IL PUBBLICO PUNISCE UN TG ASSERVITO AL POTERE: CALO DEL 4,67% DELLO SHARE E SPETTATORI SOTTO I 7 MILIONI….PERSE 220.000 PRESENZE ALLE 8, BEN 350.000 ALLE 13.30…SI E’ RIDOTTO IL VANTAGGIO SUL TG5 A SOLI 3 PUNTI
Il risultato del primo anno di Augusto Minzolini alla guida del Tg1 è disastroso: il “direttorissimo”, come lo chiamava il premier nelle intercettazioni di Trani, accusato da più parti di produrre un’informazione schiacciata sul governo e di aver estromesso alcuni volti storici della rete ammiraglia Rai, non viene salvato neanche dai telespettatori.
Mettendo a confronto i dati Auditel delle gestioni del TG1 degli ultimi cinque anni, il bilancio è estremamente negativo.
Rispetto alle gestioni Mimun e Riotta, pur se di orientamento diverso, il dato che colpisce è la perdita secca di un milione di ascoltatori al Tg delle ore 20, quello principale.
Convertito in termini di share significa il 4,67% in meno, con discesa sotto la soglia dei sette milioni di telespettatori: in pratica si è passati da uno share che si è sempre attestato tra il 31%-33% all’attuale 28,12%.
I dati sono preoccupanti per tutte le edizioni: quella delle 8 del mattino ha perso 220.000 spettatori (-6%), quella delle 13,30 ha ceduto 348.000 spettatori (-2,5%).
Se confrontiamo i dati con quelli del Tg5, assistiamo a un pericoloso recupero della rete Mediaset: nella edizione del mattino, il vantaggio del 7-9% si è ridotto al 3,5%, all’ora di pranzo è passato dal 5-8% al 3%, a cena dal 5,6% al 3,8%.
Questo indipendetemente dall’effetto traino: il programma prima delle 20 ha addirittura aumentato gli ascolti rispetto a un anno fa,mentre crolla il Tg1.
In base all’analisi fatta, ad abbandonare il Tg1 sono un po’ tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani: alle 13.30 si sono volatilizzati il 3% degli under 44, la sera il 4,5% degli over 45.
Il Tg infine cala indipendentemete dal titolo di studio: meno 6% i laureati ma anche meno 3% chi ha solo l’istruzione elementare.
Ci sarebbe da domandarsi come mai, da parte della Rai, non si esamina questo calo, dovuto certamente ai contenuti e a una buona dose di parzialità che evidentemente irrita un milione di italiani.
destra di popolo




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repapelle:
