
Originariamente Scritto da
Giopizzetto
uhm briganti? cominciamo col dire che ci sarebbe da discutere anche sul nome da dare, se briganti, legittimisti, sbandati, disperati, etc...
in realtà altro non era se non un picco della secolare lotta legata alla terra, prova? basta leggere l'inizio di "io brigante" di carmine crocco; infatti per secoli vi era una forte contrapposizione tra il signore di stampo feudale, il barone, vero asse portante delle monarchie di ancien règime e dei loro sistemi giuridici e di potere, e i "naturali" si tanto per intenderci questo termine era in uso ancora all'inizio del 1800 , convertito poi in popolo o cittadini.
per secoli il ruolo di decisione e di gestione era nelle mani del signore e/o dei suoi vassalli compresi gli eruditi, infatti la visione del mondo all'epoca era che i villici o naturali erano nelle mani dei vassalli e degli eruditi per la gestione della loro vita dei loro destini non per delega o per rousseauviano "contratto sociale" ma perchè era il signore, il barone, che graziosamente glielo concedeva, su delega divina, di fare così, per il loro bene, per protegerli e governarli per evitare che senza di lui si scannassero come bestie, per rispettare i canoni religiosi.
poi arrivò lo stato assoluto e la delega passò da dio-signore feudale a signore feudale in quanto tale, che concedeva delega lui ai suoi vassalli cioè ci si staccò progressivamente dalla visione della delega divina e finì così il feudalesimo per dar spazio all'assolutismo(che so la loy c'èst moi le roy c'èst moi), vedi anbche calvinismo etc etc cioè visioni del mondo diverse improntate su canoni e coordinate molto diversi dal feudalesimo.
tutto ciò in italia e sopratutto al sud non accadde, infatti si poarla di roginalità del feudalesimo del sud italia o di specificità del baronaggio siculo-calabrese, rimanendo quindi una sclerotizzazione del feudalesimo che portò ad aumentare le tensioni dei villici tra loro e contro i signori che non adeguandosi ai tempi sfruttavano sempre più oltre il limite le terre e i naturali che vi erano dentro quasi fossero di proprietà come buoi... tutto ciò è documentato ASN napoli e biblioteca napoli, tanto per dire, basta andare a leggere che so gli atti della commissione feudale 1808/1809 e con le giuste chiavi di lettura, questa credo io e gran parte della dottrina è la possibile origine del fenomeno sociale che fu chiamato brigantaggio, visto che in quel periodo per combattere la feudalità si provvide a demanializzare il regno sì ma una volta riassestato e assegnato ai contadini parte del territorio non si provvide a creare i mezzi tecnici e finanziari giusti per consentire ai contadini di poter condurre le terre, e nel contempo si era spazzato via il vecchio sistema feudale che consentiva ai baroni avveduti di aiutare i loro coloni con contratti prossimi alla mezzadria per reperire semenze e attrezzi.
il nuovo sistema detto non consentiva più tutto ciò per cui lentamente nel giro di 20/30 anni la terra tornò per buona parte in mano ai signori che non erano più feudali e non amministravano più anche la giustizia ma avevano il potere del denaro per cui i contadini furono spogliati più di prima dei loro averi, che so pensate al gattopardo,ne nacque allora un odio profondo verso i signori identificati a volte anche come lo stato come il re! non è un caso che ferdinando II fece numerosi interventi durante il suo regno per andare incontro alle esigenze rurali, tenendo a bada il popolo rurale abituato ad una vita durissima e a dare poco peso alla vita, in questo quadro di odi rancori e sofferenze mai sopite e tenute a freno dal re, non dai signori, arriva come una bomba la ideologia liberal-garibaldina della terra di nuovo ai contadini della repubblica della dittatura e poi fregatura arrivano gli ufficiali piemontesi che subito si rivelano molto peggio dei signori, infatti dopo si scporirà che molti briganti erano iniizialmente a favore dei piemontesi salvo poi odiarli e combatterli aspramente.
io lo vedo come l'ultimo disperato tentativo di affermazione di una classe della popolazione, quella che oggi chiameremmo sottoproletariato, che sperava in un miglioramento di condizioni di vita, per inciso all'epoca l'età media delle popolazioni rurali era 48/50 anni, e invece subì un netto peggioramento al limite della invivibilità e sopportazione, io la vedo come una guerra civile una guerra di militari egemoni contro il popolo molto peggiore della rivoluzione francese...
non erano briganti ma vittime di una situazione insostenibile che non a caso sfociò nella legge pica nello stato di assedio nei morti nella orrenda gestione di cialdini etc., nell'emigrazione nella fuga di un popolo un piccolo esodo biblico dimenticato presto dagli uomini.
spero di averti risposto caro rifondarolo però sappi che ho condensato molto e scritto per sprazzi sennò ci voleva un libro non un post.
forse si potrebbe chiamarli difensori della terra della loro terra, partigiani di un mondo che non c'era più e che non capivano perchè era sparito...
basta mi fermo