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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Antonio Martino sulla situazione in Libano

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    Adesso Frattini mi chieda scusa Avevo ragione io

    di ANTONIO MARTINO

    La situazione in Libano sta rapidamente precipitando: Hezbollah, il "Partito di Dio", si è riarmato approfittando dell'inazio ne delle truppe dell'Onu (missione Unifil) ed ha raggiunto un livello di capacità militare senza precedenti, grazie all'afflusso di armi dalla Siria, svoltosi liberamente sotto gli occhi dei militari stranieri che avrebbero dovuto impedirlo. Il governo democratico del presidente Siniora è molto più debole di quanto fosse prima dell'invio dei nostri militari che avrebbero dovuto sostenerlo e rafforzarlo e che hanno, invece, assistito impotenti alla sistematica eliminazione di esponenti politici filogovernativi a opera di killer della fazione pro-siriana. Il governo italiano si appresta a rimpatriare i nostri connazionali. E i nostri 2500 militari cosa sarebbero chiamati a fare? Combattere l'insurrezione di Hezbollah, attendere che, avendo questi attaccato Israele, quest'ultima risponda, finendo così fra due fuochi, bersaglio facile per entrambe le parti? La decisione del Talleyrand italico appare in tutta la sua insensata faciloneria. Avendo tradito l'Onu in Iraq per compiacere la componente più facinorosa della strampalata maggioranza proditoria, D'Alema ha pensato bene di farsi perdonare inviando oltre 2500 nostri militari in Libano. Tuttavia, a essi è stato impedito di dare esecuzione alle direttive delle Nazioni Unite, che chiedevano il disarmo di Hezbollah ed il blocco dell'af flusso di armi dalla Siria. I pacifisti violenti hanno con gioia approvato la missione perché convinti, e non a torto, che avesse finalità antiisraeliana, si proponesse cioè di proteggere Hezbollah da un'eventuale nuova risposta israeliana ai loro continui attacchi. La finalità dichiarata, il rafforzamento del governo Siniora, non è stata nemmeno perseguita, come dimostrato dalla mancanza di reazione agli assassini ripetuti dei politici filogovernativi. Nel frattempo, le conseguenze dell'insensata fuga dalla missione civile dell'Onu in Iraq ha determinato conseguenze molto gravi. Quella missione, infatti, prevedeva l'addestramento di personale iracheno alla ricostruzione del Paese, secondo le indicazioni fornite dalle Nazioni Unite e sotto la guida di un funzionario dell'Onu, con la cornice di sicurezza offerta dalla presenza di 800 militari italiani. La presenza dei nostri soldati avrebbe garantito non solo la sicurezza alla missione di addestramento, ma avrebbe anche rappresentato un deterrente ad azioni di violenza nella regione di Nassirya. L'avere disertato la missione Onu ha quindi comportato anche l'abbandono della città, esponendola alle azioni di guerriglia di quella parte dell'esercito del Mahdi che Moqtada Al Sadr non controlla e che sono costate la vita a moltissimi civili inermi. Ma i disastri perpetrati da D'Alema non si sono limitati al Libano ed all'Iraq, si sono estesi e clamorosamente anche in Afghanistan, dove ci siamo rifiutati di dar corso alle richieste della Nato di accrescere la nostra presenza militare, consentirne la dislocazione verso le zone che ne hanno maggiore bisogno e rimuovere le limitazioni che impediscono ai nostri soldati di combattere, cosa che sanno fare almeno altrettanto bene quanto i migliori militari degli altri Paesi. Di fronte a questo quadro disastroso che comprende, non solo la compromissione grave della credibilità internazionale dell'Italia, ma anche l'inutile esposizione dei nostri militari in Libano a rischi gravissimi, avendo ipotizzato la necessità di un ripensamento complessivo delle nostre missioni internazionali, suggerivo il ritiro o la drastica riduzione della nostra missione in Libano. Il che dopo esserci consultati con le Nazioni Unite e con le parti interessate (governo libanese e Israele), l'aumento della nostra presenza in Afghanistan e la rimozione di tutte le limitazioni e i vincoli imposti ai nostri militari, ovviamente previo accordo col segretario generale in Iraq, sia con la missione civile a Nassirya sia con l'aumento del numero di addestratori della polizia e dell'esercito iracheni, ovviamente d'intesa col capo del governo iracheno, con l'Onu e con i nostri alleati. Queste tesi esposte in un'intervista alla Reuters so no state bollate come irresponsabili dal responsabile della politica estera del governo Prodi, il ministro degli Esteri più dotato di sottosegretari (7) nella storia d'Italia, il che non mi ha stupito, conoscendo il fine intelletto del sullodato, ma sono state anche implicitamente criticate dal suo successore, il mio amico e collega di partito Franco Frattini. Ciò mi ha sorpreso molto perché, a differenza del suo predecessore, Frattini gode della mia stima e non ho mancato di comunicargli il mio disappunto. Mi attendo che ora, alla luce dei drammatici sviluppi della situazione in Libano, veda la luce, la smetta di biascicare giaculatorie onusiane e, se ne è capace, si scusi con me per le sue improvvide esternazioni.
    http://www.libero-news.it/libero/LP_...ticle=95431298


    Mi auguro che il nuovo ministro degli esteri.....ascolti l'ottimo e inappuntabile Martino piuttosto che pensare a dare continuità alla linea disastrosa del suo predecessore diessino, il peggior ministro degli esteri di questo Paese dall'unità d'Italia in poi, escluso il ventennio (forse): il saccente e "post"-sovietico signor Massimo D'Alema.


