Gli anni trenta vivono tutti nel confronto muscolare tra i due blocchi, entrambi in corsa agli armamenti, mentre gli Stati Uniti, governati dal 1928 al 1936 dal debole Herbert Hoover e poi dal suo altrettanto debole vicepresidente Charles Curtis dal 1936 al 1940 (in questo cronotopo Franklin Delano Roosevelt è morto prematuramente), i quali lanciano la politica del "New Deal" per tentare di rilanciare l'economia. In questo periodo la Germania e l'Unione Sovietica sono le due principali potenze economiche mondiali (quest'ultima grazie alla collettivizzazione forzata ed ai piani quinquennali), ma il confronto tra blocchi contrapposti non si limita all'Europa. Infatti il Giappone, timoroso di una possibile aggressione sovietica per riprendersi le Curili e l'isola di Sakhalin, si affianca alla Triplice Alleanza che diventa Quadruplice. Nel 1937 Italia, Germania, Inghilterra e Giappone firmano a Tokyo il Patto Anticomintern, con il quale mettono allo scoperto il loro disegno di distruggere le potenze rivali. Il patto è firmato anche da Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Portogallo, Belgio, Olanda, Croazia, Serbia, Montenegro, Bulgaria, Turchia ed Iran, mentre il governo nazionalista cinese di Chang Kai-Shek si chiama fuori perchè ostile al Giappone, anche se è altrettanto ostile al rivale comunista Mao Tse-Tung, e Svezia, Irlanda, Svizzera e paesi arabi preferiscono rimanere su posizioni di neutralità. Di rilevo la posizione vaticana, ostile non solo ai paesi comunisti ma anche al governo italiano, dopo che d'Annunzio ha fatto chiudere tutte le sezioni dell'Azione Cattolica, non sopportando altra associazione ed altre bandiere che quelle del Partito Fascista. Dopo aver condannato l'antisemitismo di Hitlére con l'enciclica "Con Ardente Preoccupazione", così, papa Ratti scaglia contro d'Annunzio l'altra enciclica "Divini Redemptoris" con cui condanna il neopaganesimo insito nel fascismo e nei movimenti di destra che dominano la Quadruplice. D'Annunzio minaccia seriamente il pontefice di rioccupare lo stato vaticano, ma l'Inghilterra si fa tutrice del piccolo stato, visto come baluardo religioso contro il comunismo, ed impedisce al Vate di procedere oltre con le sue minacce. Nel giro di un anno la morte di entrambi i contendenti, a breve distanza l'uno dall'altro, mette in sordina la nuova questione romana.
Infatti il 1 marzo 1938 Gabriele d'Annunzio muore improvvisamente a Gardone, nella villa detta Vittoriano dove si ritirava a trascorrere i periodi di villeggiatura, e nel Partito Fascista avviene una resa dei conti tra i gerarchi; alla fine la spunta il conte Galeazzo Ciano, genero di d'Annunzio, che con il consenso della monarchia fa eliminare il principale rivale Italo Balbo, autore di spericolati raid aerei e perciò più popolare di lui presso le masse. A differenza di Balbo, il quale propugnava una maggior indipendenza dalla Germania, Ciano è fortemente filotedesco e dunque si lascia condurre da Hermann Goering, cancelliere del Reich e fedelissimo del Kaiser, verso l'abisso di una nuova guerra. Invece Pio XI muore in Vaticano il 10 febbraio 1939 e gli succede il suo segretario di stato principe Eugenio Pacelli con il nome di Pio XII, anch'egli filotedesco perchè era stato nunzio in Germania, e dunque la contesa con l'Italia momentaneamente si placa.
