Da “la Repubblica”
Romano Prodi
© Foto U.Pizzi
Appello al silenzio, stoccate agli alleati e al Pd veltroniano nel ritorno tv di Romano Prodi, ma anche recriminazioni per «il governo fascista» che oggi ha conquistato il paese. Collegamento telefonico con un salotto a lui caro, quello di Maurizio Crozza, col quale si era intrattenuto mesi fa nel pieno dei poteri del suo governo. Allora aveva garantito: «Resteremo in carica cinque anni». Poco profetico. Oggi torna per smentire l´intenzione di volersi candidare a sindaco di Bologna e togliersi qualche sassolino.
«Ci vorrebbe molto silenzio, il silenzio farebbe molto bene per pensare al futuro e invece tutti parlano, parlano, parlano» dice il Professore a proposito dei tanti big che a sinistra stanno discutendo delle cause della sconfitta e del Pd da costruire e radicale. Al comico che gli ricordava l´infausta previsione sulla durata del suo esecutivo, Prodi ha risposto: «Io ero tranquillo e sereno, soprattutto dopo l´approvazione della Finanziaria, certo di durare. Poi mi è arrivato un martello ad acqua...».
Maurizio Crozza
© Foto La Presse
Quindi, i rapporti turbolenti con la coalizione che ha sostenuto il suo governo e che poi, in campagna elettorale, sembra avergli voltato le spalle. «Ma cos´è successo? Tutti che cercavano di evitarla, quasi non la conoscessero» infierisce Maurizio Crozza in diretta. E l´ex premier: «Io so solo che tempo fa ho incontrato un tizio che mi ha guardato un po´ storto e che mi ha detto: "Per colpa dei suoi amici oggi abbiamo un governo fascista. Glielo dica ai suoi amici"». Ad ogni modo, «in politica chi perde va a casa: applico a me stesso per primo questo principio che credo tutto il Paese si aspetta da tutti gli uomini politici».
Quindi, Prodi ha ribadito di non essere interessato a candidarsi alla poltrona di sindaco di Bologna: «Quando ho detto che mi sarei presentato al Senato per chiedere il voto l´ho fatto. Quando ho detto che non mi sarei presentato più, anche quella volta nessuno ci credeva, ma l´ho fatto». Tutto questo per concludere perentorio: «Quando dico una cosa la mantengo. Oggi sono un iscritto al Pd e basta».
Semplice iscritto, insomma, nessun coinvolgimento nella guida e nella dirigenza del partito di Walter Veltroni. Poi il Professore si è fatto molto serio, quando Crozza gli ha chiesto se è vero, come dicono a destra, che ci sarebbe un buco nei conti. «Nessun buco, al contrario. L´Unione europea ha certificato che abbiamo operato bene. Vedremo tra qualche mese se l´Ue ha detto la verità o meno».
Su una cosa si è detto certo, l´ex presidente del Consiglio, a proposito del suo futuro che certo non sarà da nonno ai giardinetti. Ha spiegato che «nel mondo ci sono tanti problemi, basti pensare alle risorse energetiche disponibili, a come si può riflettere su cosa fare per la Cina o per l´Africa per capire come la mia esperienza può assumere significato».
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Dagospia 12 Maggio 2008




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