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    Exclamation [Repressione] Islamici in pericolo in Italia

    Su http://www.islamshia.org/comunicati/comunicato_5.php è possibile leggere il comunicato per il quale il PM Maria Cordova ha chiesto il rinvio a giudizio per "incitamento all'odio razziale" per il presidente ed il portavoce dell'Associazione Islamica "Imam Mahdi" (AJ).

    Lo riproduco qui sotto:

    Comunicato sull’aggressione sionista al Libano – 24/07/2006
    Col Nome d'Iddio Altissimo
    Sono oramai più di 60 anni che l'entità criminale autoproclamatasi "Stato d'Israele" va disseminando di stragi e rovine il Vicino Oriente, anzi il mondo intero, dato che le sue azioni terroristiche hanno oramai assunto dimensioni planetarie. Ma nel Vicino Oriente non è certo di terrorismo che possiamo parlare, ma bensì di qualcosa di ben più grave, di genocidio, che viene perpetrato sotto lo sguardo benevolo del regime razzista e guerrafondaio statunitense, e dei suoi servitorelli europei.
    In questi giorni l'entità criminale sionista, non paga d'avere sterminato e disperso il popolo palestinese, non paga delle guerre d'aggressione di cui si nutre, scatenate a scadenza decennale, non paga dell'opera di traviamento ed obnubilamento delle coscienze che i suoi agenti disinformatori e i collaborazionisti prezzolati vanno conducendo da anni nel mondo intero, ha scatenato quella che potrebbe essere la sua avventura decisiva: l'aggressione al Libano, ed alla punta avanzata della resistenza dei popoli al sionismo, il movimento Hezbollah.
    Le conseguenze dell'aggressione, che non è se non la rabbiosa reazione ai reiterati e clamorosi successi militari degli Hezbollah, che hanno sempre fatto di tutto per evitare di coinvolgere i civili nelle loro azioni, sono sotto gli occhi di tutti: interi quartieri distrutti, numerosi civili, tra cui molte donne, vecchi, bambini, uccisi o feriti, sovente bruciati vivi da quelle bombe incendiarie di cui i sionisti, seguendo l'esempio americano, non fanno nessun risparmio.
    Ma è proprio qui che, a Iddio piacendo, le loro folli illusioni di dominazione globale dovranno fermarsi ed infrangersi: non soltanto le forze popolari islamiche non hanno mostrato nessun cenno di cedimento, ma anzi sono state capaci di infliggere al nemico colpi durissimi, che non hanno nessun precedente nella storia dell'autoproclamatosi "Stato d'Israele", sin troppo bene abituatosi alle facili vittorie contro gli imbelli eserciti da operetta dei regimi arabi corrotti e traditori.
    La lotta dei libanesi va oramai saldandosi con quella dei non più inermi palestinesi, e potrebbe presto coinvolgere, a Iddio piacendo, l'intera Umma Islamica, a dispetto delle mene diplomatiche, dei giochi di parole, della viltà e dei tradimenti dei regimi rinnegati e oppressori della maggior parte dei paesi arabi e islamici.
    Nel ribadire tutta la nostra solidarietà ai popoli della Palestina e del Libano, impegnati in prima linea nella lotta contro la sanguinaria bestia sionista, il nostro appello va a tutti gli uomini di buona volontà, ai nobili e liberi, ivi inclusi i non pochi ebrei sinceri che coraggiosamente s'oppongono a questa aberrazione che ne ha usurpato il nome e l'immagine, ad adoperarsi per contribuire anch'essi a porre fine una volta per tutte al sedicente "Stato d'Israele", a questo incubo orrendo, a questo mostro immondo che si nutre di sangue innocente: obiettivo che potrà essere conseguito, a Iddio piacendo, con la cancellazione del sionismo dalle pagine della storia, con la cattura e la punizione esemplare dei criminali responsabili del pluridecennale genocidio, e dei collaborazionisti prezzolati e corresponsabili morali, e con un processo di decolonizzazione che restituisca l'intera terra di Palestina ai suoi legittimi abitanti, musulmani, ebrei, o cristiani che siano, affinché vi possano alfine vivere in tutta pace e concordia.
    "Disse loro la gente: "Si sono uniti contro di voi; temeteli!" Ma questo accrebbe la loro fede, e dissero "Ci basta Iddio, il migliore dei protettori"
    (Sacro Corano, III, 173).

