Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Buon 25 Aprile

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Buon 25 Aprile

    IL 25 APRILE E' UNA DATA IMPORTANTE,

    SI CELBRA UNA RICORRENZA,

    UNA FESTA:


    LA FESTA DI SAN MARCO EVANGELISTA
    PATRONO DELLA CITTA' DI VENEZIA





    SAN MARCO EVANGELISTA. Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sè nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l'apostolo Paolo, che incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunità di Antiochia. Al ritorno, Barnaba portò con sè il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l'ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi». L'evangelista probabilmente morì nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un'altra come martire, ad Alessandria d'Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell'828 nella città della Venezia.

    da Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi




    ***

    L'altro 25 aprile:



    Oggi è il 25 APRILE, non sentirete altro che elogi di "eroici partigiani" e festeggiamenti della "gloriosa resistenza". Per noi oggi NON ESISTE ALTRA FESTA SE NON QUELLA DI SAN MARCO EVANGELISTA.



    Molti "resistenti" e "partigiani" lo divennero dopo il 25 aprile, a Regime caduto. I massacri e le violeze fatte dai rossi combattenti insanguinarono l'Italia per anni dopo la fine della guerra.

    Decine di migliaia i massacrati del Triangolo rosso. Più di cento i preti uccisi tra Reggio Modena e Bologna, in queste terre c'è chi non sa ancora dove riposano i propri cari scomparsi da decenni. In Istria si consumavano le Foibe, gli italiani venivano gettati vivi o morti nelle voragini del Carso. Migliaia le vittime. Dopo la guerra 350.000 italiani furono costretti ad abbandonare le terre di Istria e Dalmazia su cui viveno da tempo immemorabile.



    La violenza dei partigiani comunisti, nella nostra penisola, non guardò in faccia a nessuno: fascisti e antifascisti, cattolici e socialisti, liberali e monarchici.

    Il cammino della rivoluzione per certi criminali non può ammettere intralci.


    Tra i martiri cattolici della follia partigiana vi è un giovane seminarista ROLANDO RIVI, Beato della Chiesa Cattolica [ ROLANDO RIVI ].

    E' doveroso ricordare oggi i preti uccisi nelle sue stesse terre:



