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Discussione: SOS Milano

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    Predefinito SOS Milano

    Fonte:
    milano.repubblica.it/dettaglio/Degrado-a-Milano-dai-navigli-a-piazza-Duomo/1284950



    Degrado a Milano, dai navigli a piazza Duomo
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    Zona nord
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    Prosegue l'inchiesta di Repubblica che mette a nudo i mali della città. Grazie alla segnalazione di un lettore si scopre che in via Ampere (foto) l'Amsa pubblicizza il suo impegno sui cestini dell'immondizia. Peccato che siano sempre pieni

    La Darsena trasformata in acquitrinoUn'inchiesta di Repubblica sta mettendo a nudo i troppi malanni della città.
    La prima puntata è stata dedicata ai navigli e ne è nato una sorta di viaggio negli orrori urbani dalla Darsena a viale Cassala. I contrasti: davanti ai cartelli affittasi e vendesi la spazzatura ricopre le rive. Gli interventi: la passerella appena ultimata sotto via Valenza perde già i pezzi. In pieno centro, a ridosso del mercato di XXIV Maggio, si è formato un pantano da cui affiorano immondizie di ogni tipo. Il rifacimento degli argini doveva finire nel luglio del 2006 ma i marciapiedi sono ancora sventrati e i lavori non procedono.
    La seconda puntata è stata invece dedicata al centro storico. Anche qui il cronista ha registrato moltissimi casi di degrado e abbandono.

    Crateri nel pavé accanto al Duomo. Buche e sampietrini in mezzo alla strada davanti a Santa Maria delle Grazie. Pavimenti spaccati sotto la Loggia dei Mercanti e nella Rotonda della Besana, ormai ridotta in uno stato lamentevole per l´effetto congiunto degli atti vandalici e dell´incuria. Il degrado che soffoca Milano assedia anche il centro: il salotto buono della città, quello dello shopping, dei turisti, degli affari, appare, in molti punti, sempre più abbandonato a se stesso, lontanissimo dall´immagine di una città che ha deciso di mettersi in gioco per accogliere manifestazioni di importanza mondiale.

    La periferia non è da meno. La zona est della metropoli è assediata da degrado e sporcizia ormai cronici. Sotto accusa anche l´arredo urbano, spesso senza criterio, e le vere e proprie discariche abusive. Mai ripulite le strade. I cantieri tra Argonne e Forlanini hanno lasciato lunghe toppe d´asfalto sconnesso che sembrano sterrati.

    Inviate le vostre segnalazioni, con foto e video delle situazioni di degrado che conoscete e volete denuciare.
    (05 aprile 2007)

  2. #2
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    Est della città, dove domina l'incuria
    Altri contenuti che parlano di amsa
    E l'Amsa fa splendere anche i cestini

    Papiniano, il mercato ci invade di rifiuti

    Tutti i contenuti
    In periferia così come vicino al centro la zona est della metropoli è assediata da degrado e sporcizia ormai cronici. Sotto accusa anche l´arredo urbano, spesso senza criterio, e vere e proprie discariche abusive mai ripulite le strade. I cantieri tra Argonne e Forlanini hanno lasciato lunghe toppe d´asfalto sconnesso che sembrano sterrati
    di Arturo Buzzolan
    Monumenti in rovina, arredo urbano a pezzi o privo di criterio, discariche a cielo aperto in mezzo ai palazzi. Da Città Studi a Porta Romana e dintorni, passando per piazzale Lodi, ecco il viaggio allucinante riservato a chi si azzardi a fare una breve passeggiata nei quartieri est di Milano: neppure questa zona sfugge al degrado che assedia la città. La fontana-immondezzaio - Piazza Leonardo Da Vinci, il cuore di Città Studi. Un quartiere che dovrebbe essere uno dei fiori all´occhiello della città.
    E invece la piazza, il suo biglietto da visita, fa cadere le braccia. Al centro dell´area pedonale, sul lato di viale Romagna, sorge la grande scultura-fontana realizzata da Andrea Cascella una trentina di anni fa, "Nel giardino della pace". C´è un´iscrizione ormai quasi illeggibile: "La Metropolitana milanese alla Città di Milano". Un dono che appare tristemente abbandonato al suo destino. Il granito rosa è deturpato ovunque dai soliti scarabocchi a vernice spray, l´acqua della fontana è colma di immondizie, galleggianti e non, che nessuno si cura di portare via. Il consueto mix di inciviltà e degrado in un luogo che però non è isolato, ma al contrario molto frequentato da studenti, mamme con bambini, anziani a passeggio: e, tutto intorno al monumento dove qualcuno ha anche appoggiato il rottame di una rossa bici Bianchi, ecco l´asfalto della piazza pieno di crateri, in rovina da chissà quanto tempo. Stessa impressione di abbandono che si ha camminando verso l´università: i giardini attorno alla statua di Eugenio Villoresi sono belli ma sporchi, pieni di cartacce, rifiuti, stracci: incuria e scarsa civiltà, anche qui.

