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  1. #1
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    Thumbs up Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Nel nome di Grillo | L'espresso

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  2. #2
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Ottimo articolo..alla faccia dei bugiardi che ci dipingono come ignoranti e qualunquistihefico:
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  3. #3
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Nel nome di Grillo
    di Fausto Anderlini
    Perlopiù giovani. Istruiti. Cittadini. Orientati a sinistra. L'identikit degli elettori che hanno decretato il successo di Cinque stelle in Emilia.
    In edicola da Venerdì

    C'è stata davvero una mutazione politica dell'Emilia-Romagna? È fondata l'idea di una sopravvenuta contendibilità? Queste tesi sono enfatiche, mentre è vero che l'Emilia-Romagna ha messo in risalto una sua originalità. Errani, infatti, ha vinto con solo il 52 per cento ma la destra è rimasta a distanza di sicurezza. La Lega è sì dilagata nel territorio, ma rimetabolizzando il voto della destra. È stata piuttosto la performance della lista Grillo a segnare la vera novità. Il volto sbarazzino del giovane Favia, con la sua erre arrotata da liceale, come naturale complemento dell'usato garantito impersonato nel migliore dei modi da Errani. Perché il grillismo sembra davvero una manifestazione intrinseca all'humus della regione. Se in Piemonte ha cavalcato la frattura No-Tav, azzoppando la Bresso, in Emilia ha bucato le urne (con un 7 per cento tondo) tanto più felicemente in quanto non era in discussione la riconferma del Pd e di Errani. Ma chi sono i 'grillini' e di quale habitat si alimentano.

    Prima di tutto la geografia del voto. Se la Lega scende lungo i sentieri della marginalità territoriale trovando i propri enzimi lungo i crinali della montagna e le golene della bassa cispadana, i grillini si muovono lungo la Via Emilia. Viaggiano in prima, con il drink in mano. 'Altri libertini', fauna rigogliosa in regione e già celebrata da Tondelli, avvertiti dal tam tam della Rete, che si danno convegno nelle città dislocate sulla via-madre della regione. Le adunate massime, sul 10 per cento, si registrano a Bologna e in tutta la sua area metropolitana, a Parma e dintorni, nella metropoli costiera centrata su Rimini. Luoghi topici della post-modernità, laddove le altre città, pur penetrate in forza dal grillismo, restano più ancorate alla loro identità industriale. Bologna, Parma e Rimini sono città d'arte, teatrali, dello spettacolo, dell'immaginazione, del loisir, della mediazione/rappresentazione culturale. Spazi ideali per una proposta di partecipazione iper-democratica orientata a mordere il deja vu della politica. La geografia elettorale dei grillisti scava dentro le fortezze urbane del
    Pd, laddove la Lega attacca in massa ai margini delle periferie territoriali, tradizionaliste e anti-secolari (come illustrato da Ignazi e Spencer su 'L'espresso').

    Poi l'identikit. Chi è il 'grillino'? Il simpatizzante grillista ha caratteri molto precisi: prevalentemente maschio, soprattutto giovane (quasi l'80 per cento con meno di 49 anni, di cui il 40 per cento fra i 18 e i 34 anni), con livello medio di istruzione, appartenente in forza (per il 73 per cento) al blog-people. Una 'massa navigante' capace di penetrare in profondità gli strati studenteschi, gli impiegati, ma anche operai e disoccupati. En passant, figure decisamente laiche, lontane dalla Chiesa, frequentatrici delle feste dell'Unità e con la tessera coop. Per nulla esacerbate dall'antipolitica, ma piuttosto dalla crisi economica della manifattura export-oriented della regione. Fiduciose nella Ue e persino nella Giunta regionale. Che si riconoscono, e ne vanno fiere, nella tradizione di buon governo della regione. Per la metà circa dei casi il grillino viene dalla tradizione di sinistra, ma per l'altra metà attinge in vari pozzi: per il 26 per cento da esuli di sinistra e da persone spoliticizzate, e per il 23 anche da gente che si colloca o ha deviato a destra. Perciò una figura 'piantata' nel cuore della sinistra, ma capace di attirare vari tipi di naufraghi. Non è secondario ricordare come il 60 per cento circa dei simpatizzanti Cinque stelle lo sia anche del Pd e dell'Idv. Questi aspetti sembrano suggerire che il take-off elettorale del grillismo non sia affatto avvenuto sugli squilli di un programma antagonista radicale o sulle stonature del qualunquismo aggressivo. Certo tali aspetti si notano, ma sono secondari. Larga parte dei votanti grillisti avrebbe potuto opzionare il Pd o l'Idv. Se non l'ha fatto è perché le modalità di offerta della lista Grillo ne ha intercettato il desiderio di novità. Non tanto dal lato dei contenuti, ma da quello del medium espressivo: la Rete, Internet, il franchising.nfatti, tirando le somme, è vero che la tastiera percossa da Beppe Grillo è varia: la critica alla casta, alla corruzione politica, ai monopoli finanziari, ai media, alle istituzioni, alla dissipazione ambientale ecc. Ma non è ascoltando il dettaglio di queste note che gli ascoltatori si sono incamminati al seguito del maestro d'orchestra. Più probabile che abbia agito la novità del prodotto. Meglio ancora: più il packaging che la sua qualità intrinseca. Come nei cibi iper-cromatici effigiati al fast food.

