AREZZO
Otto anni di carcere all'ex abate pedofilo
Ha confessato 38 casi di violenza
Sono 38 i casi di violenza sessuale confessati da don Pierangelo Bertagna, già abate di Farneta, ora ridotto allo stato laicale, per 16 dei quali il gip Simone Salcerini ha emesso una sentenza severa, sia pure meno pesante dei 10 anni chiesti dal pm Ersilia Spena
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Don Pierangelo Bertagna Arezzo, 13 giugno 2008 - Alla fine se ne vanno tutti in silenzio, senza schiamazzi, senza piazzate, anche se non basta una condanna a otto anni a cauterizzare la ferita dei 38 casi di violenza sessuale confessati da don Pierangelo Bertagna, già abate di Farneta, ora ridotto allo stato laicale, per 16 dei quali il gip Simone Salcerini ha emesso una sentenza severa, sia pure meno pesante dei 10 anni chiesti dal pm Ersilia Spena.
E mentre sciamano fuori dall’aula i difensori e gli avvocati di parte civile, i genitori di alcune delle piccole vittime del sacerdote e gli amici di famiglia, resta nell’aria il sapore acre dell’ultima sorpresa di una storia che continua a destare scandalo da tre anni, da quell’11 luglio 2005 in cui Don Pierangelo fu portato via fra due carabinieri dalla canonica della millenaria abbazia. In stato di arresto.
La comunità dei 'Ricostruttori nella Preghiera', la congregazione cui il prete apparteneva, sapeva del 'vizietto' 'dell’abate, sapeva fin da metà degli anni ’80. E più di recente la famiglia di uno dei ragazzi, tutti tra gli otto e i quindici anni all’epoca delle violenze, si era rivolta al capo carismatico, il torinese Padre Vittorio Cappelletto, per raccontare le attenzioni particolari.
Il dato emerge dalla relazione psicologica che gli avvocati difensori, Annelise Anania e Francesca Mafucci, hanno depositato prima dell’udienza. Negli anni ’80, quando non era ancora diventato sacerdote, era stato lo stesso Pierangelo Bertagna a confidarsi con il suo padre spirituale, Cappelletto appunto.
Ma nessuno aveva mosso un dito per risolvere il problema. Finché non si è arrivati al secondo avvertimento, nel 2000, quello di una famiglia romana il cui figlio era stato molestato. Anche in questo caso niente, solo un pour parler con l’abate nel quale gli era stato spiegato che il modo migliore per esorcizzare quello che lo stesso sacerdote considerava un dramma, una tentazione cui non riusciva a resistere, era di continuare a vivere in mezzo ai bambini. Gli era stato proposta quindi un’attività missionaria in Brasile.
Ci è voluto lo scandalo pubblico, la confidenza di un ragazzino di Farneta con la madre che si è a sua volta rivolta ai carabinieri per far emergere la personalità del sacerdote, scisso fra intensa spiritualità e peccati della carne, il ricordo delle molestie subite quando era bambino da un parente stretto e l’impulso irresistibile a diventare lui stesso un violentatore.
Fino alla duplice confessione, prima del caso che gli veniva contestato e poi degli altri 37, di cui solo 16 erano ancora perseguibili. Ora l’appello, che non eviterà a Don Bertagna di finire in carcere a sentenza definitiva.
Salvatore Mannino




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