
Proprio mentre Comune, Prefettura e Comitato provinciale per la sicurezza presentano al ministero dell’interno il Patto per la sicurezza per avere più agenti a Verona per presidiare il territorio, un uomo di 28 anni, Nicola Tommasoli, viene picchiato a sangue da cinque persone, vicino a Porta Leoni, e finisce in fin di vita all’ospedale.
«Il mio pensiero in questo momento va alla vittima dell’aggressione e ai suoi familiari, che stanno vivendo un dramma di queste dimensioni per un’azione che, se confermata, è davvero stupida e immotivata», spiega il sindaco Flavio Tosi. «Una reazione del genere sarebbe già inaccettabile in seguito a un’incidente stradale, a una tragica fatalità, ma per un motivo del genere, pare per il rifiuto di una sigaretta, è davvero spregevole».
Sindaco, qual è il primo pensiero che le suggerisce un fatto del genere?
Penso a quanto sia degradata la nostra società, sempre più senza valori. Quelli che hanno aggredito e picchiato il giovane sono vigliacchi e infami. Che almeno uno di loro abbia un rimorso di coscienza.
Come spiega un gesto del genere?
È un fatto isolato. Violenze così possono avvenire per motivi politici, religiosi, magari per una precedenza stradale non concessa che provoca un incidente. Ma non per una sigaretta negata.
C’è l’ipotesi secondo la quale sarebbero stati ubriachi, gli aggressori. Che cosa potrebbe determinare questa circostanza?
Con la normativa vigente, se chi verrà preso dichiarerà di essere stato ubriaco potrebbe beneficiare di uno sconto di pena e questa sarebbe un’ulteriore vergogna. No, qui ci vuole il massimo della pena.
A Veronetta due carabinieri sono stati aggrediti ed è stato spruzzato loro in viso dello spray al peperoncino, mentre stavano effettuando controlli nella zona. In Pradaval il degrado non è venuto meno. La sua amministrazione sta puntando e investendo molto sulla sicurezza: vede a rischio questo programma?
No, perché ripeto di non vedere collegamenti fra l’aggressione al giovane e quella ai carabinieri e fra questi due fatti e scippi, rapine, furti, spaccio di droga, violenze fisiche, cioè i fatti di criminalità che normalmente accadono. I casi di questi giorni sfuggono a ogni catalogazione, per questo li giudico ancora più assurdi.
Dai locali, la sera, possono uscire persone ubriache, alterate, e da qui si possono scatenare risse che possono sfociare nella violenza estrema. Chiederete di intensificare i controlli delle forze dell’ordine?
A parte il fatto che chi va in un bar o in locale non è detto che debba ubriacarsi, dico che chi ha agito nel caso dell’aggressione al giovane ha una precisa responsabilità penale, gravissima. I controlli comunque dovranno continuare e noi puntiamo intensificare con uomini e mezzi il presidio del nostro territorio.
Se le richieste contenute nel Patto per la sicurezza verranno esaudite Verona potrà contare su una maggiore presenza di forze dell’ordine. In questo contesto come si inserisce la proposta delle ronde?
Per le ronde c’è una delibera di giunta, stiamo valutando quali associazioni contattare, come la Protezione civile o gli alpini, che dimostrino nei fatti di avere un bagaglio di esperienza all’altezza.
Non c’è il rischio che le ronde debordino in ruoli che spettano a polizia, carabinieri o vigili?
No, avranno funzioni solo complementari a quelle delle forze dell’ordine, e le persone saranno addestrate ad hoc.