    Il biglietto da visita - Viale Argonne è uno degli ingressi alla città: chi arriva dal cavalcavia Buccari passa di qui. E fa un certo effetto, appena terminata la discesa del cavalcavia, vedere in piena città, sulla sinistra, dove comincia via Marescalchi, una discarica a cielo aperto che da anni sembra essere ormai istituzionalizzata: una settimana fa c´era uno scooter semisfasciato e senza targa ricoperto da una quindicina di pneumatici e accompagnato da immondizia e da un televisore sfondato; ieri, dopo che l´Amsa era passata a pulire per l´ennesima volta, qualcuno ha abbandonato una bombola del gas. Inciviltà, questa, che però poco più avanti lascia il posto all´incuria: in tutta la zona i cantieri hanno lasciato rattoppi e approssimative lingue d´asfalto dove le auto sobbalzano come su uno sterrato mentre moto e bici si trovano in seria difficoltà. Per averne un esempio basta farsi un giro in via Don Carlo San Martino e via Cardinale Mezzofanti, che collegano viale Argonne con viale Forlanini.




    Chi invece si chieda che fine possano avere fatto i panettoni in cemento rimossi da certe strade del centro, vada a colpo sicuro poco più in là, in corso Plebisciti: su un lato della polverosa banchina spartitraffico al centro del viale, che serve da parcheggio nonostante vi siano stati ottimisticamente piantati cartelli che segnalano la pista ciclabile, tre panettoni giacciono abbandonati, uno accanto all´altro, col consueto contorno di spazzatura. Chi li avrà abbandonati lì? E perché? Mistero. Il cimitero delle auto - Non è fuori città, ma in viale Umbria, ad esempio davanti al numero 89. Anche qui, come in Plebisciti, ecco una sporca e polverosa banchina spartitraffico adibita a parcheggio. Il fatto è che molte auto sono ridotte a rottami che nessuno rimuove. Come una Panda targata Milano 2P... parzialmente bruciata, senza i vetri, piena di rifiuti e circondata d´immondizia, o come altre utilitarie o furgoncini appena meno malandati e usati come rifugio dai disperati: su una vecchia Seat parcheggiata davanti alla Panda, sotto il sole, c´è un ragazzo magrebino che dorme con la portiera accostata e un braccio che pende fuori. Chissà quanto avrà pagato, per quel giaciglio, al racket che gestisce e dà in affitto le carcasse.

    La discarica - In piazzale Lodi un cartello di divieto di sosta sradicato giace, curioso contrasto, sull´erbetta all´inglese, tagliata di fresco, nell´aiuola centrale. Ma questo sarebbe il meno. Perché accanto all´imbocco del cavalcavia di Porta Romana, sulla destra andando verso il Corvetto, appena dopo l´edicola, c´è uno spettacolo incredibile. Una discarica a cielo aperto, che forse un tempo doveva essere un deposito, con tanto di lucchetto e cartello sbiadito a pennarello dove si indovina la scritta: "Atm, lasciare (libero) il passaggio". Chissà, forse l´area appartiene a qualcuno che ce l´ha con l´azienda trasporti e ha deciso di farle fare una figuraccia: perché è sconcertante vedere in piena città, sotto gli occhi di migliaia di passanti, un tale ammasso di erbacce, immondizia, detriti, cartelli stradali divelti, cestini dell´immondizia, blocchi di cemento di ogni forma e dimensione, oltre naturalmente al solito contorno di disegni spray.