    E qui s'impone una nota sul Grillo-party. Si dice la Rete, i gruppi, la comunicazione orizzontale. E sembra di essere su una sorta di e-bay della politica. In realtà Grillo ha fatto ricorso alle tecniche più esplorate della commercializzazione. Il franchising come accreditamento dei più svariati punti di vendita. Chiunque libero di vendere il suo prodotto una volta accreditato col marchio di fabbrica. I Vaffa-day in Piazza (Maggiore) come kermesse di multilevel marketing, dove il guru intrattiene la platea con iperboli comico-catartiche e promuove i migliori venditori (giovani, puliti, competenti, come nell'occasione del canotto). Scontato il paragone con la Forza Italia delle origini. Là un tycoon con le movenze da piazzista, qui un istrione irrituale. Identico il rapporto pseudo-carismatico con il 'popolo'. Ma con due differenze. Una di stile: Grillo mena paradossi surreali (cioè verità) laddove Berlusconi vende balle. L'altra relativa al medium: non più la televisione, ma Internet e i rally di piazza.

    Perché attecchisce in Emilia più che altrove? Perché l'Emilia-Romagna, e la sua capitale in particolare, sono suscettivi come pochi ai prodotti nuovi e allusivi di modernismo-futurismo. Come ha bene raccontato Edmondo Berselli in 'Quel gran pezzo di Emilia' la regione è double face: tradizionalista, continuista, con la testa all'indietro, ma anche ingenuamente disposta ad accogliere (e rielaborare in proprio) le trovate che cascano dal cielo della modernità. L'Emilia è country e post-moderna, lavorista e consumista.

    Liscio&Rock&Roll. Passata da Casadei a Ligabue e Vasco Rossi, per il tramite di Guccini. L'Emilia-Romagna è la prima in Italia per i consumi culturali (libri, cinema, teatro, giornali, sport, musica). C'è abbondante materia grigia ma anche un pubblico motivato nelle fasce basse, alfabetizzate sin dai '60 dalle biblioteche comunali delle giunte rosse. È noto che Bologna è un luogo topico per i testaggi commerciali dei nuovi prodotti, cosiccome per misurare l'auditel dei programmi d'avanguardia (è al PalaDozza, non per caso, che Santoro ha messo in piedi il network contro la tv di Stato).

    Il grillismo è perciò un fenomeno fluido, largamente interno al campo della sinistra e alla dinamica sociale della regione. Per adesso, un 'lancio', una manifestazione pungente di autentica modernità emiliana, esatto contraltare radico-democratico all'altra greve novità avanzata sulla destra: la Lega come prodotto d'importazione maturo. Un controcanto sociale e culturale, ma anche un vaccino, forse necessario per offrire al Pd quegli anticorpi di cui oggi sembra difettare.
    (08 aprile 2010)
    Nel nome di Grillo | L'espresso


    Ottimo articolo come ho detto, di cui ne condivido gran parte ma non tutto...comunque mi riservo di fare un commento più articolato quando avrò tempo.
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  4. #4
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Citazione Originariamente Scritto da matrix Visualizza Messaggio
    Ottimo articolo..alla faccia dei bugiardi che ci dipingono come ignoranti e qualunquistihefico:
    Tutt'altro infatti, ma lo si sapeva già prima e negarlo sarebbe stato andare incontro ad una smentita sicura.

    L'elettorato del Movimento 5 Stelle è tutt'altro che qualunquista ed ignorante, anzi proprio perchè non lo è fa una scelta diversa dalla solita "sinistra-destra" che viene proposta dallo scenario. In più è una forza che, a differenza di altre, nasce già affermata per il web (che, Silvio volente o nolente, è il futuro dell'informazione) e non potrà che andar meglio.

    Nell'articolo in più c'è la conferma di ciò che era già evidente: la maggioranza dell'elettorato del Movimento 5 Stelle ha una "matrice" di sinistra, il che è un bene!
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

    Mangio sempre i bambini bolliti.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Tutt'altro infatti, ma lo si sapeva già prima e negarlo sarebbe stato andare incontro ad una smentita sicura.

