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    Predefinito Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Oggi Galli della Loggia se la prende con Fini, sul Corriere, perchè nel suo distinguersi da Berlusconi "non ha mai detto qualcosa che fosse specificamente e politicamente soltanto «di destra »". Giustissimo. Forse però giudicare quello che sta accadendo oggi in Italia secondo le categorie di destra e sinistra non ha più un senso se è vero che il motore del cambiamento è un partito territoriale come la Lega che acchiappa voti a destra e a manca in un'ottica nè progressista nè conservatrice, ma "padana".

    Specularmente il distinguo finiano non è solo volto ad opporre un colto liberalism al più rozzo populismo berlusconiano, ma è anche e soprattutto un contraltare "nazionale", "repubblicano", alle fughe in avanti del federalismo bossiano.

    Mi sembra perciò che la situazione politica italiana si stia caratterizzando sempre più non secondo lo spartiacque destra/sinistra, ma secondo chi è federalista (il Partito del Nord, o dell'Autonomia degli Stati) e chi non lo è (il Partito Nazionale, o dell'Unità Repubblicana). Questo scontro tra Bossi e Fini mi ricorda - fatte le debite distanze - quello che oppose per lungo tempo in America gli hamiltoniani nazionalisti ai jeffersoniani localisti. Fini come Hamilton e Bossi come Jefferson? Il paragone a mio avviso ci può stare. Quello che preoccupa è che negli USA questo scontro portò alla guerra civile che sancì la definitiva vittoria degli unionisti hamiltoniani.

    Se nascerà anche da noi un Partito della Nazione con un'ala destra e un'ala sinistra coalizzate per far fronte agli interessi del Nord allora le accuse che si rivolgono oggi a Fini di non aver saputo parlare alla "sua" parte politica si dimostreranno prive di ogni consistenza.








    L'articolo di Galli della Loggia:
    http://www.corriere.it/editoriali/10...4f02aabe.shtml
    Ultima modifica di Florian; 16-04-10 alle 09:31

  2. #2
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    è proprio questo che non mi piace di Fini: il suo essere Repubblicano, Costituzionale e Ateo oltre che Romacentrico

    Personalmente combatto tutte e quattro queste componenti :

    A parte il fatto che sono un monarchico: non mi pare che questa repubblica sia adatti al XXI secolo e possa confrontarsi con i partners europei per i poteri troppo esigui dell'esecutivo e la ricerca di equilibrismi che impediscono al governo di agire. Per questo reclamo un cancellierato alla tedesca

    la costituzione poi non ne parliamo: chi la difende ormai difende un simulacro vuoto: come avere 62 anni e dimostrarne 200.
    Quando la costituzione fu pensata essa fu studiata per togliere al governo il massimo dei poteri dopo l'avventura fascista, ora abbiamo bisogno dell'opposto, ridare i poteri al governo e toglierne a parlamento e magistratura

    Il fatto che l'Italia debba essere amministrata in modo centralistico da Roma: altro grosso fallimento e buco nell'acqua.
    Molto meglio prendere atto che le regioni possono ammanistrarsi da sè, chi piu' chi meno, con piu' o meno autonomia, ma il tempo deigli stanziamenti decisi a Roma è finito

    Il laicismo poi è l'ultima cosa di cui il paese ha bisogno. Se la religione cattolica non avesse il ruolo che ha la gente in cerca di spiritualità si butterebbe sulle varie sette che purtroppo infestano gli USA.Si improvviserebbero i santoni

    Per quanto mi riguarda, anche nelle sue convinzioni profonde di gestire la politica Fini non mi interessa, al limite sarei molto vicino nella sua concezione dello stato e dell'etica a Casini
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 16-04-10 alle 09:34

  3. #3
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Oggi Galli della Loggia se la prende con Fini, sul Corriere, perchè nel suo distinguersi da Berlusconi "non ha mai detto qualcosa che fosse specificamente e politicamente soltanto «di destra »". Giustissimo. Forse però giudicare quello che sta accadendo oggi in Italia secondo le categorie di destra e sinistra non ha più un senso se è vero che il motore del cambiamento è un partito territoriale come la Lega che acchiappa voti a destra e a manca in un'ottica nè progressista nè conservatrice, ma "padana".