    Don Giuseppe Amateis - parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi di ascia dai partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei guerriglieri rossi.
    Don Gennaro Amato - parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell'ottobre 1943 dai capi della repubblica comunista di Paulonia.
    Don Ernesto Bandelli - parroco di Bria, ucciso dai partigiani slavi a Bria il 30 aprile 1945.
    Don Medardo Barbieri - parroco di Qualto. Ucciso nell'inverno 1944 nel bolognese.
    Don Vittorio Barel - economo del seminario di Vittorio Veneto, ucciso il 26 ottobre 1944 dai partigiani comunisti.
    Don Stanislao Barthus - della Congregazione di Cristo Re (Imperia), ucciso il 17 agosto 1944 dai partigiani perché in una predica aveva deplorato le "violenze indiscriminate dei partigiani".
    Don Duilio Bastreghi - parroco di Cigliano e Capannone Pienza, ucciso la notte del 3 luglio 1944 dai partigiani comunisti che lo avevano chiamato con un pretesto.
    Don Carlo Beghè - parroco di Novegigola (Apuania), sottoposto il 2 marzo 1945 a finta fucilazione che gli produsse una ferita mortale.
    Don Giuseppe Beotti - arciprete di Sidolo (Piacenza). Ucciso il 20 luglio 1944.
    Don Francesco Bonifacio - curato di Villa Gardossi (Trieste), catturato dai miliziani comunisti iugoslavi l'11 settembre 1946 e gettato in una foiba.
    Don Luigi Bordet - parroco di Hone (Aosta), ucciso il 5 marzo 1946 perché aveva messo in guardia i suoi parrocchiani dalle insidie comuniste.
    Don Sperindio Bolognesi - parroco di Nismozza (Reggio Emilia), ucciso dai partigiani comunisti il 25 ottobre 1944.
    Don Giuseppe Borea- parroco di Obolo (Piacenza). Ucciso il 9 febbraio 1945.
    Don Corrado Bortolini - parroco di S. Maria in Duno (Bologna), prelevato dai partigiani il 1° marzo 1945 e fatto sparire.
    Don Raffaele Bortolini - canonico della Pieve di Cento, ucciso dai partigiani la sera del 20 giugno 1945.
    Don Luigi Bovo - parroco di Bertipaglia (Padova), ucciso il 25 settembre 1944 da un partigiano comunista poi giustiziato.
    Don Umberto Bracchi. Congregaz. Preti della Missione di Piacenza. Ucciso il 19 luglio 1944.
    Don Miroslavo Bulleschi - parroco di Monpaderno (diocesi di Parenzo e Pola), ucciso il 23 agosto 1947 dai comunisti iugoslavi.
    Don Tullio Calcagno - Direttore di "Crociata Italica", fucilato dai partigiani comunisti a Milano il 29 aprile 1945.
    Padre Martino Capelli - missionario del Sacro Cuore. Ucciso il 1° ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Ferdinando Casagrande - parroco a Gugliata. Ucciso il 9 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Sebastiano Caviglia - cappellano della Gnr, ucciso il 27 aprile 1945 ad Asti.
    Don Crisostomo Ceraiolo - o.f.m., cappellano militare decorato al valor militare, prelevato il 19 maggio 1944 da partigiani comunisti nel convento di Montefollonico e trovato cadavere in una buca con le mani legate dietro la schiena.
    Don Elia Comini - salesiano. Ucciso il 1° ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Aldemiro Corsi - parroco di Grassano (Reggio Emilia), assassinato nella sua canonica, con la domestica Zeffirina Corbelli, da partigiani comunisti, la notte del 21 settembre 1944.
    Don Ferruccio Crecchi - parroco di Levigliani (Lucca), fucilato all'arrivo delle truppe di colore nella zona su false accuse dei comunisti del luogo.
    Don Antonio Curcio - cappellano dell'11° Btg. Bersaglieri, ucciso il 7 agosto 1941 a Dugaresa da comunisti croati.
    Don Sigismondo Damiani o.f.m. - ex cappellano militare, ucciso dai comunisti slavi a S. Genesio di Macerata l'11 marzo 1944.
    Don Teobaldo Dapporto - arciprete di Castel Ferrarese (Diocesi di Imola), ucciso da un comunista nel settembre 1945.
    Don Edmondo De Amicis - cappellano, pluridecorato della prima guerra mondiale, venne ucciso dai "gappisti" a Torino, sulla soglia della sua abitazione il 24 aprile 1945 e spirò dopo 48 ore di atroce agonia.
