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    Predefinito E Fini prepara il terreno per sabato.....

    da repubblica

    Scontro dopo il commento del presidente della Camera ai fatti del primo maggio
    La sinistra radicale: "Parole assolutorie". Giulietti: "Altro che gruppi isolati"
    Omicidio Verona, polemica su Fini
    "Sono più gravi i fatti di Torino"
    Veltroni: "Sbagliato stabilire priorità. E' un episodio
    molto grave e sottovalutarlo sarebbe un errore molto serio"

    ROMA - Per Fini l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. E su queste parole scoppia la polemica. Durissima, quella della sinistra radicale. Più morbida nei toni, ma non nella sostanza, quella del leader Pd Walter Veltroni.

    Le "priorità" di Fini. Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera- "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".

    Castelli duro. Meno "minimal" il commento del leghista Roberto Castelli, già ministro della Giustizia: "Provo una profonda tristezza per questo ragazzo morto a causa di una stupida ferocia. Ora i magistrati non si appellino alla necessita' di nuove leggi per punire esemplarmente i colpevoli. Questo e' omicidio volontario non certo preterintenzionale".

    La sinistra radicale attacca. Il Pdci reagisce e attacca il presidente della Camera. "Nel momento in cui tutti dovrebbero piangere la morte di un ragazzo e chiedere la massima punizione per gli assassini assistiamo, invece, ad una serie di basse speculazioni politiche", dice Iacopo Venier, della segreteria nazionale del Pdci, secondo il quale "tra queste la più grave è certo quella del presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001". E Paolo ferrero, di Rifondazione, aggiunge: "Credo che quelle di Fini siano
    parole incredibili e indegne di chi occupa un ruolo istituzionale di quel peso. Le sue sono affermazioni che si commentano da sole: come si può mettere sullo stesso piano l'omicidio brutale di un ragazzo con la manifestazione di opinioni, che per altro io personalmente non condivido?". "La destra - aggiunge - vuole rimuovere totalmente le proprie responsabilità nell'aver creato un clima di odio nel paese da arrivare a fare affermazioni assurde come quelle di Fini. Perlomeno di fronte alla morte di un ragazzo si dovrebbe avere la decenza di dire la verità".

    L'Idv critica Fini. Giuseppe Giulietti, Italia dei Valori, si augura che le affermazioni del presidente della Camera sulla vicenda di Verona siano precedenti alla morte di Nicola Tommasoli". "Trovo sbagliato e pericoloso - continua - stabilire una scala della gravità tra un assassinio e l'intollerabile boicottaggio della Fiera del libro di Torino che dovrà essere fermamente respinto dall'Italia civile. Tomassoli è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di naziskin che, purtroppo non rappresentano affatto un gruppo isolato ma fanno riferimento ad associazioni e movimenti che sono stati a lungo tollerati e troppo spesso liquidati come 'balordi' da non prendere sul serio".

    Veltroni: "Non sottovalutare". "Io sono per non stabilire mai priorità su questi temi", dice il leader del Pd in polemica con Fini. per Veltroni "nel primo caso c'è la vita di un ragazzo che è stata spezzata ed è un episodio molto grave e sottovalutarlo sarebbe un errore molto serio; il secondo episodio è altrettanto grave e stabilire delle priorità è assolutamente sbagliato". Il segretario democratico dice infine che "bisogna contrastare ogni forma di violenza e intolleranza. Quando poi diventa una violenza fisica nei confronti di un ragazzo ucciso a bastonate, è necessario avere un giudizio molto severo".

    E' lo stesso Fini, poi, a tornare sulla questione. "Non capisco le polemiche e casomai bisognerebbe preoccuparsi di dichiarazioni come queste", dice il presidente della Camera ribattendo alle polemiche dei Comunisti italiani. "Quando ho assolto i naziskin? - dice Fini -, quando ho detto che ci accingiamo a repressioni come quelle di Genova? Sono polemiche non so quanto autorevoli, che dimostrano che quando non si hanno argomenti per polemizzare si inventano".

    "I naziskin di Verona sono dei pazzi criminali assassini - aggiunge il leader di An -, la violenza che c'è in alcune frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una violenza di tipo politico ideologico, non perchè i naziskin non avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni non sono paragonabili tra di loro".

    (5 maggio 2008)

  2. #2
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    da repubblica

    Scontro dopo il commento del presidente della Camera ai fatti del primo maggio
    La sinistra radicale: "Parole assolutorie". Giulietti: "Altro che gruppi isolati"
    Omicidio Verona, polemica su Fini
    "Sono più gravi i fatti di Torino"
    Veltroni: "Sbagliato stabilire priorità. E' un episodio
    molto grave e sottovalutarlo sarebbe un errore molto serio"

    ROMA - Per Fini l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. E su queste parole scoppia la polemica. Durissima, quella della sinistra radicale. Più morbida nei toni, ma non nella sostanza, quella del leader Pd Walter Veltroni.