    L'elettorato del Movimento 5 Stelle è tutt'altro che qualunquista ed ignorante, anzi proprio perchè non lo è fa una scelta diversa dalla solita "sinistra-destra" che viene proposta dallo scenario. In più è una forza che, a differenza di altre, nasce già affermata per il web (che, Silvio volente o nolente, è il futuro dell'informazione) e non potrà che andar meglio.

    Nell'articolo in più c'è la conferma di ciò che era già evidente: la maggioranza dell'elettorato del Movimento 5 Stelle ha una "matrice" di sinistra, il che è un bene!
    Dipende tutto da cosa si intende per "matrice di sinistra", se si intende questa sinistra di oggi (PD e IDV per intenderci) non mi ci riconosco per niente, si si intende qualche cosa di più antico, e parlo degli anni "formidabili" dal 1968 al 1974 (ero un ragazzino) ecco sì, quella è la mia sinistra, una sinistra apartitica, amarxista, quasi anarchica, di speranze e di futuro, della fantasia al potere, della costruzione di un mondo nuovo e delle illusioni spazzate poi via dagli anni di piombo e dal perbenismo di ritorno, il cosiddetto riflusso, ebbene io ero e sono quello, sono di quelli che dice: attenzione il berlusconismo non è Berlusconi, il berlusconismo è l'ultima faccia di un Italia cialtrona e bottegaia, di un Italia passata in 24 ore dal fascismo all'antifascismo, da Piazza Venezia a Piazzale Loreto, di un Italia di furbi e di evasori, di un Italia di razzisti e di cialtroni. Questa Italia io voglio tentare ancora una volta di cambiare, voglio che i miei sogni giovanili risorgano, perchè se è vero che non siamo riusciti a cambiare il mondo è altrettanto vero che il mondo non è riuscito a cambiare me.
    E da questa considerazione, la lotta ricomincia.

    Niente a che vedere con Bersani e Di Pietro, sia chiaro (almeno per me)
    Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è divenuta la patria naturale del costume demagogico.
    Piero Gobetti

  6. #6
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Non intendevo una matrice partitica, ma proprio una matrice di cultura. Una persona di destra, anche non necessariamente della destra attuale, non voterebbe mai Grillo. Men che meno un Berlusconiano lo farebbe, dato che ha già raggiunto la perfezione mettendo la sua crocetta sul simbolo del PDL.

    Chi ha matrice culturale di sinistra e si sente lontano da Bersani, Di Pietro e da Rifondazione "Sfasciatutto" Comunista già oggi ha la ferma volontà di cambiare le carte in tavola, perchè questo governo non va bene, ma non ritiene credibili le opposizioni. Basta vedere il programma nazionale e i programmi regionali per capire che il Movimento 5 Stelle "pesca" tra l'elettorato deluso e meno affezionato di sinistra, da quella fascia che vuole la buona politica ma sa che dalla sinistra attuale non può aspettarsi molto.

    E queste fila si ingrosseranno sempre di più, mammano che le televisioni continueranno a massacrare mediaticamente il PD e Di Pietro.
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

    Mangio sempre i bambini bolliti.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Non intendevo una matrice partitica, ma proprio una matrice di cultura. Una persona di destra, anche non necessariamente della destra attuale, non voterebbe mai Grillo. Men che meno un Berlusconiano lo farebbe, dato che ha già raggiunto la perfezione mettendo la sua crocetta sul simbolo del PDL.

    .
    Questo non è vero, ci sono molte persone di destra che votano Grillo; dobbiamo sempre ricordare che il motto del movimento è "nè destra nè sinistra, ma avanti!" il che significa che il nostro scopo è quello di unire cittadini di ogni colore politico intorno a tematiche comuni, e su quelle costruire un programma....su quelle, non su una superata etichetta politica, che non avrebbe altro effetto che quello di produrre un altro cespuglio partitico del 2-3% che verrebbe sfruttato dai grandi partiti di sinistra per motivi elettorali, e poi buttato via....è proprio quello che vogliamo evitare....il nostro scopo secondo me non deve essere quello di costruire un partito (possiamo anche farlo, ma non è il punto essenziale) ma di usare la nostra forza di denuncia per cambiare l'opinione pubblica e conseguentemente il paese.
    Dobbiamo fare breccia sui delusi di ogni schieramento politico, unendoli attorno a tematiche programmatiche, e poi da lì costruire una cultura o un pensiero "a cinque stelle" a cui loro se vogliono potranno aderire.
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  8. #8
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Citazione Originariamente Scritto da matrix Visualizza Messaggio
    Questo non è vero, ci sono molte persone di destra che votano Grillo; dobbiamo sempre ricordare che il motto del movimento è "nè destra nè sinistra, ma avanti!" il che significa che il nostro scopo è quello di unire cittadini di ogni colore politico intorno a tematiche comuni, e su quelle costruire un programma....su quelle, non su una superata etichetta politica, che non avrebbe altro effetto che quello di produrre un altro cespuglio partitico del 2-3% che verrebbe sfruttato dai grandi partiti di sinistra per motivi elettorali, e poi buttato via....è proprio quello che vogliamo evitare....il nostro scopo secondo me non deve essere quello di costruire un partito (possiamo anche farlo, ma non è il punto essenziale) ma di usare la nostra forza di denuncia per cambiare l'opinione pubblica e conseguentemente il paese.
    Dobbiamo fare breccia sui delusi di ogni schieramento politico, unendoli attorno a tematiche programmatiche, e poi da lì costruire una cultura o un pensiero "a cinque stelle" a cui loro se vogliono potranno aderire.
    Perfetto, niente da aggiungere!
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    Piero Gobetti

