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  1. #1
    Abraxas
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    Predefinito Cogito Ergo Sum e Gnosticismo

    Pax Pleroma Carissimi Corrispondenti,

    In questi giorni sono impegnato in un lavoro attorno alla famosa locuzione Cartesiana Cogito Ergo Sum.

    Cogito Ergo Sum, è la frase attraverso cui Cartesio esprime l'uomo quale
    entità, in quanto ente pensate.

    "La filosofia di Cartesio è incentrata sulla ricerca di un metodo che dia la
    possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, non soltanto per un
    fine strettamente speculativo, ma anche in vista di un'applicazione pratica
    nella vita. Per scoprire tale metodo, il filosofo francese adotta un
    procedimento di critica totale della conoscenza, il cosiddetto dubbio
    metodico, consistente nel mettere in dubbio ogni affermazione, ritenendola
    almeno inizialmente falsa, nel tentativo di scoprire dei principi ultimi o
    delle massime che risultino invece indubitabili e su cui basare poi tutta la
    conoscenza.Cartesio sostiene che nemmeno le scienze matematiche,
    apparentemente certe, possono sottrarsi a tale scetticismo metodologico: non
    avendo una conoscenza precisa e sicura della nostra origine e del mondo che
    ci circonda, si può ipotizzare l'esistenza di un "genio maligno" che
    continuamente ci inganni su tutto, anche su di esse. Si giunge così al
    dubbio iperbolico, estremizzazione limite del dubbio metodico.A prima vista,
    quindi, per l'uomo non c'è alcuna certezza. Eppure, quand'anche il "genio
    maligno" ingannasse l'uomo su tutto, non può impedire che, per essere
    ingannato, l'uomo deve esistere in qualche modo. Non è certo detto che
    l'uomo esista come corpo materiale, perché egli non sa ancora nulla della
    materia. Ma l'uomo è sicuro di esistere in quanto è un soggetto che dubita,
    cioè che pensa."

    Il dubbio iperbolico attorno a ciò che esiste e ciò che non esiste, è
    risolto nella sua minimale identità attraverso il pensiero, assolutamente
    incontrovertibile, e quindi ne discende che l'ente pensate deve o dovrebbe
    esistere.

    Delimitazione dell'essere uomo, rapporto fra reale ed irreale ( nell'accezione metafisica del termine ) hanno sempre investito il ricercatore.

    In virtù di quanto sopra, vorrei chiedervi come l'assunto cartesiano si pone e si propone in un'ottica gnostica storica. E' soddisfacente, oppure no ? E' congruo, oppure no?
    Attiene ad una verità sostanziale, oppure è espressione dialettica e profana ?

    Cordialmente

  2. #2
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    Predefinito

    Mi dispiace per Cartesio, ma evidemtemente non si è accorto che lui esisteva non perchè pensava, ma perchè era semplicemente vivo.
    E' Dio stesso che ci viene in aiuto su questo campo; quando dice a Mosè 'io solo colui che E'.
    Se avesse detto a Mosè: 'io penso di essere Dio', questa frase avrebbe instillato in Mosè il dubbio.
    Anche adesso, che ho scritto queste righe, se qualcuno PENSA che Dio sia un fuoco in un cespuglio.......
    Quindi non è il pensare che ci fa essere.
    Questa cosa la può sperimentare qualsiasi essere umano: ci sentiamo vivi non quando pensiamo, ma quando facciamo qualcosa per esserlo.(fare qualcosa non vuol dire necessariamente fare qualcosa di pratico...ahi...le parole )
    Che poi il pensiero, sottoforma di dubbio, sia il motore per il ricercatore... mah. Cartesio deve avere tralasciato dalle sue letture un certo S.Agostino, (quello del periodo d'oro) quando dice che c'è qualcosa dentro di noi che nota la verità , ed è la verità stessa.
    E' qui che il pensiero ha un sobbalzo, crede di aver scorto la verità, ma lui arriva per secondo e si prende solo i pizzicotti, e in certe menti (Cartesio) anche gli onori.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Mi dispiace per Cartesio
    eh si - leggo che ci sono incertezze sulla pronuncia, e quindi sul significato, del "nome di Dio" del tetragramma biblico YHVH . Mi piace interpretarlo come "Io Sono Io Sono", in questo senso (che si riallaccia a Cartesio ed é citazione 'Advaita'):
    "Prima della mente: sono. "Io sono" non è un pensiero nella mente: è la mente che accade a me, non io alla mente. E poiché tempo e spazio sono in essa, io sono al di là, onnipresente e eterno.(Nisargadatta)"
    che si completa con questo:
    N.: Diffida della mente e scavalcala. I.: Che cosa troverò oltre la mente?
    N.: L'esperienza diretta dell'essere-conoscere-amare. (Nisargadatta)

