Nirenstein contro Lerner «Con lui non presento libri»
di GIOVANNI SALLUSTI
Non ne vogliono sapere di cessare le polemiche sulla Fiera del Libro di Torino e sul suo ospite d'onore, lo Stato d'Israele. Protagonista suo malgrado della nuova puntata, Fiamma Nirenstein. La giornalista e neodeputata PdL ha annunciato sul suo blog che non parteciperà alla presentazione del saggio "Israele e Palestina: la forza dei numeri" (il Mulino) di Sergio della Pergola, in programma alla Fiera (venerdì prossimo alle ore 18, sala blu). Motivo: la presenza, fra gli oratori, di Gad Lerner. I fatti: mercoledì scorso, all'"Infedele" condotto da Lerner, era ospite il filosofo Gianni Vattimo, galvanizzato dall'idea di guidare la contestazione contro la manifestazione piemontese, "colpevole" di aver invitato Israele. Per Vattimo e soci, quest'ulti mo è uno Stato canaglia che si dedica alla pulizia etnica nei confronti dei palestinesi. Ovviamente con il benestare dell'imperialismo americano. Nel corso della trasmissione, sottolinea Nirenstein, il
filosofo del pensiero debole ha sparato giudizi pesanti su di lei, appioppandole l'etichetta di «fascista». Anzi. Fascista è troppo poco, la Nirenstein, secondo Vattimo, «è anche più che fascista». Il ragionamento del filosofo, attacca lei, sostiene «che non c'è niente di strano nel dare agli ebrei dei nazisti». Ovviamente, quando ciò corrisponda a verità, secondo il giudizio insindacabile dell'inquisitore Gianni. Vauro quindi, incalza il filosofo, ha fatto bene a ritrarre sul Manifesto la giornalista con una stella di Davide e un fascio littorio sul petto. Il punto è che di fronte a tutto ciò l' «ebreo di sinistra» (auto-definizione) Gad Lerner non si scompone e tira dritto. L'unica iniezione di lucidità arriva dal corrispondente de La Stampa Maurizio Molinari, collegato da New York. Spiega la Nirenstein: «Molinari ha detto che Vauro aveva posto sul mio petto una stella di David e un fascio, ricalcando così uno stereotipo più volte usato, quello che rovescia la colpa degli oppressori sugli oppressi, con un evidente intento antisemita». «Gad Lerner non ha battuto ciglio» continua la Nirenstein «non ha sentito nemmeno il dovere di invitare Vattimo a moderare le ingiurie in assenza della diretta interessata». E quindi, prosegue, «lo considero, in quanto direttore e conduttore della trasmissione, responsabile delle accuse che mi sono state rivolte». Da qui la decisione di non dividere il palco con Lerner. La Nirenstein andrà invece agli altri tre incontri che la vedono coinvolta. A Libero dice che spera di «poter essere presente a Torino accanto alla bandiera israeliana», su cui è stata imbastita un'ennesima querelle surreale. L'atmosfera intorno alla Fiera peggiora di giorno in giorno. A Torino, i centri sociali hanno festeggiato il primo maggio con un rogo di bandiere israeliane e americane. Sull'episodio sta indagando la questura. Poco prima, gli estremisti del Forum Palestina avevano bollato Fausto Bertinotti come «traditore», perché andrà al Lingotto. Rolando Picchioni, presidente della manifestazione, liquida i piromani: «Sono fatti che si commentano da soli», pur dicendosi «profondamente dispiaciuto che non si riesca ad instaurare un colloquio civile, anche duro ma onesto». Gli fa eco il direttore Ernesto Ferrero: «Bruciare le bandiere altrui è come dar fuoco a se stessi». Nel frattempo si organizzano contro-manifestazioni grottesche. Primo appuntamento, un seminario il cui titolo non ha bisogno di chiosa: "Le democrazie occidentali e la pulizia etnica della Palestina". Promosso da Ism-Italia, gruppo di supporto dell'Ism palestinese, si svolgerà alla facoltà di Scienze politiche di Torino (il 5 e il 6 maggio). In prima linea non mancherà l'arrembante Vattimo. Guest stars della giornata: Tariq Ramadan, fra i più accesi sostenitori del boicottaggio anti-israeliano, e il premio Nobel per la letteratura Harold Pinter. Intanto, ieri Alfredo Mantovano e Gaetano Quagliariello (senatori del PdL), hanno inviato una lettera al ministro Amato chiedendo che il prefetto di Torino riveda il suo niet alla presenza della bandiera d'Israele all'inaugu razione della kermesse. «Non dubitiamo che alla base della scelta del prefetto» argomentano i due parlamentari «ci sia un senso di cautela, teso a evitare disordini. Sosteniamo tuttavia che essa è lesiva di tutto ciò che quella bandiera esprime, in sé e nella circostanza della Fiera». Ma in giornata è arrivata una nota del prefetto Paolo Padoin: «Mai posto divieti di esposizione di bandiere». Il punto, a suo dire, è che «esiste un divieto, disposto dal questore, di effettuare qualsiasi manifestazione pubblica all'esterno dell'area espositiva». La bandiera di Israele «sarà regolarmente esposta nei luoghi ove l'Ente organizzatore ne ha previsto l'esposizione quale Paese ospite della Fiera», conclude il prefetto. Poco dopo, la questura ha deciso di estendere il divieto di presidio fisso all'esterno della sede della Fiera a tutte le giornate, oltre che a quella inaugurale che vedrà la partecipazione del capo dello Stato Giorgio Napolitano.