    Don Francesco Delnevo - parroco di Porcigatone (Piacenza). Ucciso il 20 luglio 1944.
    Don Aurelio Diaz - cappellano della Sezione Sanità della divisione "Ferrara", fucilato nelle carceri di Belgrado nel gennaio del '45 da partigiani "titini".
    Don Adolfo Dolfi - canonico della Cattedrale di Volterra, sottoposto il 28 maggio 1945 a torture che lo portarono alla morte l'8 ottobre successivo.
    Don Enrico Donati - arciprete di Lorenzatico (Bologna), massacrato il 23 maggio 1945 sulla strada di Zenerigolo.
    Don Giuseppe Donini - parroco di Castagneto (Modena). Trovato ucciso sulla soglia della sua casa la mattina del 20 aprile 1945.
    Don Giuseppe Dorfmann - fucilato nel bosco di Posina (Vicenza) il 27 aprile 1945.
    Don Vincenzo D'Ovidio - parroco di Poggio Umbricchio (Teramo), ucciso nel maggio '44 sotto accusa di filo-fascismo.
    Don Giovanni Errani - cappellano militare della G.N.R., decorato al valor militare, condannato a morte dal CNL di Forlì, salvato dagli americani e deceduto in seguito a causa delle sofferenze subite.
    Don Colombo Fasce - parroco di Cesino (Genova), ucciso nel maggio del '45 da partigiani comunisti.
    Don Giovanni Fausti - Superiore generale dei Gesuiti in Albania, fucilato il 5 marzo 1946 perché italiano. Con lui furono trucidati altri sacerdoti dei quali non si è mai potuto conoscere il nome.
    Don Fernando Ferrarotti - o.f.m. - cappellano militare reduce dalla Russia, ucciso nel giugno 1944 a Champorcher (Aosta) da partigiani comunisti.
    Don Gregorio Ferretti - parroco di Castelvecchio (Teramo), ucciso dai partigiani slavi ed italiani nel maggio 1944.
    Don Giovanni Ferruzzi - arciprete di Campanile (Imola), ucciso dai partigiani il 3 aprile 1945.
    Don Achille Filippi - parroco di Maiola (Bologna), ucciso la sera del 25 luglio 1945 perché accusato di filo-fascismo.
    Don Sante Fontana - parroco di Comano (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 16 gennaio 1945.
    Don Giovanni Fornasini - viceparroco di Sperticano. Ucciso il 13 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Mauro Fornasari - diacono. Ucciso il 5 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Giuseppe Gabana - della diocesi di Brescia, cappellano della VI legione della guardia di Finanza, ucciso il 3 marzo 1944 da un partigiano comunista.
    Don Giuseppe Galassi - arciprete di S. Lorenzo in Selva (Imola), ucciso il 1° maggio 1945 perché sospettato di filo-fascismo.
    Don Tiso Galletti - parroco di Spazzate Passatelli (Imola), ucciso il 9 maggio 1945 perché aveva criticato il comunismo.
    Don Domenico Gianni -cappellano militare in Jugoslavia, prelevato la sera del 21 aprile 1945 e soppresso dopo 3 giorni.
    Don Giovanni Guicciardi - parroco di Mocogno (Modena), ucciso il 10 giugno 1945 nella sua canonica dopo sevizie atroci da chi aveva compiuto nella zona una lunga serie di rapine e delitti.
    Don Virginio Icardi - parroco di Squaneto (Aqui), ucciso il 4 luglio 1944 a Preto da partigiani comunisti.
    Don Luigi Ilariucci - parroco di Garfagnolo (Reggio Emilia), ucciso il 19 agosto 1944 da partigiani comunisti.
    Don Giuseppe Jemmi - cappellano di Felina (Reggio Emilia), ucciso il 19 aprile 1945 perché aveva denunciato "gli eccessi inumani di quanti disonoravano il movimento partigiano".
    Don Antonio Lanzoni - parroco di Montecchio (Faenza). Fucilato nel marzo 1944.
    Don Ilario Lazzeroni - Fu ucciso il 25 luglio 1944 a Montegranelli (Bologna).
    Don Serafino Lavezzari - seminarista di Robbio (Piacenza), ucciso il 25 febbraio 1945 dai partigiani, insieme alla mamma e a due fratelli.