    Specularmente il distinguo finiano non è solo volto ad opporre un colto liberalism al più rozzo populismo berlusconiano, ma è anche e soprattutto un contraltare "nazionale", "repubblicano", alle fughe in avanti del federalismo bossiano.

    Mi sembra perciò che la situazione politica italiana si stia caratterizzando sempre più non secondo lo spartiacque destra/sinistra, ma secondo chi è federalista (il Partito del Nord, o dell'Autonomia degli Stati) e chi non lo è (il Partito Nazionale, o dell'Unità Repubblicana). Questo scontro tra Bossi e Fini mi ricorda - fatte le debite distanze - quello che oppose per lungo tempo in America gli hamiltoniani nazionalisti ai jeffersoniani localisti. Fini come Hamilton e Bossi come Jefferson? Il paragone a mio avviso ci può stare. Quello che preoccupa è che negli USA questo scontro portò alla guerra civile che sancì la definitiva vittoria degli unionisti hamiltoniani.

    Se nascerà anche da noi un Partito della Nazione con un'ala destra e un'ala sinistra coalizzate per far fronte agli interessi del Nord allora le accuse che si rivolgono oggi a Fini di non aver saputo parlare alla "sua" parte politica si dimostreranno prive di ogni consistenza.








    L'articolo di Galli della Loggia:
    La separazione del delfino - Corriere della Sera
    Il paragone è molto interessante, anche se dobbiamo prendere le giuste misure. L'obiettivo dichiarato del Carroccio non è più la secessione - se fosse ancora questo lo scopo fondante della Lega sarei il primo a chiedere una rottura - ma una riforma federalista dello Stato. Riforma che francamente ci può stare, se fatta bene e con la doverosa attenzione verso la salvaguardia dell'unità della nazione. Da conservatore nazionale non posso che prediligere l'ottica di coesione espressa da un partito omogeneo ed esteso su tutto il territorio come il PDL; ma dopo anni di alleanza ormai ben salda non vedo più in Bossi un "nemico" da combattere e dal quale distinguersi in ogni occasione. Ecco, forse sono influenzato dal mio essere "settentrionale", probabilmente non comprendo appieno le preoccupazione dei conservatori che vivono nel meridione. E tuttavia, credo sia giusto offrire un'opportunità alla soluzione federalista, con contrappesi adeguati (in questo senso, non abbraccio per intiero le politiche leghiste, che vanno rimodulate ed equilibrate: sono e resto un uomo di centrodestra, da sempre affezionato al Tricolore, ai simboli dell'unità come le Forze Armate, etc.). Ma no, non vedo nella Lega un così grande pericolo, nemmeno per le regioni del Sud. Forse mi sbaglio, per carità, ma le urne hanno premiato (più volte!) questa soluzione. E' legittimo pertanto scoprire le carte ed andare avanti, Fini o non Fini. Qualcosa bisognerà pur fare, perchè lo status quo sta portando solo lentezza, arretratezza, disastri e sflaceli.
    E' davvero impossibile varare una riforma equilibrata? Non siamo capaci di trovare un accordo globale, in grado di soddisfare le esigenze federaliste in un'ottica unitaria?