Questa ha i suoi prodromi già nel 1938 con l'inizio di una politica aggressiva da parte di Hitlére, che si sente abbastanza forte per intraprendere una politica di conquiste e sfidare apertamente i vincitori della Grande Guerra. In giugno, insieme ai socialisti spagnoli, occupa il Marocco con la scusa di scacciarvi il generale Francisco Franco che, ribelle al Patto di Parigi, ha disertato e si è rifugiato in Marocco. Franco si trasferisce nell'Africa Settentrionale Italiana e l'esercito nazionalcomunista sconfina di alcuni chilometri per inseguirlo, ma Inghilterra e Germania ammoniscono la potenza rivale che si accontenta per ora del Marocco. Subito dopo però, nel settembre, la Spagna sobillata da Hitlére pretende la cessione delle colonie portoghesi; Salazar, il dittatore del Portogallo, rifiuta e l'esercito nazista unitosi a quello spagnolo invade il paese, conquistandolo. La città portoghese di Guimaraes viene rasa al suolo dall'aviazione francese con un bombardamento a tappeto che rappresenta la prova generale del nuovo conflitto, e Pablo Picasso le dedica un celebre quadro. La guerra è più vicina che mai perchè Salazar aveva firmato il patto Anticomintern, ma Ottone I d'Asburgo propone una conferenza di pace da tenersi a Salisburgo, nella quale si decide che la Francia può tenersi il Marocco a patto che la Spagna sgomberi il Portogallo; le colonie portoghesi di Angola, Mozambico, Capo Verde, Sao Tomè e Timor orientale vengono però spartite tra Spagna e Francia, che così torna a rifarsi un impero coloniale. Il Kaiser e il re d'Italia non sono affatto contenti di questa soluzione ma la accettano per avere ancora qualche mese di tempo e prepararsi meglio ad una guerra estenuante. Viene tra l'altro elaborato un secondo piano Schlieffen, giacchè si profila una nuova guerra su due fronti. Tutti sanno infatti che le pretese di Hitlére non sono certo esaurite, e che Stalin non vede l'ora di mettere le mani sull'Europa.
Infine, il 1 settembre 1939, Hitlère ordina a sorpresa un attacco per la conquista del Belgio, che fin da subito era stato uno dei suoi obiettivi. E' troppo per la Quadruplice Alleanza che dichiara guerra alla Francia, con l'immediata conseguenza di far scendere in guerra anche Spagna, Grecia, Ungheria e soprattutto l'URSS. Quest'ultima lancia una terribile offensiva che nel giro di un anno conquista in pratica tutta l'Europa Centrale ed Orientale, insediandovi delle Repubbliche Popolari fantocce. La Germania, chiusa a metà tra le armate sovietiche e quelle francesi, crolla e viene completamente occupata; il Kaiser Guglielmo II, al potere addirittura dal 1888 (ben 52 anni di regno!) muore nel 1940 durante la strenua difesa di Berlino, mentre il figlio Guglielmo III e tutta la sua famiglia, assieme ad Hermann Goering e a tutti gli esponenti del governo tedesco di destra, vengono messi a morte dai vincitori. L'URSS instaura in Germania una Repubblica Socialista Sovietica (RSS) con capitale Pankow, sobborgo di Berlino, mentre estende i suoi confini orientali incamerando Lituania, Lettonia, Estonia, Podolia, Galizia e Bessarabia; la RSS di Polonia sposta i suoi confini occidentali sull'Oder, mentre la RSS di Ungheria torna ad impossessarsi di gran parte della Transilvania. I comunisti croati guidati da Josip Broz, detto Tito, instaurano la RSS di Jugoslavia comprendente Serbia, Montenegro, Croazia, Slovenia, Carniola e Venezia Giulia, incluse Trieste e Gorizia. Il crudele despota albanese Enver Hoxha instaura una RSS anche in Albania, abbandonandosi ad atrocità di ogni genere. Ottone I d'Asburgo è riuscito miracolosamente a mettersi in salvo in Italia, ma anche l'Austria, come la Cecoslovacchia, la Romania e la Bulgaria, diventa una RSS satellite di Mosca, mentre Finlandia e Turchia resistono all'impatto iniziale dell'Armata Rossa e ne arrestano l'avanzata, la prima in mezzo ai mille laghi finlandesi dove i mezzi pesanti sovietici si impantanano e non possono proseguire, e la seconda sul Bosforo, a prezzo della perdita della città di Istanbul, ceduta alla RSS di Grecia. Quanto alla Francia, riporta il suo confine orientale sul Reno ed ingloba anche Belgio e Olanda come ai tempi dell'epopea napoleonica. Hitlére e Stalin si incontrano nel 1942 a Oswiecim, piccola cittadina polacca, ed ivi decidono la soluzione finale: lo sterminio dell'intero popolo ebraico sul continente europeo. Essi sono ormai i padroni dell'Europa, anche perchè il Portogallo è stato nuovamente occupato e ridotto a RSS dagli spagnoli, e puntano a piegare anche l'Inghilterra con una campagna di intensi bombardamenti.