  2. #2
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    ISLAM: PICCARDO (UCOII) SU RINVIO A GIUDIZIO, MIA CRITICA A ISRAELE E NON A EBREI


    NON HO MAI ISTIGATO ALL'ODIO RAZZIALE



    Milano, 30 nov. - (Adnkronos/Aki) - "Non sapevo nulla di questa richiesta di rinvio a giudizio fatta dal procuratore di Roma nei miei confronti, ma non credo che il giudice la accogliera', non ho mai istigato all'odio razziale". E' con queste parole che Hamza Piccardo, ex segretario dell'Unione delle Comunita' islamiche in Italia (Ucoii) e direttore del sito islam-online.it, ha commentato la notizia del rinvio a giudizio chiesto per lui e per altri tre esponenti musulmani italiani. "Non credo che il giudice la accogliera', ma se cosi' fosse ci divertiremo in tribunale - spiega ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL - perche' nei miei articoli i o non ho mai parlato di ebrei e quindi non capisco come possano provare a dire che ho istigato all'odio contro una razza". Piccardo sostiene infatti di aver solo criticato la politica del governo israeliano. "Io ho sempre parlato dello stato di Israele - conclude - uno stato non puo' non accettare un giudizio critico nei confronti dei suoi comportamenti".Una richiesta di rinvio a giudizio per istigazione all'odio razziale e' stata presentata oggi dal procuratore aggiunto di Roma Maria Cordova per due esponenti dell'Ucoii e due dirigenti dell'associazione sciita 'Imam Mahdi'. Si tratta di Mohamed Nour Dachan, presidente dell'Ucoii, Roberto Hamza Piccardo, portavoce dell'associazione e editore di 'Al Hikma', Marco Morelli, portavoce di 'Iman Mahdi', e Damiano Palma, presidente di quest'ultimo sodalizio. Le accuse a Dachan riguardano un'inserzione a pagamento pubblicata sui alcuni quotidiani in cui si paragonava il nazismo a Israele. Quelle che hanno colpito gli altri tre sono invece relative ad articoli di cui sono autori.

  3. #3
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    Sapete già della richiesta di rinvio a giudizio per Piccardo, Dachan ed altre due persone. La mostruosità della cosa è sotto gli occhi di tutti e lo è ancor di più se si legge questo testo, cioè quello per il quale Hamza dovrebbe essere processato.

    Alla luce della decisione del PM Cordova di chiedere il mio rinvio a giudizio per "incitamento all'odio razziale" riprongo il documento per il quale si vorrebbe processare l'amico, fratello e compagno Hamza:

    Cari fratelli e sorelle,
    in un versetto del Corano che per noi musulmani esplicita il senso della storia è detto: "...Se Allah non respingesse gli uni per mezzo degli altri, sarebbero ora distrutti monasteri e chiese, sinagoghe e moschee nei quali il Nome di Allah è spesso menzionato..." (XXII, 40)