    ciao


  4. #4
    Abraxas
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    Pax Pleroma,

    Il Dio Tetragrammatico, a mio avviso, trova similitudine con Isvara, o con
    una delle molteplici qualità del principio agente ( o meglio di uno dei
    principi agenti ), rispetto a Brahman.

    Ancora il Dio Tetragrammatico, sempre a mio avviso, trova similitudine con
    il Demiurgo Platonico, un principio divino che traduce in forme l'e idee
    Superiori.

    In tali principi di azione lo gnostico, ravvisa un possibile o potenziale o
    reale errore di traduzione.

    Cordialmente

  5. #5
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    Predefinito Un altro modo di pensare 5

    Sappiamo qual'è il significato recondito di YHVH ?

    Se lo scrivo così YHVH non vi dice niente ?

    ..............................Y ....................Y .....................Y
    E se lo scrivo cosi. ..........H.......... H........H...........H.........H
    ...........................................V...... ..............V.....................V

    Non vi dice ancora niente ??



    Z4rdoz

    °##° -zardoz, se ti becco...

  6. #6
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    ..............................Y................... ..Y......................Y
    ....................................H.......... H........H...........H.........H
    ...........................................V...... ..............V.....................V
    Cavalcare l'Onda?

    Saluti

  7. #7
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Mi dispiace per Cartesio, ma evidemtemente non si è accorto che lui esisteva non perchè pensava, ma perchè era semplicemente vivo.
    Il discorso di Cartesio non è di carattere ontologico ma epistemologico.
    Cartesio nn dice che "è in quanto pensa" ma che l'atto del pensare è indubitale e tale atto comporta l'autocoscienza, non l'esistenza (la quale prescinde da ciò)

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων
    Il discorso di Cartesio non è di carattere ontologico ma epistemologico.
    Se è così, Cartesio era un bel furbetto, ( come tutti i filosofi/matematici)
    Lo sapeva che se diceva:
    Penso dunque cerco ...Penso dunque sperimento...Penso dunque scopro.
    Questa frase non sarebbe rimasta scritta da nessuna parte.

    Quando si usano dei verbi come essere o avere allora si passa alla storia.

    Z4rdoz

  9. #9
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Se è così, Cartesio era un bel furbetto, ( come tutti i filosofi/matematici)
    Perchè dici?

  10. #10
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    Predefinito

    Ci sono tanti filosofi che ci marciavano con i paradossi matematici.
    Zenone ( la freccia che non raggiunge mai il bersaglio ) attraverso un artifizio dialettico dice che la freccia muovendosi verso il bersaglio dimezza sempre lo spazio all'infinito e non lo raggiunge mai.
    Come dire - annuliamo il tempo senza dirlo esplicitamente.

    Non dico che Cartesio abbia barato, ma le parole EVOCANO.
    Molte persone citano quella frase per sottolineare che l'uomo riconosce se stesso tramite il pensare.
    Per quel che mi riguarda la parola 'essere' evoca l'esistenza e ,( ecco il motivo del mio intervento) anche la consapevolezza.
    E' vero che per molti esseri umani il verbo 'essere' è analogo a quello del mondo animale (mangiare , dormire , figliare) , ma non credo che Cartesio si riferisse a quel tipo di esistenza.

    Non so se Cartesio è mai stato a Napoli, perchè gli avrebbero detto:
    "A CARTE'...O SI, O NO ! SE CI PENSI SEI FOTTUTO"

    Z4rdoz

 

 
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