    Le "priorità" di Fini. Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera- "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".

    Castelli duro. Meno "minimal" il commento del leghista Roberto Castelli, già ministro della Giustizia: "Provo una profonda tristezza per questo ragazzo morto a causa di una stupida ferocia. Ora i magistrati non si appellino alla necessita' di nuove leggi per punire esemplarmente i colpevoli. Questo e' omicidio volontario non certo preterintenzionale".

    La sinistra radicale attacca. Il Pdci reagisce e attacca il presidente della Camera. "Nel momento in cui tutti dovrebbero piangere la morte di un ragazzo e chiedere la massima punizione per gli assassini assistiamo, invece, ad una serie di basse speculazioni politiche", dice Iacopo Venier, della segreteria nazionale del Pdci, secondo il quale "tra queste la più grave è certo quella del presidente della Camera che assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001". E Paolo ferrero, di Rifondazione, aggiunge: "Credo che quelle di Fini siano
    parole incredibili e indegne di chi occupa un ruolo istituzionale di quel peso. Le sue sono affermazioni che si commentano da sole: come si può mettere sullo stesso piano l'omicidio brutale di un ragazzo con la manifestazione di opinioni, che per altro io personalmente non condivido?". "La destra - aggiunge - vuole rimuovere totalmente le proprie responsabilità nell'aver creato un clima di odio nel paese da arrivare a fare affermazioni assurde come quelle di Fini. Perlomeno di fronte alla morte di un ragazzo si dovrebbe avere la decenza di dire la verità".

    L'Idv critica Fini. Giuseppe Giulietti, Italia dei Valori, si augura che le affermazioni del presidente della Camera sulla vicenda di Verona siano precedenti alla morte di Nicola Tommasoli". "Trovo sbagliato e pericoloso - continua - stabilire una scala della gravità tra un assassinio e l'intollerabile boicottaggio della Fiera del libro di Torino che dovrà essere fermamente respinto dall'Italia civile. Tomassoli è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di naziskin che, purtroppo non rappresentano affatto un gruppo isolato ma fanno riferimento ad associazioni e movimenti che sono stati a lungo tollerati e troppo spesso liquidati come 'balordi' da non prendere sul serio".

    Veltroni: "Non sottovalutare". "Io sono per non stabilire mai priorità su questi temi", dice il leader del Pd in polemica con Fini. per Veltroni "nel primo caso c'è la vita di un ragazzo che è stata spezzata ed è un episodio molto grave e sottovalutarlo sarebbe un errore molto serio; il secondo episodio è altrettanto grave e stabilire delle priorità è assolutamente sbagliato". Il segretario democratico dice infine che "bisogna contrastare ogni forma di violenza e intolleranza. Quando poi diventa una violenza fisica nei confronti di un ragazzo ucciso a bastonate, è necessario avere un giudizio molto severo".

    E' lo stesso Fini, poi, a tornare sulla questione. "Non capisco le polemiche e casomai bisognerebbe preoccuparsi di dichiarazioni come queste", dice il presidente della Camera ribattendo alle polemiche dei Comunisti italiani. "Quando ho assolto i naziskin? - dice Fini -, quando ho detto che ci accingiamo a repressioni come quelle di Genova? Sono polemiche non so quanto autorevoli, che dimostrano che quando non si hanno argomenti per polemizzare si inventano".

    "I naziskin di Verona sono dei pazzi criminali assassini - aggiunge il leader di An -, la violenza che c'è in alcune frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una violenza di tipo politico ideologico, non perchè i naziskin non avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni non sono paragonabili tra di loro".

    (5 maggio 2008)
    Fini è un campione forsennato del sionismo.
    Davvero raccapricciante la sua presa di posizione.

  3. #3
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    Ancor piu' raccapricciante perche' mercifica e svilisce la morte di questo povero ragazzo paragonandola ad una bandiera..poi ci si meraviglia che la vita umana non conta nulla.....

  4. #4
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    Ancor piu' raccapricciante perche' mercifica e svilisce la morte di questo povero ragazzo paragonandola ad una bandiera..poi ci si meraviglia che la vita umana non conta nulla.....
    assolutamente d'accordo

  5. #5
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    Allora non avete capito che Fini è un fascita? Questo è solo l'inizio di ciò che combinerà questo governo fascista. Basta già leggere le loro dichiarazioni....

  6. #6
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    Ancor piu' raccapricciante perche' mercifica e svilisce la morte di questo povero ragazzo paragonandola ad una bandiera..poi ci si meraviglia che la vita umana non conta nulla.....


    Il paraculismo filoisraeliano e filosionista di Fini è così evidente da far passare tutto il resto in secondo piano. Non credo che a monte ci fosse la volontà di sminuirele nefandezze assassine di quattro invasati.