    Quello che sta succedendo in Libano e a Gaza è esattamente il tentativo di distruggere l'umanità positiva che si estrinseca per moltitudini di uomini e donne nella menzione del Nome di Dio. E' il tentativo orribile e reiterato di sostituire quella comunanza nel bene con una comunanza nell'odio, nella vendetta, nella volontà di annichilire l'avversario utilizzando la ricchezza e lo strapotere militare e tecnologico che essa consente.
    La blasfemità della guerra trova la sua massima espressione nei bombardamenti terroristici, stravolge il senso della politica come strumento di gestione dei conflitti e la sostituisce con un'atroce ricerca della supremazia militare.
    In quanto credenti, sappiamo che Iddio odia gli aggressori e che la sola reazione da Lui accetta è quella proporzionata all'offesa subita.
    Ebbene, con tutta la buona volontà di indossare i panni della paranoia israeliana, non riusciamo a vedere alcuna proporzione tra quello che avrebbe scatenato la ferocia sionista e le conseguenze di tale ferocia.
    A tutt'oggi sono altre 750 le vittime dei bombardamenti sul solo Libano meridionale e la terribile strage di Cana è la tragica apoteosi di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella violenza e nell'ingiustizia e che, Iddio non voglia, finirà per essere la tragedia definitiva del suo stesso popolo.
    Non ci rallegriamo di questa facile profezia, la misericordia che la nostra religione ci insegna e ci ordina, comprende anche coloro che non hanno alcuna misericordia
    Il nostro senso di responsabilità nei confronti del mondo discende direttamente dalla volontà divina che ha creato l'uomo e lo ha messo su questa terra come Suo vicario, tenuto alla bontà e alla protezione del creato.
    Per questo, per mantenere fede alla nostra missione terrena, per obbedire alle Scritture e all'insegnamento dei Profeti (pace su tutti loro), non possiamo esimerci dall'atteggiamento coerente con il protocollo stesso della nostra condizione di credenti, quello che ci ingiunge di "indicare il bene e riprovare il male".
    La sofferenza atroce che una parte della Umma sta sopportando non ci consente indifferenza o noncuranza.
    Invitiamo quindi tutti i musulmani e le musulmane d'Italia alla preghiera, all'invocazione continua e inesausta affinché Colui Che può ogni cosa sostenga e benedica coloro che lottano contro l'occupazione e l'ingiustizia, allevi le sofferenze e rassereni i cuori.
    Poiché non ci è dato di poter fermare con la nostra mano il massacro in atto, li invitiamo a testimoniare con la parola, individuale e collettiva, la riprovazione per quel che sta accadendo, manifestando ovunque sia possibile e opportuno. Manifestazioni pacifiche ed autorizzate che possono essere promosse da noi musulmani e trovare il concorso di uomini e donne di buona volontà, affinché il governo italiano eserciti la necessaria pressione per far cessare immediatamente l'aggressione sionista.
    Infine, poiché non è possibile dimenticare quel che di orrendo è gia accaduto, facciamoci parte responsabile nel sostegno dell'attività umanitaria a favore dei feriti, dei profughi, di coloro che hanno perso ogni cosa.
    La nostra responsabilità di credenti si compie nello sforzo di assolvere al dovere nella misura delle nostre possibilità, Allah non ci chiederà conto di quello che non ci sarà possibile fare, ma quello che è nelle nostre possibilità diventa un imperativo al quale il muslim non può sottrarsi.

    Hamza Roberto Piccardo, portavoce del Consiglio Direttivo UCOII
    luglio 2006

  4. #4
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    Inserzione anti israeliana, a giudizio il presidente Ucoii

    di Redazione - sabato 01 dicembre 2007, 07:00








    Con l’accusa di istigazione all’odio razziale la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il portavoce e il presidente delle comunità islamiche in Italia (Ucoii) Hamza Piccardo e Mohamed Nour Dachan, nonché per Marco Morelli, portavoce dell’Associazione islamica «Imam Mahdi», e per Damiano Di Palma, responsabile della casa editrice «Al Hikma». Con diverse responsabilità si accusano costoro di «incitare a commettere violenza e atti di provocazione alla violenza per motivi razziali e religiosi».
    La richiesta di giudizio si riferisce all’inserzione a pagamento fatta pubblicare il 19 agosto 2006 su alcuni quotidiani dal titolo «Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane». L’accusa si fonda anche sulla diffusione on-line dello stesso appello sul sito dell’Ucoii e sul sito web «Islam on line».
    L’inchiesta era scaturita da una denuncia dei parlamentari di Forza Italia Lucio Malan e Giorgio Stracquadanio. Nella pagina a pagamento si affermava tra l’altro «Marzabotto uguale Gaza uguale Fosse Ardeatine uguale Libano».
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=224380

  5. #5
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    L'accusa è istigazione all'odio razziale e si fa riferimento, ebbene sì, all'ormai famoso manifesto "Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane". A dare il via sono stati due senatori di Forza Italia, Lucio Malan e Giorgio Stracquadanio, che presentarono un esposto in procura. Sul suo sito Lucio Malan spiega come in tale esposto si fornivano, ad esempio, le prove che «il testo dell'inserzione era tratto da un opuscolo di Hezbollah» - a dimostrare non si sa bene cosa, forse che neanche Hizbullah ama le stragi israeliane, forse che occorre bombardare l'Iran, o forse che FI è molto più fedele agli USA che all'UE, la quale si è sempre rifiutata di inserire Hizbullah tra i gruppi terroristici. Ovviamente nel manifesto non c'era traccia di istigazioni all'odio di sorta.

