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Discussione: Travaglio visto da Sud

  1. #1
    Gaeta resiste ancora!
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    Predefinito Travaglio visto da Sud

    Marco Travaglio

    di Nicola Zitara


    Siderno, 14 Maggio 2008


    (se vuoi, puoi scaricare l'articolo in formato RTF o PDF)


    Tra il sottoscritto e Marco Travaglio ci sono incolmabili differenze. In primo luogo politiche. Lui propugna la legalità dello Stato e della vita sociale, è un discepolo di Enzo Biagi. Quel che conta per me è la liberazione del popolo meridionale dall'odioso, parassitario, colonialista capitalismo padano. C'è poi la differenza di statura professionale. La sua attività è diretta a milioni di telespettatori, la mia, se tutto va bene, raggiunge sì e no qualche centinaio di lettori. C'è però nelle persone, al di là del loro ruolo sociale, come una bilancia interna che ti permette di pesare te stesso in relazione ai tuoi simili, e i tuoi simili in rapporto a te.
    Da giornalista so che Marco Travaglio è un vero giornalista. Ma si dice: è partigiano, i suoi articoli e interventi televisivi tendono a demonizzare chi sta dall'opposta parte politica. Le sue, sono accuse, non spiegazioni.
    Nessun giornalista è stato mai Salomone, nessuno è - o vuole essere - l'ago di una bilancia fermo sulla perpendicolare con lo Zenit. Un giornalista è spesso un combattente. I migliori giornalisti combattono una battaglia. Il fatto che Travaglio ci abbia ricordato che il presidente del senato va a spasso con i mafiosi non mi fa né caldo né freddo. Qui, al Sud, chi mai non ha un conoscente fra i mafiosi? D'altra parte, pure a Milano! No, non è questo che conta per me. Conta che Travaglio ha colto nel segno per una cosa diversa: ha additato ai telespettatori come immeritevole di rispetto e come assolutamente non credibile un personaggio fra i più non credibili politici del Sud, che vengono foraggiati dallo Stato italiano per tradire le popolazioni meridionali. A livello di sistema cosiddetto nazionale, l'unica volta che un meridionale pesa quanto un toscopadano è quando vota. Vota per portare zavorra, una sentina di maleodoranti liquami, in parlamento. Vendere onorevoli consensi all'Italia una e indivisibile è il mestiere più lucroso che esista nel Meridione.

    Non eravamo molto propensi a pubblicare questo articolo. Abbiamo avuto un colloquio telefonico con Nicola Zitara, non per quello che egli scrive ma per il personaggio Travaglio che a noi non piace.
    I vari Travaglio e Santoro con le loro manfrine giustizialiste, che ci propinano da anni, ci tengono in una sorta di minorità intellettuale e ci impediscono di capire qual è la strada del riscatto. Non ci aiuteranno certo loro a liberarci dalle mafie, abbiamo visto cosa si è fatto in 150 anni, non si è fatto altro che alimentarle per farne dei guardiani del territorio.
    Si accendono e si spengono i riflettori a seconda delle necessità mediatiche o politiche di turno, poi tutto torna nel dimenticatoio. Magari fino al prossimo morto ammazzato.
    Webm@ster - 15 Maggio 2008


    http://www.eleaml.org/nicola/persona...travaglio.html

  2. #2
    duosiciliano
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    Marco Travaglio

    di Nicola Zitara


    Siderno, 14 Maggio 2008


    (se vuoi, puoi scaricare l'articolo in formato RTF o PDF)


    Tra il sottoscritto e Marco Travaglio ci sono incolmabili differenze. In primo luogo politiche. Lui propugna la legalità dello Stato e della vita sociale, è un discepolo di Enzo Biagi. Quel che conta per me è la liberazione del popolo meridionale dall'odioso, parassitario, colonialista capitalismo padano. C'è poi la differenza di statura professionale. La sua attività è diretta a milioni di telespettatori, la mia, se tutto va bene, raggiunge sì e no qualche centinaio di lettori. C'è però nelle persone, al di là del loro ruolo sociale, come una bilancia interna che ti permette di pesare te stesso in relazione ai tuoi simili, e i tuoi simili in rapporto a te.
    Da giornalista so che Marco Travaglio è un vero giornalista. Ma si dice: è partigiano, i suoi articoli e interventi televisivi tendono a demonizzare chi sta dall'opposta parte politica. Le sue, sono accuse, non spiegazioni.
    Nessun giornalista è stato mai Salomone, nessuno è - o vuole essere - l'ago di una bilancia fermo sulla perpendicolare con lo Zenit. Un giornalista è spesso un combattente. I migliori giornalisti combattono una battaglia. Il fatto che Travaglio ci abbia ricordato che il presidente del senato va a spasso con i mafiosi non mi fa né caldo né freddo. Qui, al Sud, chi mai non ha un conoscente fra i mafiosi? D'altra parte, pure a Milano! No, non è questo che conta per me. Conta che Travaglio ha colto nel segno per una cosa diversa: ha additato ai telespettatori come immeritevole di rispetto e come assolutamente non credibile un personaggio fra i più non credibili politici del Sud, che vengono foraggiati dallo Stato italiano per tradire le popolazioni meridionali. A livello di sistema cosiddetto nazionale, l'unica volta che un meridionale pesa quanto un toscopadano è quando vota. Vota per portare zavorra, una sentina di maleodoranti liquami, in parlamento. Vendere onorevoli consensi all'Italia una e indivisibile è il mestiere più lucroso che esista nel Meridione.

    Non eravamo molto propensi a pubblicare questo articolo. Abbiamo avuto un colloquio telefonico con Nicola Zitara, non per quello che egli scrive ma per il personaggio Travaglio che a noi non piace.
    I vari Travaglio e Santoro con le loro manfrine giustizialiste, che ci propinano da anni, ci tengono in una sorta di minorità intellettuale e ci impediscono di capire qual è la strada del riscatto. Non ci aiuteranno certo loro a liberarci dalle mafie, abbiamo visto cosa si è fatto in 150 anni, non si è fatto altro che alimentarle per farne dei guardiani del territorio.
    Si accendono e si spengono i riflettori a seconda delle necessità mediatiche o politiche di turno, poi tutto torna nel dimenticatoio. Magari fino al prossimo morto ammazzato.
    Webm@ster - 15 Maggio 2008


    http://www.eleaml.org/nicola/persona...travaglio.html
    penso che se uno come Nicola Zitara potrebbe parlare in televisone per due o tre ore, cambierebbero molte cose per il nostro sud.

 

 

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