un ideale!
Vedendo nei nostri TG l’immagine dell’imperituro Berlusconi che,dal suo predellino promette l’abolizione dell’I.C.I., la detassazione degli straordinari e la certezza della pena non si può esimersi dal chiedersi: ma è mai possibile che siano queste le vere aspettative dei giovani?
Constatata la natura delle “allettanti” proposte si apre un grande spazio per una politica che proponga e imponga nuovi forti ideali.
A chi spetta suggerire l’idea di una nuova società che abbia come scopo il bene collettivo, a chi spetta fare una politica che appassioni, che sia battaglia d’idee e non solo d’interessi, che ridia dignità all’aver 20 anni, che superi una volta per tutte gli ostacoli posti dagli egoismi corporativi?… A chi spetta riempire questo spazio per fare una politica che non torni indietro al rassicurante già visto, ma che vada avanti, che proponga idealità? Una politica così può andare incontro solo a un destino di vittoria…e dobbiamo dirlo ai giovani che l’avere un ideale è un loro imprescindibile diritto e non solo un ormai remoto, malinconico ricordo di giovinezza dei loro più fortunati padri.
Ogni generazione ha il diritto-dovere di porsi il compito del cimento, di operare per il cambiamento. Questa nostra è una società vecchia ed egoista che non solo, si dedica alacremente allo scippo del loro futuro, ma anche e soprattutto della natura più intrinseca alla gioventù: il diritto a coltivare un ideale.
Non è vero che ci siano generazioni maggiormente segnate da un destino da realizzare, nessuno ne può essere esautorato!
Ma è mai possibile accettare che ci sia una generazione le cui uniche aspirazioni siano una casa, un lavoro, una città sicura? Ma che tristezza!
Tutti, affinché la propria natura si compia, necessitano di un ideale in cui spendere i migliori anni , usando l’oggettività del presente come trampolino di lancio verso uno spazio di là da venire in cui cercare di lasciare il segno.
I giovani per vivere con empito la loro età hanno bisogno di pensare in grande, ci penserà poi l’età adulta a gestire e a utilizzare il l’eventuale fallimento affinché la vita sia una costante appassionata costruzione, con le parole di Mountaigne:una metamorfosi incessante, piena di incidenti effimeri, tracce di un destino sconosciuto.
ANTONELLA SENSI




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