    Vogliono preservare il diritto di Israele di perpetrare massacri senza essere sputtanati! Comunque, se l'istigazione sta nel paragone coi nazisti, logica vuole, a questo punto, che sia aperta un'indagine e siano rinviati a giudizio tutti i firmatari dell'appello per Gaza, come peraltro suggeriva Magdi Allam nel suo articolo sul Corriere. Anzi, ci si potrebbe anche autodenunciare in blocco. Oggettivamente non c'è alcun riscontro all'accusa, partita esclusivamente da frange isteriche di quell'establishment che tra l'altro non perde occasione per paragonare l'Islam politico al nazismo.

    Siamo davanti a un fatto clamoroso e gravissimo.

  6. #6
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    Molti pesi, nessuna misura

    Inserito da dacia il Sab, 2007-12-01 10:40 Antislamismo | Babbei e babbione | Discriminazione Razziale | Recensioni | Scribacchini



    (Guarda/ascolta Fuck yourself, Steve Vai, 08.24 min.)


    Oggi leggevo le considerazioni dei fondamentalisti dell’UAAR su questo blog e su di me (vi toccherà iscrivervi per leggerle...).

    È tutto un fiorire di difesa dei valori occidentali, contro i musulmani “bisogna opporsi chiaramente a loro e alla loro barbarie, ma bisogna farlo mentre brucia il falò colla bibbia” [da far rabbrividire Giordano Bruno] fino al modesto Tony Montana che nelle bombe democratiche vede dei piccoli alati messaggeri del verbo ateista.

    Per fortuna che ci son loro, eh?

    E mentre – e direi per fortuna – questi integerrimi atei si stanno attrezzando per resistere in puro stile Lepanto Razionalista, in Italia succedono cose turche.

    Perché ieri, l’ineffabile procura di Roma ha deciso di rinviare a giudizio 4 fratelli: Mohamed Nour Dachan, presidente dell'Ucoii, Roberto Hamza Piccardo, editore di Al Hikma, Marco Morelli portavoce e presidente dell’associazione sciita Iman Mahdi e Damiano Palma, delle Edizioni Al Hikma.

    Nel caso del presidente Dachan, si tratta della famosa (per alcuni famigerata) inserzione durante la bestiale aggressione israeliana del Libano, per gli altri tre, di articoli che hanno pubblicato, in quanto intellettuali musulmani.

    L’accusa? Instigazione all’odio razziale.

    Ora, qualcuno mi spiegasse cosa sarebbe questa razza israeliana. Su, davvero. Lo pretendo a questo punto.

    Gli israeliani sono bianchi, bruni e neri. Sono musulmani, cristiani, ebrei ed agnostici.

    La critica allo stato d’Israele, checché strepiti Napolitano, si chiama antisionismo, così come la critica al Sudafrica si chiamava antiapartheid.

    Fa specie vedere Procure della Repubblica, così attente “all’istigazione all’odio razziale” perpetrata da musulmani, ignorare che magari portare dei maiali a pisciare e cagare sui terreni destinati alla costruzione di Moschee non è che sia un attestato di stima ed eterno amore solidale verso una minoranza religiosa.

    Oppure non rinviare a giudizio – anzi archiviare stolidamente – le denunce presentate da centinaia di musulmani indignati di essere stati equiparati a terroristi, come successo a Bologna.

    Oppure ritenere che diffondere la falsa notizia dei festeggiamenti di musulmani dopo l’attentato di Londra fosse favorire il dialogo interconfessionale.

    O vederli lasciar correre le dichiarazioni di campioni dell’antirazzismo come Caprili e Veltroni sui Rom e sui rumeni come se si trattasse di normale dialogo politico.

    E che dire dei cosiddetti democratici, che di fronte all’applicazione del concetto di reciprocità, così caro a questa genia di imbecilli, si scandalizzano.

    La sig.ra Gibbons è stata condannata al carcere ed espulsa a causa del libero esercizio della sua professione? Non va bene.

    Pare che dimentichino le decine di musulmani arrestati, fatti languire in carcere con l’accusa di terrorismo per aver predicato quel cazzo che volevano durante l’esercizio della libertà di culto, e quindi – una volta assolti – espulsi “democraticamente” dall’Italia.

    Cos’è? La reciprocità funziona solo in un determinato senso?