  4. #4
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Caro Florian, è contraddittorio definire come "partito della Nazione" quello che si ponesse come obiettivo di combattere gli interessi del Nord: sarebbe non un partito della Nazione, ma un partito del Sud. Ora, io ho sempre sostenuto partiti "nazionali", poiché ritengo comunque necessario avere una responsabilità complessiva, quindi non posso essere accusato sic et simpliciter di anti-meridionalismo, ma quando sento parlare di contraltari nazionali o repubblicani mi vengono i brividi. Sono sicuro che la tua analisi sia sincera, ma a mio parere offri una spiegazione troppo nobile della strategia di Fini. Semplicemente, il federalismo rischia di mettere in crisi quel centralismo statale su cui tanta gente - non tutta, ma tanta - del Sud vive indebitamente. La strategia di Fini (ma non solo sua, penso sia anche quella di Lombardo e fors'anche di Casini) consiste esclusivamente nella difesa di una serie di privilegi, sfruttando l'ovvia considerazione che chi li ha è disposto a tutto pur di non rinunciarci. Può essere che l'azione di Berlusconi sia troppo appiattita sugli interessi del Nord (in effetti non lo credo, ma ammettiamolo pure), tuttavia mi pare che lo scenario che Fini prepara non vada nella direzione di rinsaldare l'unità della Nazione, ma piuttosto rischia di scavare un fossato ancora più grande tra Nord e Sud. Tutto a vantaggio di Bossi e della Lega.
    La mente del sapiente si dirige a destra
    e quella dello stolto a sinistra.
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Citazione Originariamente Scritto da krentak the Arising! Visualizza Messaggio
    Caro Florian, è contraddittorio definire come "partito della Nazione" quello che si ponesse come obiettivo di combattere gli interessi del Nord: sarebbe non un partito della Nazione, ma un partito del Sud. Ora, io ho sempre sostenuto partiti "nazionali", poiché ritengo comunque necessario avere una responsabilità complessiva, quindi non posso essere accusato sic et simpliciter di anti-meridionalismo, ma quando sento parlare di contraltari nazionali o repubblicani mi vengono i brividi. Sono sicuro che la tua analisi sia sincera, ma a mio parere offri una spiegazione troppo nobile della strategia di Fini. Semplicemente, il federalismo rischia di mettere in crisi quel centralismo statale su cui tanta gente - non tutta, ma tanta - del Sud vive indebitamente. La strategia di Fini (ma non solo sua, penso sia anche quella di Lombardo e fors'anche di Casini) consiste esclusivamente nella difesa di una serie di privilegi, sfruttando l'ovvia considerazione che chi li ha è disposto a tutto pur di non rinunciarci. Può essere che l'azione di Berlusconi sia troppo appiattita sugli interessi del Nord (in effetti non lo credo, ma ammettiamolo pure), tuttavia mi pare che lo scenario che Fini prepara non vada nella direzione di rinsaldare l'unità della Nazione, ma piuttosto rischia di scavare un fossato ancora più grande tra Nord e Sud. Tutto a vantaggio di Bossi e della Lega.
    Io credo effettivamente che questo governo sia un pò troppo appiattito sul Carroccio, ma non penso affatto che il rimedio sia frantumare il partito e creare nuovi gruppi autonomi. La soluzione è sbagliata, inopportuna, potenzialmente suicida per tutti.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Il paragone è molto interessante, anche se dobbiamo prendere le giuste misure. L'obiettivo dichiarato del Carroccio non è più la secessione - se fosse ancora questo lo scopo fondante della Lega sarei il primo a chiedere una rottura - ma una riforma federalista dello Stato. Riforma che francamente ci può stare, se fatta bene e con la doverosa attenzione verso la salvaguardia dell'unità della nazione.
    Il problema, caro Falco, non riguarda noi, ma tutti gli italiani. Ed è un fatto che al Sud c'è una diffusa percezione che il federalismo si risolva a vantaggio del Nord e contro gli interessi del meridione. Per questo molti meridionalisti non rifiutano il federalismo in sè, bensì questo federalismo trainato dalla Lega che viene visto come un'ulteriore tentativo dei settentrionali di perseguire i loro interessi. Prima centralisti con Garibaldi, poi localisti con Bossi, ma sempre - questa è la percezione di cui dicevo - in un'ottica antimeridionalista.

    Per questo non ha molto senso oggi in Italia parlare di destra e sinistra, conservatorismo e progressismo. Il fatto, documentato, che i comunisti del nord e del centro stiano infoltendo le legioni leghiste è la riprova che la nostra politica stia assumendo sempre più un carattere terrtoriale. E che all'ideologia si siano sostituiti gli interessi delle botteghe locali. Finis Italiae?
    Ultima modifica di Florian; 16-04-10 alle 10:00

  7. #7
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Citazione Originariamente Scritto da krentak the Arising! Visualizza Messaggio
    Caro Florian, è contraddittorio definire come "partito della Nazione" quello che si ponesse come obiettivo di combattere gli interessi del Nord: sarebbe non un partito della Nazione, ma un partito del Sud.
    Ma anche quello hamiltoniano oltre a (e forse prima di) essere il Partito dell'Unione era il Partito del Nord... Non a caso sullo stesso Lincoln gravò sempre l'accusa di voler favorire le industrie del nord e sui sudisti quella di essere dei ribelli separatisti.
    Ultima modifica di Florian; 16-04-10 alle 10:04

