
Originariamente Scritto da
Cleo0970
Leggo un report pubblicato ieri a seguito di un'inchiesta della Cgia di Mestre, dopo l'elaborazione di dati ministeriali e dell'Istat che gli ha consentito di mappare il fenomeno evasione fiscale nel nostro Paese.
La cifra totale dell'imponibile
evaso annuo in Italia si aggira intorno ai
316 miliardi di euro, e non aggiungo altro perchè i commenti sono superflui.
Ma la suddivisione degli evasori emersa da questo studio lascia ancora più perplessi. In Italia è gioco-forza parlare di lotta all'evasione come giusto e sacrosanto rimedio all'incivile e indegna abitudine di eludere le tasse; peccato però che questa abominevole consuetudine sia perennemente ricondotta alle stesse categorie, autonomi e pmi, con il risultato che vengono crocifissi senza possibilità di replica. E se qualcuno solo osa parlare di coloro che evadono facendo un secondo o terzo lavoro in nero, bè, si risponde prontamente, cosa vuoi che incida una cosa del genere?

Non solo incide, a quanto pare, ma
l'economia sommersa annovera almeno 2.300.000 persone che svolgono un'attività irregolare come lavoratori dipendenti, e questo comporta un'imponibile evaso stimato in 200 miliardi di euro annui (sui 316 totali)
Segue l'economia criminale, con un imponibile evaso stimato in 100 mld, le grandi imprese con 10 mld e buoni ultimi gli autonomi e le pmi con 6 mld.
Per leggere l'interessante studio rimando alla fonte,
www.cgiamestre.it, dove tra l'altro si conclude dicendo che la colpa di questi livelli abnormi di evasione è probabilmente dovuta all'eccessiva pressione fiscale, e che una riduzione di 3 o 4 punti percentuali della medesima potrebbe addirittura portare al dimezzamento dell'evasione.
Proposta assurda, sai quanti dipendenti si lamenterebbero che così sarebbero solo loro a pagae?
