Un inserimento sospetto
Speculando sulla tragedia di Verona: dal sito del Corriere della Sera...
L'assurda morte del giovane veronese Nicola Tommasoli ha scatenato polemiche che sarebbero state più utili qualora fossero indirizzate alle vere ragioni dell'omicidio, ossia la bestialità di fin troppo ampie sacche di popolazione (autoctona o allogena), dovuta all'imbarbarimento continuo della società in cui viviamo.
Coloro che parlano di "Verona nera", di "nazifascismo" (neanche fossimo nella Seconda Guerra Mondiale!) e di movimenti politici organizzati dovrebbero anche far convivere questo con le testimonianze dei presenti, gli amici dell'ucciso, i quali parlano di una sigaretta rifiutata e non di altro. Se oggi si è bulli (e qualche volta peggio) a 14 anni, verso i 20 (l'età degli assassini di Verona) si diventa peggio. Non è un fatto di politica intesa come "schieramenti opposti", ma di politica intesa come ripristino di una vera legalità, la quale non può che accompagnarsi all'assunzione di un ordine sociale e valoriale (ossia morale), adesso assente del tutto.
Chi (a sinistra -o quel che ne rimane-) grida al "fascista!" altro non fa che trovare una rivalsa dopo le elezioni politiche dell'aprile 2008 e la vittoria di Gianni Alemanno per il Comune di Roma. Basterebbe guardare ai forum di sinistra (riformista o pseudo-comunista), i quali, sino a pochi giorni fa altro non erano che teatri di guerre civili isteriche e risentimenti malcelati, mentre adesso chiamano alla mobilitazione in strada. Detto altrimenti, una cagnara per impedire l'evoluzione del pensiero e una reale critica e autocritica politica. Anche perchè, al di là di articoli di giornale poco chiari, la militanza dei 5 assassini è molto dubbia (se non, forse, di uno solo di loro).
Chi, invece, (a destra -o quel che ne rimane-) afferma che bruciare bandiere israeliane sia peggiore, ebbene, l'assassinio di un ragazzo comune ci pare ben peggiore. Una bandiera che brucia è "solo" un simbolo (criticabile o meno), ma una vita spenta gratuitamente e brutalmente è un vicolo senza uscita.
Per inciso, in Francia, 4 anni fa, un ragazzo di 14 anni venne assassinato (a colpi di ascia!) da parte del clandestino marocchino Hamadi Ed-Debch, di 21 anni, per la stessa identica (non) ragione, una sigaretta rifiutata. Non solo in Francia non scoppiò alcuna polemica contro gli immigrati, ma, per quel poco che se ne parlò, i genitori del ragazzo vennero quasi additati come razzisti perchè trovarono la sentenza di condanna troppo leggera. Quel ragazzo si chiamava Romain Bénavent [articolo del 4 luglio 2006]. Tanto per notare come le morti acquistano o meno rilevanza...
Detto tutto questo, facciamo notare un particolare interessante e inquietante.
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Fonte: http://euro-holocaust.splinder.com/p...mento+sospetto





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