Ma l'Italia è in parte riuscita a resistere all'invasione sovietica, e con l'aiuto dei corpi d'armata tedeschi stanziati nelle basi italiane secondo gli accordi della Quadruplice è riuscita a fermare gli eserciti rossi lungo una linea difensiva che attraversa l'Appennino Tosco-Emiliano, battezzata Linea Italica. Al nord di essa Hitlére e Stalin insediano la R.S.I. (Repubblica Sovietica Italiana) guidata da Togliatti e Nenni, ed orfana di Nizza, Savoia, Aosta e Pinerolo, occupate dalla Francia, e della Venezia Giulia, occupata dalla Jugoslavia, mentre al sud sopravvive il Regno d'Italia grazie all'aiuto determinante della marina inglese. I francospagnoli hanno invaso anche l'Algeria italiana, ma il generale Rommel, detto la Volpe del Deserto, alla guida delle armate italiane è riuscito ad arrestarne l'avanzata verso oriente. Il Dodecaneso e le isole Jonie sono state occupate dalla RSS di Grecia, ma l'Italia conserva saldamente Malta e Cipro, oltre alla Libia, che ha le spalle coperte ad oriente perchè l'Egitto è sceso in guerra accanto alla ex potenza coloniale inglese.
A questo punto però interviene un fattore cui i sovietici non avevano pensato. Dovunque siano andati al potere, essi hanno perseguitato duramente i religiosi e chiuso chiese, templi e sinagoghe, derubando tutte le opere d'arte e portandole in Francia o in Russia. Inoltre ogni più piccolo crimine è punito con durezza e l'Europa si riempie di forche e di gulag. Il popolo reagisce duramente a questi soprusi, ed in tutti i paesi occupati, Italia settentrionale inclusa, ha inizio una dura guerra partigiana che logora le forze occupanti. In Francia si distinguono i valorosissimi Maquis. I governanti fantocci vengono spesso e volentieri assassinati dalle formazioni partigiane anticomuniste, come avviene in Portogallo, e ben presto appare chiaro che queste RSS possono reggersi solo grazie all'aiuto dei padroni francesi e russi. Ma entrambi sottovalutano il problema e si illudono di poter schiacciare le formazioni della Resistenza così come avvenne con i cosiddetti "briganti" dell'Italia meridionale. E questo è il primo errore del Comintern.
Il secondo è rappresentato dalla condotta della guerra nel Pacifico. Grazie all'appoggio sovietico Mao ha vinto in Cina (1940) ed ha proclamato a Pechino la Repubblica Popolare Cinese, con il risultato di far avvicinare i Nazionalisti cinesi agli ex nemici giapponesi. Questi ultimi hanno perso Sakhalin e le Curili ma hanno respinto ben tre tentativi di invadere le isole di Hokkaido e Honshu, e vengono ampiamente riforniti dagli inglesi e, soprattutto, dagli americani. Infatti nel 1940 l'energico Harry Truman ha vinto le elezioni presidenziali ed ha deciso, dopo anni di assenza, di ritornare sulla scena politica internazionale per opporsi all'inarrestabile avanzata comunista che rischia di travolgere il pianeta. Il 7 dicembre 1941 i russi commettono il grave errore di sottovalutare la rinata potenza bellica americana, bombardando la base militare di Pearl Harbour sull'isola di Ohau (Hawaii) per punire gli USA dei rifornimenti portati ai nipponici. Truman ha perciò buon gioco nel prospettare all'opinione pubblica americana il rischio di invasione delle Hawaii, o addirittura dell'Alaska e della California, e così il