    Fonte:
    milano.repubblica.it/dettaglio/A-Est-della-citta-dove-domina-lincuria/1290865

  3. #3
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    Segue dal post precedente:

    Poco più su, in cima al cavalcavia, un altro mistero. Quattro - come chiamarle? - fioriere, isole, insomma quattro grossi contenitori rotondi in cemento tagliano in due il solito parcheggio semi-selvaggio ricavato in mezzo alla carreggiata. Forse un tempo ospitavano piante ornamentali, ora sono sporchi e soprattutto stracolmi di erbacce, dentro e fuori. Un vero monumento al degrado. Più avanti, man mano che si procede verso il Corvetto, corso Lodi peggiora sempre più: i nastri bianchi e rossi tesi tra un albero e l´altro per proteggere la semina delle aiuole sullo spartitraffico sono tutti strappati e sventolano tristemente, le ultime panchine prima del piazzale emergono da una distesa d´immondizia. Vandali e abbandono - Non è finita, con i panettoni e le pseudo-fioriere in stato d´abbandono. Porta Romana, ad esempio. All´angolo con via Muratori, per motivi di sicurezza, ci sono ben otto panettoni sporchi e sbrecciati sul bordo della strada, e proprio a lato, sul marciapiede, sei malandate "fioriere" di forma cubica: anche qui, al posto degli ipotetici fiori, ci sono erbacce secche e penzolanti, oppure terra incolta, rifiuti e nient´altro.

    L´immagine dell´abbandono. Abbandono che si ritrova poco più avanti, in viale Monte Nero: la banchina accanto alla linea tranviaria è spaccata e il blocco di granito che ne è stato staccato giace cinque o sei metri più in là. Non è successo pochi giorni fa: lo si capisce guardando il buco sulla banchina stessa, già pieno di detriti, terriccio e spazzatura. Altri danni, che si spera vengano riparati più in fretta, all´angolo con viale Lazio: due telefoni pubblici spaccati, uno anche abbattuto. Ancora oltre, piazza Tricolore. All´incrocio con viale Piave c´è da mesi una strana composizione: cinque mini-panettoni in cemento uno accanto all´altro, due pali affiancati con frecce bianche in campo blu, identiche. A che servono? Forse a dire agli automobilisti di transitare sulla strada e non sul marciapiede accanto? Ma non è finita.




    Solo qualche metro più in là si può ammirare uno sconcertante cartello pubblicitario-panchina: alto un paio di metri, in metallo cromato che mostra già qualche segno di ruggine, con due micro-seggiolini su un lato e sull´altro, è stato sistemato in mezzo al marciapiede, così, senza un criterio apparente. Due pesanti blocchi tondeggianti lo tengono fermo. Lì non esiste, ad esempio, fermata Atm: ce n´è una del Radiobus, ma più in là. Qual è il senso dell´enigmatico cartello-panchina? Chi ci si accomoderà? Ancora un mistero.

    (22 aprile 2007)

  4. #4
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    I vicini: "Nel pomeriggio abbiamo sentito urla, rumori di mobili spostati
    tremavano le pareti. Poi abbiamo saputo che cosa era successo".


    Milano, arrestato pugile cocainomane
    ha accoltellato a morte un uomo


    Antonio Catena ha confessato il delitto ma non ha rivelato il nome della vittima
    La vittima non aveva documenti. E' morto per le profonde ferite al petto




    MILANO - Ha confessato Antonio Catena, il
    22enne pregiudicato e tossicodipendente, pugile dilettante, fermato dalla polizia per l'omicidio di un uomo, ucciso oggi pomeriggio in un appartamento di Milano, nella zona Lorenteggio. Il giovane ha ammesso le proprie responsabilità davanti al pubblico ministero di turno, Massimo Meroni e agli agenti della squadra volante che lo hanno interrogato in questura.

    Antonio Catena ha detto di aver colpito la vittima durante una lite con un coltello da cucina, trovato insanguinato al piano superiore dell'appartamento. Restano ancora da chiarire molti dettagli. Per gli inquirenti Catena avrebbe colpito la vittima dopo una lite. Ma quando le prime volati sono arrivate in via delle Ortensie, il ragazzo era in strada che si agitava e urlava frasi sconnesse. Davanti ai tre gradini d'ingresso, gli agenti hanno trovato una Volkswagen Golf grigia di vecchio tipo. L'auto presentava diverse macchie di sangue sul volante e sul sedile, mentre sul tettuccio della vettura è stata trovata una giacca di pelle nera, anch'essa insanguinata.

    Ancora sconosciuta l'identità della vittima, sprovvisto di documenti, morto all'arrivo al pronto soccorso dell'Ospedale Sacco, dove era stata trasportato in condizioni gravissime. Il decesso è stato provocato, secondo il primo referto dei medici, da profonde ferite all'altezza del petto.