    Don Luigi Lenzini - parroco di Crocette di Pavullo (Modena), trucidato il 20 luglio 1945. Nobile, autentica figura di martire della fede. Prelevato nottetempo da un'orda di criminali, strappato dalla sua chiesa, torturato, seviziato, fu ucciso dopo lunghissime ore di indescrivibile agonia, quale raramente si trova nella storia di tutte le persecuzioni.
    Don Giuseppe Lodi - suddiacono. Ucciso il 29 settembre 1944 nel bolognese.
    Don Giuseppe Lorenzelli - priore di Corvarola di Bagnone (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 27 febbraio 1945, dopo essere stato obbligato a scavarsi la fossa.
    Don Luigi Manfredi - parroco di Budrio (Reggio Emilia), ucciso il 14 dicembre 1944 perché aveva deplorato gli eccessi partigiani.
    Don Ubaldo Marchioni - parroco di S. Martino di Caparra (Bologna). Ucciso il 29 settembre 1944.
    Don Dante Mattioli - parroco di Coruzzo (Reggio Emilia), prelevato dai partigiani rossi la notte dell'11 aprile 1945.
    Don Fernando Merli - mensionario della Cattedrale di Foligno, ucciso il 21 febbraio 1944 presso Assisi da iugoslavi istigati da comunisti italiani.
    Don Angelo Merlini - parroco di Fiamenga (Foligno), ucciso il 21 febbraio 1944 presso Foligno.
    Don Armando Messeri - cappellano delle suore della S. Famiglia in Marino, ucciso dai partigiani comunisti il 18 giugno 1944.
    Don Ildebrando Mezzetti - parroco di S. Martino in Pedriolo (Bologna). Ucciso il 20 settembre 1944.
    Don Elio Monari - assistente G. maschile. Ucciso dalla banda "Carità" nel modenese.
    Don Natale Monticelli - parroco di Monzone (Modena). Fucilato a Bologna.
    Don Giacomo Moro - cappellano militare in Jugoslavia, fucilato da comunisti titini a Micca di Montenegro.
    Don Adolfo Nannini - parroco di Cercina (Firenze), ucciso il 30 maggio 1944 da partigiani comunisti.
    Don Simone Nardin - dei benedettini olivetani, tenente cappellano dell'ospedale militare "Belvedere" in Abbazia di Fiume, prelevato dai partigiani iugoslavi nell'aprile 1945 e fatto morire tra orrende sevizie.
    Don Luigi Obid - economo di Podsabotino e San Mauro (Gorizia), ucciso il 15 gennaio 1945.
    Don Antonio Padoan - parroco di Castel Vittorio (Imperia), ucciso da partigiani l'8 maggio 1944 con un colpo di pistola al cuore e uno in bocca.
    Don Settimio Patuelli - parroco di Ostra (Imola). Ucciso il 25 settembre 1945.
    Don Attilio Pavese - parroco di Alpe di Gorreto (Tortona), ucciso il 6 dicembre 1944 da partigiani dei quali era cappellano perché confortava alcuni prigionieri tedeschi condannati a morte.
    Don Luigi Pelliconi - parroco di Poggiolo (Imola). Ucciso il 14 aprile 1945.
    Don Francesco Pellizzari - parroco di Tagliolo (Aqui), chiamato nella notte del 10 maggio 1945 e fatto sparire per sempre.
    Don Pombeo Perai - parroco dei Ss. Pietro e Paolo di Città della Pieve, ucciso per rappresaglia partigiana il 16 giugno 1944.
    Don Enrico Percivalle - parroco di Varriana (Tortona), prelevato dai partigiani e ucciso a colpi di pugnale il 14 febbraio 1944.
    Don Vittorio Perkan - parroco di Elsane (Fiume), ucciso il 9 maggio 1945 da partigiani mentre celebrava un funerale.
    Don Aladino Petri - pievano di Caprona (Pisa), ucciso il 2 giugno 1944 perché ritenuto filo-fascista.
    Don Nazzareno Pettinelli - parroco di S. Lucia di Ostra di Senigallia, fucilato per rappresaglia partigiana l'11 luglio 1944.
    Don Umberto Pessina - parroco di S. Martino di Carreggio, ucciso il 18 giugno 1946 da partigiani comunisti.
    Seminarista Giuseppe Pierami - studente di teologia della diocesi di Apuania, ucciso il 2 novembre 1944 sulla Linea Gotica da partigiani comunisti.
    Don Ladislao Pisacane - vicario di Circhina (Gorizia), ucciso da partigiani slavi il 5 febbraio 1945 con altre 12 persone.
    Don Antonio Pisk - curato di Canale d'Isonzo (Gorizia), prelevato da partigiani slavi il 28 ottobre 1944 e fatto sparire per sempre.
    Don Nicola Polidori - della diocesi di Nocera e Gualdo, fucilato il 9 giugno 1944 a sefro da partigiani comunisti.