    Shalom

  2. #2
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    dal quotidiano LIBERO di oggi

    Manca chiarezza O si fa la guerra o si va a casa

    di RENATO FARINA

    O tutti a casa o i soldati italiani facciano il loro mestiere quando c'è la guerra: cioè non stiano a guardare i lupi che mangiano gli agnelli. Minaccino, si dispongano, sparino. Facciano la guerra se necessario. È un dovere: non c'è danno peggiore per i deboli e gli innocenti che avere tra i piedi un esercito che guarda e lascia fare. È già accaduto in Bosnia. I caschi blu con lo stemma delle Nazioni Unite fecero la guardia d'onore, anzi di disonore, allo scempio della popolazione civile perpetrato a Srebrenica dai serbi di Mladic. Era il luglio del 1995, le tre compagnie olandesi Dutchbat I, II e III, forti di seicento uomini, nulla opposero alla forza dei massacratori: furono assassinati 7800 uomini dai 14 ai 65 anni. Vogliamo ripetere la storia in Libano? Sarebbe una vigliaccata. E se non si vuole esporre i nostri soldati al conflitto, allora li si ritiri: non si capisce perché sprecare risorse ed esporre al lutto le famiglie italiane per non cambiare niente. Sono poco meno di tremila i soldati italiani in Libano con il casco blu dell'Onu. Ci sono dal 2006. Non si è ben capito che cosa facciano, in quanto militari, salvo esser lì, aiutare la popolazione, cosa meritoria, ma che è un po' poco. Non hanno disarmato nessuno, neanche un terrorista, o armigero che dir si voglia di Hezbollah. Le risoluzioni dell'Onu numero 1559 e 1701, nonché la lettera di quanto stabilito dal nostro Parlamento prevedono che essi sostengano l'esercito libanese nel disarmare le milizie, diano una mano al governo legittimo nell'esercitare la sua sovranità. Non è successo nulla di tutto questo. Francesco Cossiga è molto duro a riguardo: «Le istruzioni impartite dal precedente governo ed eseguite con chiaro spirito antisraeliano dal generale Graziano, comandante della confusa missione militare internazionale in quel Paese, hanno agevolato il riarmo delle unità militari e dei commandos terroristi degli Hezbollah da parte dell'Iran e della Siria». Ecco, Francesco Cossiga lo dice: c'è la guerra in Libano. Toh, che novità. Questo Paese non ha pace dal 1975. Ci sono state tregue, accordi, risoluzioni dell'Onu. Soprattutto, c'è un dominio perdurante, incontrollato, ostinato di Hezbollah. Hezbollah è il "Partito di Dio". Sono sciiti appoggiati e finanziati dall'Iran e dalla Siria. Oggi sono - al di là di differenze che gli specialisti conoscono, ma che qui tralasciamo - la punta di lancia della strategia di Al Qaeda contro Israele. Il quale reagì all'ag gressione con un'invasione mal riuscita e per molti versi disastrosa. Il risultato è stato di fatto il rafforzamento di Hezbollah e la cacciata dei cristiani. L'Italia ha mandato lì i suoi soldati sotto l'egida dell'Onu ed avendo la rappresentanza militare più folta. Ma le idee molto confuse. Ci si appella all'Onu per giustificare l'assenza di qualunque attività seria per spogliare di missili e kalashnikov l'esercito illegale di quello Stato nello Stato libanese che è Hezbollah. E si dimentica proprio ciò che la comunità internazionale ha sottoscritto a partire dagli accordi di Taif del 1987 dove si stabiliva la sovranità libanese e il disarmo delle milizie. Ora Hezbollah ha lanciato la nuova offensiva. È passata dalla guerra a bassa intensità, con assassini e autobomba preparati - secon do quanto sostengono indagini internazionali - dai servizi segreti siriani, all'of fensiva con cannoni e mitraglia. Ci sono due sole possibilità per l'Italia: intimare insieme all'Unione Europea un ultimatum a Hezbollah, e poi, in caso di rifiuto alla deposizione delle armi, disarmarli manu militari; oppure, tornare a casa, radunare le masserizie, e ripartire ingloriosamente, ma realisticamente in linea con la debolezza dell'Onu. Meglio ritirarsi che prendere in giro i soldati e vuotare le casse dello Stato per un lavoro utile solo ai terroristi. Antonio Martino, nella pagina accanto, spiega da ministro degli Esteri quale fu e da ministro della Difesa quale è stato, le ragioni per cui il Libano è travolto dalla nuova crisi e l'Italia dall'im potenza. Ribadisce come e perché occorre decidere. Qui io ho semplificato. Il Libano è piccolo: diecimila kmq, meno di metà della Lombardia, tre milioni e mezzo di abitanti. Ma qui i nani sembriamo noi. I soldati servono alla pace solo quando pongono fine le guerre e le impediscono, non quando le guardano fare dagli altri.
    http://www.libero-news.it/libero/LP_...ticle=95431302


    Shalom

  3. #3
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    Martino, che ha votato alla Camera dei Deputati contro i nostri ragazzi in Afghanistan e Libano, ha ottenuto nel governo il giusto riconoscimento per le sue idee..

  4. #4
    Meno male che Silvio c'è
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Martino, che ha votato alla Camera dei Deputati contro i nostri ragazzi in Afghanistan e Libano..
    e vai di retorica

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da tenerino Visualizza Messaggio
    e vai di retorica
    Fatti... E' stato trombato... D'altronde, con le sue idee, sarebbe stato incopatibile con gli USA, l'ONU, ecc...

  6. #6
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    Le sue idee........sono puntualmente confermate dai fatti.


    Shalom

 

 

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