  7. #7
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    Il lampadato si ricorda che circa due anni fa alla manifestazione per la Palestina dopo il rogo di alcune bandiere e di alcuni pupazzi il governo Prodi si prodigò per reprimere con pene fino a 6 anni i compagni che fecero quella azione. Credo che ve lo ricordiate tutti. Fini che s'è pure fatto il viaggio con tanto di pianto di coccodrillo non può certo essere da meno oggi. Oltretutto questo è un altro passo verso il disegno di criminalizzazione dell'area comunista dopo la estromissione in parlamento delle sinistre istituzionali. Ne parlavamo pochi giorni fa. L'occasione era troppo golosa per non essere colta anche in vista di sabato come diceva Pietro tanto per creare un pò di tensione e sperare in qualche casino così da alimentare il giochetto.

  8. #8
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    Nelle parole di Fini c’è la cultura della macelleria di Genova
    Comunicato della Rete dei Comunisti
    Le dichiarazioni del neo presidente della Camera Gianfranco Fini, pongono moltissimi interrogativi, uno più inquietante dell’altro. Ritenere meno grave che dei naziskin massacrino a morte di botte un ragazzo che bruciare la bandiera di uno stato come Israele, è una affermazione che mette i brividi, fa suonare sirene d’allarme in ogni piega della società e offende il senso comune. E’ una forma di legittimazione di quella “banalità del male”, spesso evocata ed oggi praticata da cinque figli di famiglie perbene della perbenista Verona impegnati – a modo loro – nella pulizia etnica del loro territorio.
    Ma ancora peggiori sono stati i tentativi di Gianfranco Fini di precisare i contenuti di una affermazione più aberrante che infelice. Fini infatti ha replicato ricordando che la sinistra ha perso le elezioni perché ha pagato per le sue posizioni estremiste.
    In questo non c’è solo il servilismo degli ultimi arrivati sulla strada della complicità con la politica israeliana contro i palestinesi, c’è il cinismo dell’odio politico contro gli avversari e contro qualsiasi espressione della sinistra nel nostro paese, un odio compresso e nascosto fino ad oggi per causa di forza maggiore e che adesso può essere manifestato senza il timore di pagarne un prezzo politico e di immagine.
    E’ questo cinismo e questo odio contro la sinistra, i suoi attivisti e le sue manifestazioni che fa tornare la mente alla cabina di regia della macelleria messicana scatenata contro i manifestanti a Genova nel luglio di sette anni fa.
    In molti, in Italia e all’estero, si sono domandati che cosa potesse aver scatenato tra le forze dell’ordine le brutalità e le violenze che abbiamo visto per le strade di Genova, nella caserma di Bolzaneto o alla scuola Diaz. Una spiegazione – parziale ma a questo punto emblematica – oggi ce la offrono le dichiarazioni di Gianfranco Fini che a Genova stava nella cabina di comando delle operazioni repressive.
    Gianfranco Fini deve sapere chiaro e forte che in questo paese nessuno accetterà supinamente di rinunciare alla propria identità politica, alla propria storia e alla difesa della libertà di espressione politica, incluso il diritto e il dovere di mettere sotto accusa la politica di apartheid e di occupazione militare e coloniale che Israele pratica da sessanta anni contro la popolazione palestinese. Allo stesso modo riaffermiamo che sarà respinto ogni tentativo di minimizzare lo squadrismo neonazista riducendolo ad un fenomeno di bullismo. Non c’è più la voglia né il tempo di scherzare.
    Sabato 10 maggio saremo in piazza a Torino anche per riaffermare che essere antifascisti significa anche lottare contro una ideologia colonialista e razzista come il sionismo.

    6 maggio 2008

    La Rete dei Comunisti
    www.contropiano.org

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Oltretutto questo è un altro passo verso il disegno di criminalizzazione dell'area comunista dopo la estromissione in parlamento delle sinistre istituzionali. Ne parlavamo pochi giorni fa. L'occasione era troppo golosa per non essere colta anche in vista di sabato come diceva Pietro tanto per creare un pò di tensione e sperare in qualche casino così da alimentare il giochetto.


    A proposito di ciò...mi viene in mente quanto proferito da un altro Fini, Massimo, che nel suo "il vizio oscuro dell'occidente" ebbe a dire in riguardo alla questione balcanica:

    "Nella sostanza la colpa della Jugoslavia [...]era di essere l'ultimo stato comunista d'Europa. E come sa chi ha qualche anno sulle spalle, se un tempo in Europa bastava essere comunisti per avere ragione, almeno fra l'intellighenzia, adesso è sufficiente per avere torto".

    Il vizio oscuro dell'Occidente - Massimo Fini - pag 37-38 - ed marsilio

 

 

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