    Don Giuseppe Preci - parroco di Montalto (Modena). Chiamato di notte col solito tranello, fu ucciso sul sagrato della chiesa il 24 maggio 1945.
    Don Giuseppe Rasori - parroco di S. Martino in Casola (Bologna), ucciso la notte del 2 luglio 1945 nella sua canonica, sotto accusa di filo-fascismo.
    Don Alfonso Reggiani - parroco di Amola di Piano (Bologna), ucciso da marxisti la sera del 5 dicembre 1945.
    Seminarista Rolando Rivi - di Piane di Monchio (Reggio Emilia), di 16 anni, ucciso il 10 aprile 1945 da partigiani comunisti solo perché indossava la veste talare.
    Don Pietro Rizzo - parroco di Jolanda di Savoia (Ferrara), fucilato il 28 marzo 1944.
    Don Giuseppe Rocco - parroco di Santa Maria, diocesi di S. Sepolcro, ucciso da slavi il 4 maggio 1945.
    Don Angelico Romiti o.f.m. - cappellano degli allievi ufficiali della Scuola di Fontanellato, decorato al valor militare, ucciso il 7 maggio 1945 da partigiani comunisti.
    Padre Mario Ruggeri - carmelitano. Ucciso l'8 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Leandro Sangiorgi - salesiano, cappellano militare decorato al valor militare, fucilato a Sordevolo Biellese il 30 aprile 1945.
    Don Alessandro Sanguanini - della congregazione della Missione, fucilato a Ranziano (Gorizia) il 12 ottobre 1944 da partigiani slavi.
    Don Lodovico Sluga - vicario di Circhina (Gorizia), ucciso insieme al confratello Don Pisacane il 5 febbraio 1944.
    Don Luigi Solaro - di Torino, ucciso il 4 aprile 1945 perché congiunto del federale di Torino Giuseppe Solaro anch'egli soppresso.
    Don Alessandro Sozzi - parroco di Strela (Piacenza). Ucciso il 19 luglio 1944.
    Don Emilio Spinelli - parroco di Campogialli (Arezzo), fucilato il 6 maggio 1944 dai partigiani sotto accusa di filo-fascismo.
    Don Eugenio Squizzato o.f.m. - cappellano partigiano ucciso dai suoi il 16 aprile 1944 fra Corio e Lanzo Torinese perché, impressionato dalle crudeltà che essi commettevano, voleva abbandonare la formazione.
    Chierico Italo Subacchi, delle missioni estere. Ucciso nel piacentino il 20 luglio 1944.
    Don Ernesto Talè - parroco di Castelluccio Formiche (Modena), ucciso insieme alla sorella l'11 dicembre 1944.
    Don Giuseppe Tarozzi - parroco di Riolo (Bologna), prelevato la notte del 26 maggio 1945 e fatto sparire. Il suo corpo fu bruciato in un forno di pane, in una casa colonica.
    Don Angelo Taticchio - parroco di Rovigno (Pola), ucciso dai partigiani iugoslavi nell'ottobre 1943 perché aiutava gli italiani.
    Don Carlo Terenziani - prevosto di Ventoso (Reggio Emilia), fucilato la sera del 29 aprile 1945 perché ex Cappellano della milizia.
    Don Alberto Terilli - arciprete di Esperia (Frosinone), morto in seguito a sevizie inflittegli dai marocchini, eccitati da partigiani, nel maggio 1944.
    Don Andrea Testa - parroco di Diano Borrello (Savona), ucciso il 16 luglio 1944 da una banda partigiana perché osteggiava il comunismo.
    Mons. Eugenio Corradino Torricella - della Diocesi di Bergamo, ucciso il 7 gennaio 1944 ad Agen (Francia) da partigiani comunisti per i suoi sentimenti d'italianità.
    Don Rodolfo Trcek - diacono della diocesi di Gorizia, ucciso il 1° settembre 1944 a Montenero d'Idria da partigiani comunisti.
    Don Mario Turci - parroco a Madonna dell'Albero (Ravenna). Strangolato nel settembre 1944.
    Don Francesco Venturelli - parroco di Fossoli (Modena), ucciso il 15 gennaio 1946 perché inviso ai partigiani.
    Don Gildo Vian - parroco di Bastia (Perugia), ucciso dai partigiani comunisti il 14 luglio 1944.
    Don Giuseppe Violi - parroco di S. Lucia di Madesano (Parma), ucciso il 31 novembre 1945 da partigiani comunisti.
    Don Antonio Zoli - parroco di Morra del Villar (Cuneo), ucciso da partigiani comunisti perché, durante la predica del Corpus Domini del 1944, aveva deplorato l'odio tra fratelli come una maledizione di Dio.