  8. #8
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    Predefinito Rif: Hamiltoniani e Jeffersoniani... di casa nostra

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Il problema, caro Falco, non riguarda noi, ma tutti gli italiani. Ed è un fatto che al Sud c'è una diffusa percezione che il federalismo si risolva a vantaggio del Nord e contro gli interessi del meridione. Per questo molti meridionalisti non rifiutano il federalismo in sè, bensì questo federalismo trainato dalla Lega che viene visto come un'ulteriore tentativo dei settentrionali di fare i loro interessi. Prima centralisti con Garibaldi, poi localisti con Bossi, ma sempre - questa è la percezione di cui dicevo - in un'ottica antimeridionalista.

    Per questo, dicevo, non ha molto senso oggi in Italia parlare di destra e sinistra, conservatorismo e progressismo. Il fatto, documentato, che i comunisti del nord e del centro stiano infoltendo le legioni leghiste è la riprova che la politica sta assumendo sempre più un carattere terrtoriale. E che all'ideologia si siano sostituiti gli interessi delle botteghe locali. Finis Italiae?
    E' un rischio che forse tendo a sottovalutare, lo ammetto. Ma l'alternativa? Che fare? Restare ancorati ad una Carta vecchia di sessant'anni? Mantenere lo status quo?
    Qui al nord la gente freme, girano commenti irriferibili. Fortunatamente sono stato educato al bene e all'interesse comune, ma credo di essere ormai una rarità. Attenzione che senza un cambiamento la corda si spezza.
    La riforma non deve assolutamente essere punitiva per il meridione, ma non può neppure mantenere intatti i centri di potere romani.
    Il federalismo deve accompagnarsi alla sussidiarietà, ad una politica coordinata a livello nazionale, ma al contempo deve realizzarsi, dare almeno prova di se' per vedere se ci sono dei benefici generali.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da krentak the Arising! Visualizza Messaggio
    a mio parere offri una spiegazione troppo nobile della strategia di Fini.
    No, affatto. Sono convinto che Fini agisca per mero calcolo. Se infatti fosse stato un vero patriota nazionale avrebbe supportato Fisichella coerente nel suo antifederalismo. E invece il nostro Fini ha fatto flip-flop: prima con Berlusconi-Bossi quando ha pensato potesse convenirgli, poi contro quando si è scoperto, suo malgrado, irrilevante per i destini del centrodestra.

    Più che Fini, di cui mi interessa poco, io cerco di comprendere come si muoverà il Sud, terra nella quale dopo tutto sono nato e nella quale ancora vivo.
    Ultima modifica di Florian; 16-04-10 alle 10:11

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    E' un rischio che forse tendo a sottovalutare, lo ammetto. Ma l'alternativa? Che fare? Restare ancorati ad una Carta vecchia di sessant'anni? Mantenere lo status quo?
    Qui al nord la gente freme, girano commenti irriferibili. Fortunatamente sono stato educato al bene e all'interesse comune, ma credo di essere ormai una rarità. Attenzione che senza un cambiamento la corda si spezza.
    La riforma non deve assolutamente essere punitiva per il meridione, ma non può neppure mantenere intatti i centri di potere romani.
    Il federalismo deve accompagnarsi alla sussidiarietà, ad una politica coordinata a livello nazionale, ma al contempo deve realizzarsi, dare almeno prova di se' per vedere se ci sono dei benefici generali.
    anche se nel forum parallelo dici che ci vedi troppo intransigenti Falco è prorio questo il discorso da tenere a chi come Florian teme questo strappo, strano che da un lato dici di frenare e poi dall'altro ti rendi perfettamente conto della posta in gioco e ragioni benissimo.
    Io sono convinto che il sud avrà una grande opportunità col federalismo e senza i fondi garantiti da Roma
    E' il momento di accettare la sfida di Fini e di andare muro contro muro
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 16-04-10 alle 10:12

 

 
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