    E a "Tony Montana" [dell'Uaar], che invoca il bombardamento dell’Iran [Se già fossero iniziati i raid aerei sull'apparato militare iraniano, i governanti del Sudan, e i soggetti che brandendo armi varie chiedevano la morte della maestra inglese, ci penserebbero 2 volte, sapendo che rischiano la pelle.], chiedo: non potrebbe esserci un Tony Montana islamico che invoca il bombardamento di Roma, piuttosto che di Parigi, per insegnare ai “barabari occidentali” il rispetto dei giusti valori? Coglione. Si, dico proprio a te, Tony Montana del cazzo.

    Vabbeh. Posso dirvi una cosa? Tanto ve la dico lo stesso, mi sa.

    Credo che questo paese sia maturo per condividere la sana e giusta rabbia di persone che devono difendersi da tutti: dai razzisti, dai teppisti, dai discriminatori abituali e dalle istituzioni.

    Se nessuno ci difende, se nessuno afferma il nostro diritto alla dignità ed al rispetto, se nessuno si ferma in questa corsa al massacro, allora non chiedete a me di essere gentile, di tutelare ciò che resta dello stato di diritto, o di rispettare i suoi assassini.

    Perché l’unica cosa che vorrei fare è incendiare. Tutto.

    E mi sa che lo farò.

    Dacia Valent
    http://www.verbavalent.com/?q=trackback/192

  7. #7
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    Predefinito Italia: incriminati perché hanno criticato i crimini di Israele

    Italia: incriminati perché hanno criticato i crimini di Israele



    ROMA - Nel luglio 2006 si verificava l'invasione israeliana del Libano, che causava con bombardamenti aerei e di artiglieria migliaia di vittime tra i civili libanesi. L'associazione "Imam Mahdi" (AJ) (http://www.islamshia.org/) redigeva e pubblicava su internet un comunicato di condanna dell'aggressione sionista, (reperibile sul loro sito - sezione "comunicati"). A causa di tale pubblicazione la magistratura italiana ha incriminato Marco Hossein Morelli nella qualità di portavoce e Giuseppe Abbas Di Palma, talebeh (seguace/studente islamico) della Hawza (scuola islamica) "Imam Khomeyni", nella qualità di presidente dell'associazione "Imam Mahdi" (AJ) perché - riportiamo testuale -,: "incitavano a commettere violenze e atti di provocazione alla violenza per motivi razziali e religiosi". Il 22 maggio è stata fissata la prima udienza del processo. Sembra che condannare le aggressioni sioniste equivale, in Italia, a compiere atti di violenza aggravata da razzismo e antisemitismo! Nella "democratica" Italia non si perde occasione per denigrare l'Iran e presentarlo come un paese senza libertà ma lo Stato italiano perseguita i suoi cittadini solo perché hanno criticato la politica colonialista di Israele! Nel caso specifico l'obiettivo è intimidire e colpire Abbas e Hossein e attraverso loro gli sciiti e tutta la comunità islamica in Italia. Radio Italia esprime la propria solidarietà ai suoi fratelli dell'associazione "Imam Mahdi" (AJ). La redazione italiana dell'IRIB ha quindi deciso di informare i media e le comunità religiose, affinché sia nota a tutti l'ingiustizia di cui sono vittime gli amici dell'associazione "Imam Mahdi" (AJ). Si cercherà inoltre di seguire il caso ed approfondirlo attraverso notizie, comunicati, interviste o di altre iniziative, in modo da dare a questa vicenda una giusta evidenza.

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  8. #8
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    Inquietante, soprattutto per i possibili risvolti futuri che potrà avere questo precedente

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    Inquietante, soprattutto per i possibili risvolti futuri che potrà avere questo precedente
    Ne parlai a suo tempo anche qui, esprimendo la solidarietà per loro e per altri amici e fratelli islamici (tra cui Hamza Piccardo). Oltretutto alcuni di loro sono anche amici di vecchia data...

    Spero di trovare il vecchio thread, per avere un continuum temporale dello svolgimento dei fatti.

    Difendiamo lo Stato di Diritto!

  10. #10
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    Trovato! [Repressione] Islamici in pericolo in Italia

    Prego i moderatori di spostare nel thread che ho linkato sopra questa discussione.

 

 
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