    Terra e Tradizione - 25 aprile, festa di San Marco Evangelista


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 25-04-10 alle 14:27

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile

    Ecco perché il 25 aprile nelle Venetie è solo la festa di San Marco Evangelista

    di Loris Palmerini
    L’Opinione


    La “resistenza” contro il nazifascismo ci fu, ma non nelle Venetie

    Al nord del Po e specialmente nelle Venetie la storia della resistenza fu totalmente diversa da quella del sud, anzi, è un falso storico parlare di resistenza.

    Nel 1944 Palmiro Togliatti (comunista), al tempo ministro della giustizia italiana, FINANZIAVA TITO per l’annessione di Istria e Dalmatia, e CI SONO LE RICEVUTE.

    Questo era conforme al progetto già stabilito dal Congresso comunista del 1933, di sottomettere la Venezia Giulia ( Istria e Dalmatia) e il Veneto alla dittatura comunista e a Tito, naturalmente mascherando la faccenda con il “diritto di autodeterminazione” di quelle terre.

    Come dimostrato dallo storico Marco Pirina, Togliatti e Tito pranzavano assieme in via Veneto a Roma, insieme ad altri che oggi vengono definiti “Padri della Patria” , e Tito riceveva l’equivalente di diversi milioni di Euro odierni al mese per realizzare il progetto.

    Quando nel 1945 Tito arrivò a Trieste, Togliatti ordinò ai Partigiani di mettersi al suo servizio, e così fu, ma furono mandati a spasso per la Slovenia fintanto che i Titini facevano l’epurazione di migliaia di persone gettate nelle foibe intorno a Trieste.

    Il progetto fu quello di annettere tutte le Venetie fino al Garda con la motivazione che quei territori erano “legittimamente Sloveni” ed si disse che i veneti erano sloveni e dovevano avere una repubblica comunista confederata.

    Per stabilire il confine orientale della nuova repubblica Italiana il governo italiano dette DELEGA IN BIANCO al Comandante della Brigata partigiana Garibaldi, certo Toffanin detto “Vanni”, morto solo nel 2007, noto comunista che come tutta la sua Brigata voleva realizzare non già la liberazione ma la dittatura comunista tanto da aver ucciso i comunisti moderati.

    Insomma, il governo Italiano tentò, con la collaborazione attiva dei Comunisti Jugoslavi, non di liberare le Venetie, ma di SOTTOPORLA ALLA DITTATURA COMUNISTA DI TITO, cioè ad un altro Totalitarismo ed ad un altro stato.

    Tutto questo è DIMOSTRATO dai documenti usciti dagli archivi dei paese dell’est e a RITROVATI ANCHE A ROMA.

    Il progetto in questi termini fallì perché gli americani (che si dice arrivarono a Trieste prima di Tito) a cui il governo del 8 settembre voltò le spalle, arretrarono al di là del Po e cominciarono una massiccia opera di bombardamento aereo squarciando Padova, Treviso e altre città, radendo al suolo Latisana ecc, proprio per impedire questo progetto.

    Perfino la ritirata (in rotta) dei tedeschi non racconta una storia di liberazione, perché ci furono solo alcuni episodi di ritorsione NaziFascista provocata dagli sporadici attentati dei partigiani che non avevano nemmeno una utilità militare (i tedeschi erano in rotta ) ma ebbero purtroppo gravi conseguenze sulle popolazioni

    Tutto questo è DIMOSTRATO dai documenti raccolti da vari storici della resistenza nel veneto e negli ex Paesi dell’Est..

    Resa impossibile la creazione della Repubblica Socialista del Nord Italia, comunque il Governo Italiano operò per l’annessione e riuscì a non far votare al Referendum monarchia/repubblica del 1946 gli Istriani, i Dalmati, gli italiani delle Isole, e ci riuscì, ma impedendo il voto anche a Udine, Pordenone, Belluno, Bolzano e centinaia di migliaia di altri cittadini avente diritto. Quindi si può dire che in maggioranza IL POPOLO VENETO non ha nemmeno votato per il referendum, rendendolo nullo.

