OMNIA SUNT COMMUNIANon vedo sollevazioni di piazza, campagne mediatiche sulla sicurezza, forse a noi di "pura razza italica" è permesso tutto?
CRONACA
Caltanissetta, fermati il fidanzato 17enne di Lorena e due giovanissimi complici
Strongolata perché ha ammesso di aspettare un bambino da uno dei suoi aguzzini
Niscemi, confessano 3 minorenni
'Era incinta. Abbiamo perso la testa'
In corteo i compagni di scuola della ragazza: "Fuori i mostri di Niscemi"
NISCEMI (Caltanissetta) - "Abbiamo perduto la testa. L'abbiamo perduta quando ci ha detto: sono incinta di uno di voi". Il fidanzato di Lorena e i suoi due compagni hanno confessato. Prima qualche ammissione, tante contraddizioni, poi la verità. A soffocare, bruciare e gettare nel pozzo legata ad un masso Lorena Cultraro, 14 anni di Niscemi in provincia di Caltanissetta, sono stati tre minorenni, 17, 16 e 15 anni. La ricostruzione e alcune impronte del gruppo trovate nel luogo del delitto li hanno messi all'angolo.
Lorena che accetta di uscire ancora una volta in compagnia dei tre. Quello è un posto conosciuto molto bene da uno degli indagati, perchè il nonno possiede un appezzamento di terreno proprio accanto al casolare in cui Lorena è stata assassinata. In scooter arrivano fino alla stradella di Vallo Giummarra e fino al casolare degli orrori, con l'obiettivo di spassarsela. Era accaduto in altre occasioni, in una sorta di gioco assurdo e crudele: non era la prima volta che il fidanzato la "cedeva" agli altri due compagni.
"Consenziente" ripetono i tre ai carabinieri sapendo che la povera Lorena non potrà contraddirli. Questa volta però Lorena ha fatto la terribile ammissione: "Sono incinta di uno di voi". Poi la frase che ha fatto scattare la molla omicida: "Lo dirò che è stato uno di voi".
Perdono la testa i tre ragazzi e pensano che devono metterla a tacere. L'aggrediscono, le strappano i vestiti, anche il reggiseno trovato bruciacchiato nel casolare. Poi usano una corda per strangolarla. Ma non bastava: per cancellare le prove pensano che sia meglio bruciarla e, legato al cadavere un masso, la lasciano cadere nel pozzo davanti al casolare, credendo di averla fatta sparire per sempre. Pensano questo mentre prendono la strada per il paese tornando alla vita di sempre.
"Era una ragazza allegra e tranquilla", ricorda il padre Giuseppe, 36 anni, imbianchino e vigile del fuoco volontario. "Lorena sembrava non avere problemi ma, sono certo, non era incinta".
Erano stati i genitori a denunciare la scomparsa della figlia il 30 aprile scorso. Credevano fosse la classica "fuitina", la fuga d'amore. Era stato rintracciato anche il fidanzato di Lorena ma durante i primi interrogatori aveva giurato di non sapere nulla della sua scomparsa.
Stamane, i compagni dell'istituto commericale frequentato dalla ragazza e i loro professori sono scesi in strada, per un corteo spontaneo, un modo semplice e sincero per mostrare solidarietà ai genitori di Lorena e lo sconcerto che è piombato sul paese dopo il ritrovamento del cadavere della loro amica. Lo slogan gridato dai giovani è: "Fuori i mostri di Niscemi". Sugli striscioni hanno scritto: "Giustizia" e "Lorena, hai pagato con la vita per la tua ingenuità".
www.repubblica.it (14 maggio 2008)
ARDITI NON GENDARMI




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Fuori tutti i minorenni di Niscemi da Niscemi!