paese scende in guerra compatto. La discesa in campo degli USA porta con sé quella di tutti i paesi sudamericani, del Messico e di Cuba, che forniscono un contributo non indifferente alla guerra. Subito Francia, Spagna, Grecia e le RSS satelliti dichiarano guerra agli americani, che si affrettano a portare aiuti agli angloitaliani impegnati in una resistenza disperata contro gli invasori. Il primo sbarco americano avviene in Marocco, ed in breve tempo i francospagnoli sono sloggiati dall'Africa settentrionale. Intanto inglesi, italiani e tedeschi hanno già occupato le ex colonie portoghesi passate in mano al Patto di Parigi: all'inizio del 1943 non c'è più un solo soldato del Patto in tutta l'Africa. A fine 1942 inglesi ed americani sono sbarcati in Portogallo ed hanno iniziato la liberazione della penisola iberica, anche grazie al contributo determinante dell'esercito brasiliano. Intanto falliscono i due tentativi sovietici di conquistare l'Alaska, ed anzi è l'esercito USA a sbarcare nella penisola dei Kukci e nella Kamcatka, sloggiandone i sovietici. Giapponesi ed angloamericani, con l'aiuto dei Nazionalisti di Chang Kai-Shek, avanzano nella Repubblica Popolare Cinese.
In Italia Pio XII, che non ha mai voluto abbandonare Roma neppure quando era minacciata dall'Armata Rossa, si reca di persona nel quartiere del Verano per assistere i feriti del bombardamento sovietico, e con una lettera apostolica incita tutti i popoli europei alla resistenza. Il 25 luglio 1943 i partiti antifascisti, e cioè la Democrazia Cristiana di Alcide de Gasperi, il Partito Socialdemocratico di Giuseppe Saragat, il Partito Liberale di Benedetto Croce e il Partito d'Azione di Ferruccio Parri, mettono fine al regime monopartitico fascista con un colpo di stato, danno vita ad un governo di unità nazionale guidato da Parri, e relegano all'opposizione il Partito Fascista di Galeazzo Ciano che, catturato di lì a poco dai comunisti in un'azione di guerra, verrà fucilato a Verona. Con lui muore anche il partito dannunziano, che cambia nome in Movimento Sociale Italiano e verrà guidato da Giorgio Almirante.
A fine 1943 gli Alleati sbarcano in Grecia e in Normandia, ed inizia l'assalto alla fortezza Europa. L'URSS si trova a corto di risorse a causa del bombardamento dei campi petroliferi del Caucaso, ed è arretrata tecnologicamente perchè la politica antisemita ha provocato la fuga di tutti i cervelli ebrei dall'Europa: Einstein è fuggito negli USA, Freud e Bohr a Londra, mentre Schrödinger e Fermi con i suoi allievo Rasetti, Segrè, Pontecorvo, Amaldi e Majorana lavorano alacremente presso l'istituto romano di via Panisperna. Già nel dicembre 1942 sono riusciti, con l'aiuto dell'uranio fornito dai tedeschi che controllano le miniere del Congo, ad accendere in via Panisperna (oggi Laboratorio Fermi) la prima pila atomica della storia, ed ora puntano nel segreto più assoluto, isolati sui monti del Gran Sasso, a mettere a punto l'arma più distruttiva di tutti i tempi. I francesi di Hitlére rispondono con i missili V1 e V2 a lunga gittata che bombardano Gran Bretagna ed Italia, ma sono troppo imprecisi e facile preda della contraerea inglese, che per la prima volta mette in campo una nuova arma tecnologica, il RADAR (RAdio Detecting And Ranging).