    I vicini di casa descrivono Catena come un violento tossicomane, a soli 22 anni. Un pugile di modesto livello dilettantistico, distrutto dalla cocaina. "Pugile sì, ma di strada", spiegano gli inquirenti, visto che Catena ha all'attivo molti precedenti per violenze e spaccio di droga. E' possibile del resto che anche la vittima sia un tossicodipendente che, come altri, frequentava l'appartamento di Catena. Un appartamento dove alloggiavano saltuariamente anche una donna con due bambini, e altri "balordi del quartiere".
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    "Quell'uomo era in casa da ieri sera - racconta M.C., pensionato di 80 anni -. Nel pomeriggio abbiamo sentito delle urla, rumori di mobili spostati, tremavano le pareti. Poi abbiamo saputo che cosa era successo". Catena, raccontano i vicini, da qualche anno viveva solo, perché i genitori, che abitavano nella stessa casa, se n'erano andati, forse disperati. Ed erano cominciate le frequenti liti nell'appartamento, le urla, gente che entrava e usciva come fosse un porto di mare. Fino a questo pomeriggio, quando a coltellate ha colpito e ucciso l'uomo che era in casa sua.

    Poi, stralunato, è andato dalla vicina e, farfugliando, ha raccontato quello che aveva fatto. La vicina ha chiamato l' ambulanza, ma per il ferito era ormai troppo tardi, nonostante il disperato tentativo in ospedale.

    http://www.repubblica.it/2006/11/sez...no-pugile.html

  5. #5
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    Tratto da:
    eddyburg.it/article/articleview/8366/0/38/


    ............Piazza Duca d´Aosta, il degrado in due fasi. Il progetto di sistemazione della piazza degli architetti Antonio Zanuso e Carlo Chambry vinse il concorso bandito dal Comune di Milano nel 1988. Il concorso riguardava la sistemazione di tutto l´asse che va dalla fine di Via Turati fino a Piazza duca D´Aosta – dunque anche Piazza della Repubblica e Via Vittor Pisani - con i due risvolti di Piazza Luigi di Savoia e Piazza IV Novembre. Si trattava di ridare dignità a un pezzo di Milano, forse l´unico della Milano moderna, stravolto dalle costruzioni della metropolitana e del parcheggio di Via Vittor Pisani. Ricordando vagamente la vicenda, mi sono fatto mostrare il progetto per confrontarlo con la realtà. Non mi stancherò mai di ripetere che il progetto d´architettura non è come il salame, non si taglia a fette secondo l´appetito o, meglio, l´estro dei pubblici amministratori.
    Di quel progetto se ne realizzò solo una parte - poi vedremo come - quella di Via Vittor Pisani e Piazza Duca d´Aosta. Ecco il primo avvio del degrado: realizzazione parziale, in questo caso meno della metà. I lavori cominciarono che era sindaco Paolo Pillitteri, poi ci fu Piero Borghini, poi il commissario Claudio Gelati, poi Marco Formentini e l´inaugurazione nel ´96: sei anni di lavori per sistemare il parterre di Piazza Duca D´Aosta e Via Vittor Pisani. Ma nemmeno questa parte rispettò il progetto originario. L´esecuzione di quel poco fu pessima e oggi, a dieci anni di distanza si vede perché il tempo è giustiziere e l´uomo ci mette del suo. I rivestimenti dei muretti delle aiuole sono caduti in molti punti, le pietre del lastricato sono per la maggior parte rotte – dovevano essere spesse 6 centimetri e furono posate da 4 – e dove sono state sostituite non lo si è fatto con lo stesso materiale: la piazza ormai è un arlecchino.
    Le panchine di progetto lungo la facciata della stazione sono state rimosse – ci dormivano i barboni che adesso dormono nelle vicinanze – i due filari di magnolie sono la testimonianza del pollice verde milanese – quelle vive stentano e quelle morte sono state sostituite con altre di diversa specie - ed alcuni gradini divelti giacciono (da anni) abbandonati qua e là come i paracarri originari in granito. Delle due rotatorie per i taxi se ne realizzò solo una. Le piante lungo Vittor Pisani non attecchiscono perché non c´è terra sufficiente. La ciliegina sulla torta (ma non è certo chiuso il lunghissimo elenco degli scempi) è il sentiero guida per ciechi, quello che dovrebbe condurli all´ingresso della Regione ma finisce contro il muro di cinta. Non c´è pietà per nessuno. Questa è la Milano delle "eccellenze" che si candida all´Expo nel 2015. Questa è la città che la giunta vorrebbe illuminare di più. Santa penombra.

