
Originariamente Scritto da
Florian
Oggi Galli della Loggia se la prende con Fini, sul Corriere, perchè nel suo distinguersi da Berlusconi "non ha mai detto qualcosa che fosse specificamente e politicamente soltanto «di destra »". Giustissimo. Forse però giudicare quello che sta accadendo oggi in Italia secondo le categorie di destra e sinistra non ha più un senso se è vero che il motore del cambiamento è un partito territoriale come la Lega che acchiappa voti a destra e a manca in un'ottica nè progressista nè conservatrice, ma "padana".
Specularmente il distinguo finiano non è solo volto ad opporre un colto liberalism al più rozzo populismo berlusconiano, ma è anche e soprattutto un contraltare "nazionale", "repubblicano", alle fughe in avanti del federalismo bossiano.
Mi sembra perciò che la situazione politica italiana si stia caratterizzando sempre più non secondo lo spartiacque destra/sinistra, ma secondo chi è federalista (il Partito del Nord, o dell'Autonomia degli Stati) e chi non lo è (il Partito Nazionale, o dell'Unità Repubblicana). Questo scontro tra Bossi e Fini mi ricorda - fatte le debite distanze - quello che oppose per lungo tempo in America gli hamiltoniani nazionalisti ai jeffersoniani localisti. Fini come Hamilton e Bossi come Jefferson? Il paragone a mio avviso ci può stare. Quello che preoccupa è che negli USA questo scontro portò alla guerra civile che sancì la definitiva vittoria degli unionisti hamiltoniani.
Se nascerà anche da noi un Partito della Nazione con un'ala destra e un'ala sinistra coalizzate per far fronte agli interessi del Nord allora le accuse che si rivolgono oggi a Fini di non aver saputo parlare alla "sua" parte politica si dimostreranno prive di ogni consistenza.
L'articolo di Galli della Loggia:
La separazione del delfino - Corriere della Sera