Nel giugno 1944 cade la Repubblica Popolare Cinese e Mao fugge in URSS, dove Stalin lo fa uccidere con l'accusa di tradimento. Poco dopo gli alleati entrano in Parigi; Hitlére si asserraglia nel bunker che si è fatto costruire sotto il suo palazzo, dove si suicida all'arrivo degli alleati. Mano a mano che gli alleati avanzano in Europa, si scoprono atrocità d'ogni genere commesse nei gulag e nei campi di sterminio, nei quali hanno trovato la morte anche tre futuri santi: suor Teresa Benedetta della Croce (l'ebrea Edith Stein, seguace di Henri Bergson), il sacerdote olandese Titus Brandsma che ha convertito l'infermiera che gli ha praticato l'iniezione letale, e l'eroico Massimiliano Maria Kolbe. La Linea Italica da difensiva per il Regno d'Italia diviene difensiva per la Repubblica Sovietica Italiana, che è assediata anche dai partigiani. Il 25 aprile 1945 la Linea Italica crolla ed è proclamata l'insurrezione generale nel Nord Italia: la R.S.I. crolla e Togliatti è catturato e fucilato assieme ai suoi gerarchi. Crolla anche la RSS Jugoslava e si scopre un vero e proprio genocidio di italiani, uccisi e sepolti nelle foibe, profonde grotte carsiche della Venezia Giulia. Il 1 giugno 1945 anche i vertici della RSS tedesca si suicidano e la dittatura crolla. Solo l'URSS prosegue nella resistenza imperterrita, difendendo ad ogni costo il territorio nazionale cui gli alleati sono ormai alle porte. Winston Churchill, Harry Truman, Alcide de Gasperi, Ottone I d'Asburgo ed Hirohito si incontrano a Teheran per definire gli assetti postbellici e decidere come piegare l'URSS, e l'opzione angloamericana è quella di invadere il territorio russo, anche se ciò costerà milioni di morti da entrambe le parti. A questo punto Alcide de Gasperi sfodera la sua arma segreta, che porrà fine alla guerra anche se è così distruttiva che egli stesso ha timore di usarla. Il 6 agosto 1945 una bomba atomica all'uranio-235 deflagra sul centro industriale di Stalingrado, provocando 900.000 vittime. Il 9 agosto una seconda bomba, stavolta al Plutonio-239, esplode su Smolensk, quasi alle porte di Mosca, producendo altri 600.000 morti. "La terza è per Mosca", è lo sbrigativo annuncio degli alleati. Stalin si arrende. In realtà non c'è alcuna terza bomba: Fermi, l'ebreo ungherese Leo Szilard ed il tedesco Robert Oppenheimer sono riusciti a fabbricarne solo due. Ma il bluff funziona e la guerra è finita. Stalin si suicida per non cadere nelle mani degli alleati mentre Molotov, che si consegna, subisce insieme agli altri gerarchi comunisti responsabili della guerra il processo di Norimberga, al termine del quale è condannato a morte per impiccagione per crimini contro l'umanità.
Il congresso di pace si tiene a Trieste. Le dittature monopartitiche comuniste vengono bandite. Il territorio francese viene diviso in quattro zone d'occupazione, rispettivamente italiana, tedesca, inglese ed americana. Ma nel 1949 le prime tre nazioni rinunciano all'occupazione e permettono la ricostituzione di una repubblica parlamentare (Sesta Repubblica Francese) con il primo ministro Robert Schumann, mentre gli USA non rinunciano alla loro zona di occupazione che prende il nome di AMG (American Militar Government) di Aquitania. La Russia poi restituisce tutti i territori occupati ai legittimi proprietari, perde la Bielorussia e l'Ucraina, che diventano indipendenti ed è sottoposta ad occupazione militare fino al 1950, quando ritorna ad essere una monarchia costituzionale sotto Alessio II, figlio dello zar Nicola II (la famiglia reale russa, lo ricorderete, si era messa in salvo in Finlandia), coadiuvato dalla Duma. Le repubbliche centroasiatiche e quelle caucasiche diventano indipendenti ma gravitano nell'orbita delle potenze europee. Più complesso il caso della Spagna dove Francisco Franco, che nel 1944 ha occupato Madrid dopo una sanguinosissima guerra civile con i socialisti, restaura formalmente la monarchia, ma in realtà instaura un suo regime di destra facendosi attribuire il titolo di Caudillo. Anche Salazar torna al potere in Portogallo proseguendo il suo regime autoritario. I due dittatori si legano agli Stati Uniti, avendo perso altri punti di riferimento in Europa.

Invece nel resto d'Europa si torna a democrazie parlamentari.


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