  6. #6
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    Infine segnalo questo articolo:

    http://www.02blog.it/post/2684/milan...tta-invivibili

    Milano e le città invivibili
    pubblicato: domenica 06 aprile 2008 da Gaia in: Abitare a Milano
    Che Milano non fosse granché vivibile ce n’eravamo già accorti: la pessima qualità dell’aria, la motorizzazione incivile, le piste ciclabili in via di estinzione, il caro affitti, l’insostenibilità sociale, ambientale e perfino artistica di certe discutibili politiche ambrogine.

    Anche le statistiche decretano la mediocrità di Milano. Secondo il rapporto Ecosistema Urbano 2008 (.pdf) stilato da Legambiente, Milano si piazza in 58esima posizione su 103 province italiane.

    Se allarghiamo il campo, il risultato è pressapoco lo stesso. Quality Life Report 2007, pubblicato dalla società americana Mercer, scaraventa Milano in fondo alle top50 europea e mondiale. In Europa le province tedesche e austriache sono tutte in testa: Zurigo prima, seconda Ginevra, terza Vienna. Dusseldorf quinta e Francoforte settima. Milano è cinquantesima. Stesse conclusioni su scala planetaria: Milano è ultima a pari demerito con Seattle.

    Chi a Milano ci sta proprio male, valuti la possibilità di ampliare i propri orizzonti: in ogni universo di riferimento, c’è una cinquantina di alternative migliori. Chi a Milano intende restarci, la smetta di lamentarsi: al mondo c’è di molto peggio.

    ---------

    ai curiosi consiglio di andare a vedere i link contenuti nell'articolo sopra (cliccate sul link che ho postato)

  7. #7
    Mai l'altra guancia
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    Da Quotidiano.net:
    Rapine a raffica in città: cinque in 24 ore - Tra ieri e oggi, imperversano le rapine nel capoluogo lombardo.
    Stamani, alle 4, nel negozio di telefonia "3store" di Corsico, dei ladri, hanno sfondato la vetrina utilizzando una Ford Escort rubata lo scorso aprile. Sono riusciti infine a svaligiare il negozio rubando cellulari per un valore complessivo di 15mila euro.


    Ieri sera, alle 20.35., una donna italiana di 62 anni, stava camminando in via Giambellino quando un ragazzo, probabilmente rom, le ha strappato la collana d'oro dal collo. La malcapitata ha raccontato che il giovane è fuggito verso piazza Tirana

    Ieri pomeriggio, alle 14.55, in via Ripamonti, una 39enne italiana che stava camminando per strada, è stata aggredita alle spalle da un uomo sui 25-30 anni che le ha puntato un oggetto metallico contro la schiena e facendosi consegnare il portafoglio, contenente 200 euro

    Ieri sera, alle 20.30, nei dintorni del cimitero Monumentale, un 55enne italiano, era al volante della sua auto, una Mercedes, in attesa del verde al semaforo, quando un uomo, in sella ad uno scooter, l'ha accostato e gli ha sfilato l'orologio "Rolex Daytona", dal valore di 12mila euro, dal polso Il ladro è poi riuscito a fuggire.

  8. #8
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    palermo.repubblica.it/dettaglio/La-bacheca-degli-orrori/1377450


    Non c'è un articolo, ma tante foto, che parlano più di qualsiasi frase scritta.

    E poi basta fare un giro della città da turisti, come ho fatto io la scorsa estate, per rendersi conto dei problemi di una città pur ricchissima di storia e che potrebbe essere davvero molto bella, almeno nel suo centro.

    Se noi riuscite ad aprirlo direttamente, copiate il link ed apritelo su un'altra finestra.

  9. #9
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    Predefinito SOS Palermo

    palermo.repubblica.it/dettaglio/La-bacheca-degli-orrori/1377450


    Non c'è un articolo, ma tante foto, che parlano più di qualsiasi frase scritta.

    E poi basta fare un giro della città da turisti, come ho fatto io la scorsa estate, per rendersi conto dei problemi di una città pur ricchissima di storia e che potrebbe essere davvero molto bella, almeno nel suo centro.

    Se noi riuscite ad aprirlo direttamente, copiate il link ed apritelo su un'altra finestra.

  10. #10
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    Pressoché ogni città d'Italia, ma sarebbe il caso di dire d'Europa e del mondo, ha simili problemi in talune aree. La città perfetta è utopica, in quanto di persone incivili c'è sono e saranno sempre.

    La colpa non è del comune se in parchi da poco realizzati la notte dei barbari fanno danni e scritte sui muri, o se in una piazza buttano spazzatura d'ogni genere per terra.

 

 
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