    Nella notte dello spoglio dei voti dopo un lungo silenzio nell’afflusso dei dati d’ improvviso comparvero 2 milioni di voti per la repubblica, e tutta via lo scarto con la quale la repubblica “vinse” non è sufficiente a cancellare il fatto che a quasi 3 milioni di persone (quasi tutti veneti) a cui fu IMPEDITO DI VOTARE, nullificando il risultato

    Non stupisce dunque che Napolitano, Fini e Berlusconi quest’anno ribadiscano all’unisono la favola della resistenza, perché la realtà è ben diversa e massacra e sbugiarda la storia della resistenza.

    Per quanto riguarda le Venetie, si può parlare non di resistenza ma solo di un colpo di Stato fallito, operato dai comunisti con la complicità di repubblicani, liberali e cattolici popolari come De Gasperi e del Governo Italiano.

    Ma sono il primo a dire che la resistenza ci fu nel centro italia, ed è una storia italiana, ma non può essere un valore condiviso della storia veneta.

    Anche in questo aspetto la storia delle Venetie è ben diversa dal resto d’Italia e non ha nulla a che spartire.

    E d’altra parte, poiché nel 1866 i risultati del plebiscito per l’unità all’italia furono pubblicati sulla gazzetta ufficiale ben 3 giorni prima dello svolgimento dello stesso. Che cosa volete che faccia un occupante abusivo di una terra sovrana se non cercare di coprire le conseguenze di quel colpo di Stato con una storia inventata, che così si cancella anche un secondo fallito colpo di Stato e la millenaria storia del popolo originario?

    Per i veneti da 15 secoli il 25 aprile è San Marco, e sarà sempre di più così anche se coperta dallo Stato e dalla Regione Veneto che si impegnano a cancellarla e a sostituirla con una ricorrenza fasulla come quella della resistenza.

    Il 25 aprile non è e non sarà mai una data condivisa, perché è un falso.

    http://www.palmerini.net/blog/?p=359


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 25-04-10 alle 15:04

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile



    carlomartello

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile



    Il 25 Aprile esponiamo con orgoglio la nostra bandiera Veneta

    Associazione Culturale Bepin Segato

    Ci sono simboli, date, ricorrenze che non passano e non passeranno. Una di queste è sicuramente il 25 Aprile, ricorrenza di San Marco patrono delle Genti Venete. E' una ricorrenza religiosa che la Serenissima Repubblica ha reso anche e soprattutto civile rivendicandone simbologia e valenze nella sua stessa bandiera. Da secoli, in effetti, esprime il massimo momento di unità del Popolo Veneto.

    Europa Veneta HOME

    Il 25 Aprile esponiamo il gonfalone di san Marco | L'altra Campana


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 25-04-10 alle 15:13

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    03 Jun 2006
    Località
    Quel Posto Davanti al Mare
    Messaggi
    32,721
     Likes dati
    8,551
     Like avuti
    7,142
    Mentioned
    56 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile

    Sempre Viva San Marco!
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Milano
    Messaggi
    29,844
     Likes dati
    36,126
     Like avuti
    8,554
    Mentioned
    2163 Post(s)
    Tagged
    69 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile

    Juv, oramai è un'impresa beccarti....

    Un saluto
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  7. #7
    Fieramente Leghista
    Data Registrazione
    06 Apr 2009
    Località
    Verona - Padania, la città di Flavio Tosi, la città antigiacobina della Pasque Veronesi
    Messaggi
    2,668
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile

    Il 25 aprile c'è una sola festa possibile e null'altro: quella di San Marco e della Serenissima Repubblica Veneta.
    Tutto il resto, tutta la paccottiglia che i media propongono, è esaltazione ignobile e abominevole di criminali e farabutti.

  8. #8
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Buon 25 Aprile




    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

Discussioni Simili

  1. buon 25 aprile
    Di Malaparte nel forum Lista Bonino
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 01-05-11, 20:28
  2. buon 25 aprile
    Di lucrezio nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 26-04-11, 18:17
  3. Buon 25 Aprile e speriamo Buon 27-28
    Di marcolx nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 28-04-08, 14:09
  4. Buon 25 aprile !
    Di Manfr nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 25-04-08, 21:37

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito