Sembra che Fini si sia preso due giorni di tempo, Berlusconi sono mesi che dice di
non avere tempo da perdere. Ovviamente con Fini. :sofico: Da ieri pomeriggio per il premier il vaso è traboccato. Meglio semmai impegnarsi nella ricerca di truppe di rincalzo, magari nell'Udc, per bilanciare l'eventuale fuoriuscita dei finiani dalla maggioranza. È uno scenario verosimile? Forse no, ma il Cavaliere è convinto che non sarebbe un dramma: «Se andasse via — ha confidato —
al massimo lo seguirebbero sette-otto persone e sarebbe la fine di un incubo». :giagia:
Ieri pomeriggio Berlusconi si è sentito anche sollevato. Al termine dell'incontro con il presidente della Camera si è concesso una passeggiata per le vie del centro della capitale, risposta plastica ad un pranzo tempestoso. Ha scherzato con gli amici dicendo di sentirsi più leggero: non più legato al dovere di mediare continuamente sulle richieste del cofondatore del Pdl, che alla sua sensibilità sono sempre apparse
questioni di lana caprina, inutile perdita di tempo. 
repapelle:
Di che si tratti è chiaro alla cerchia dei più stretti collaboratori di Berlusconi: Maurizio Gasparri non va più bene, a Fini, come capogruppo del Pdl al Senato? Non è un problema del Cavaliere. Ignazio La Russa dà ombra al presidente della Camera? Anche in questo caso il premier considera la questione minimale, comunque tutta interna alla matrice stessa della famiglia finiana. Alcuni coordinatori regionali andrebbero sostituiti? Alcuni indirizzi del governo modificati? Esistono un partito ed organi che discutono, si riuniscono e poi decidono. C'è un'assenza di democrazia interna? Non è una questione che si può risolvere a tavolino davanti a una sogliola. In sintesi, con le parole ufficiose di Palazzo Chigi:
«I problemi li ha posti Fini, per noi non esistono, non sono mai esistiti, non dobbiamo dare alcuna risposta». 
hefico:
Esiste invece, agli occhi del Cavaliere, una sostanziale questione di tempi. Fini, dice, i tempi li ha sbagliati tutti. Lui è appena rientrato dagli Stati Uniti, dal vertice sulla sicurezza nucleare voluto da Obama, sarà domenica ai funerali del presidente polacco, andrà alla fiera di Hannover lunedì prossimo, ha spedito ieri una lettera ai vertici della Ue scritta insieme a Sarkozy. Ultimo, ma non ultimo: ha appena vinto le elezioni. Se il vaso è colmo, agli occhi del presidente del Consiglio, è anche per l'accelerazione di un confronto mirato allo scontro su un'agenda ritenuta marginale, quasi pretestuosa ed in ogni caso tutta interna all'assetto della maggioranza, che i primi a non capire sono proprio gli elettori del Pdl.
Persino a Palazzo Chigi, fra coloro che di solito sono prudenti, si registra scarso ottimismo. Non ci sarebbero più margini per una ricomposizione. Altre volte, troppe volte, la polvere è andata a finire sotto il tappeto, per riaffiorare al pranzo successivo. Nei mesi scorsi Berlusconi ha immaginato più volte un Popolo della Libertà senza Fini, ne ha parlato in privato, sceneggiando un futuro in cui persino il ritorno al voto non era escluso, mentre il partito cambiava nome, per conservare gli elettori, al netto dell' alleato. Ieri aggiungeva una speranza più immediata:
non averlo più come presidente della Camera. 
iaociao:
Se glielo abbia detto in faccia o meno, in fondo, cambia poco. All'ora di cena, a casa sua, con i coordinatori del partito convocati in gran fretta, insieme all'impulsiva minaccia di un ritorno al voto riassumeva così: «È stato lui a promettermi di fare un passo indietro il giorno in cui fosse tornato a fare politica piena, spero proprio che adesso, se andrà avanti, onori quella promessa». Infine una postilla: «Ovviamente chi fa o promuove un gruppo parlamentare diverso dal Pdl si pone fuori dal partito».
È già scattata la conta sui numeri e il Cavaliere resta convinto di aver fatto bene i suoi conti.

ostridicolo:
Lo sfogo del Cavaliere: se va via finisce l’incubo e lo seguono in 7 o 8 - Corriere della Sera