  9. #9
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Citazione Originariamente Scritto da matrix Visualizza Messaggio
    Questo non è vero, ci sono molte persone di destra che votano Grillo; dobbiamo sempre ricordare che il motto del movimento è "nè destra nè sinistra, ma avanti!" il che significa che il nostro scopo è quello di unire cittadini di ogni colore politico intorno a tematiche comuni, e su quelle costruire un programma....su quelle, non su una superata etichetta politica, che non avrebbe altro effetto che quello di produrre un altro cespuglio partitico del 2-3% che verrebbe sfruttato dai grandi partiti di sinistra per motivi elettorali, e poi buttato via....è proprio quello che vogliamo evitare....il nostro scopo secondo me non deve essere quello di costruire un partito (possiamo anche farlo, ma non è il punto essenziale) ma di usare la nostra forza di denuncia per cambiare l'opinione pubblica e conseguentemente il paese.
    Dobbiamo fare breccia sui delusi di ogni schieramento politico, unendoli attorno a tematiche programmatiche, e poi da lì costruire una cultura o un pensiero "a cinque stelle" a cui loro se vogliono potranno aderire.
    Secondo me stiamo dicendo la stessa cosa in due modi diversi. E' chiaro che, per come è nato, il Movimento 5 Stelle deve mantenere una propria autonomia dalle coalizioni, in particolare da quella di sinistra, altrimenti finirebbe come la Lega: schiava del PDL e delle poltrone. Dico questo perchè è evidente che la maggioranza dei voti presi da Grillo viene da sinistra, poi possiamo star qua a discutere e dire duecento "ma", però le cose sono chiaramente così: 7% in Emilia, meno del 3% in Lombardia (e non mi dite che, visti gli eventi degli ultimi mesi, non c'erano motivi per non votare Formigoni). Certo si tratta di elettori delusi, che magari non voterebbero PD/IdV, ma la "matrice" ribadisco che in maggioranza è quella. Questo non va ad influenzare il fatto che il Movimento deve rimanere fuori dai poli, si tratta solo di capire da dove vengono quei voti (perchè non si sono di certo creati dal nulla).
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

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  10. #10
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    Predefinito Rif: Nel nome di Grillo (articolo L'Espresso)

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Secondo me stiamo dicendo la stessa cosa in due modi diversi. E' chiaro che, per come è nato, il Movimento 5 Stelle deve mantenere una propria autonomia dalle coalizioni, in particolare da quella di sinistra, altrimenti finirebbe come la Lega: schiava del PDL e delle poltrone. Dico questo perchè è evidente che la maggioranza dei voti presi da Grillo viene da sinistra, poi possiamo star qua a discutere e dire duecento "ma", però le cose sono chiaramente così: 7% in Emilia, meno del 3% in Lombardia (e non mi dite che, visti gli eventi degli ultimi mesi, non c'erano motivi per non votare Formigoni). Certo si tratta di elettori delusi, che magari non voterebbero PD/IdV, ma la "matrice" ribadisco che in maggioranza è quella. Questo non va ad influenzare il fatto che il Movimento deve rimanere fuori dai poli, si tratta solo di capire da dove vengono quei voti (perchè non si sono di certo creati dal nulla).
    Io non contesto affatto che gli elettori di Grillo abbiano una matrice prevalente a sinistra, ciò che ti stavo contestando è la tua affermazione secondo cui "una persona di destra o un berlusconiano non voterà mai Grillo", cosa falsa, come spiega bene l'articolo; e se questo è vero nella rossa Emilia Romagna, figuriamoci come lo è in altre regioni....
    Come appunto dico, è vero che c'è una certa matrice, ma non è quello che spinge una persona a votare Grillo; ciò che spinge a votare Grillo è la simpatia e il sostegno per le lotte che il movimento fa, e questo prescinde dall'appartenenza politica: lo dimostra chiaramente l'esempio della Val di Susa, dove il Movimento ha straripato....eppure non è che i valsusini siano propriamente di sinistra, anzi....
    Per il resto concordo con te
    Ultima modifica di Zefram_Cochrane; 11-04-10 alle 18:53
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