
Originariamente Scritto da
Mantide
Immigrati e accuse spagnole: muro bipartisan, Farnesina sopisce
Roma, 16 maggio (Velino) - Contro la bordata sparata in direzione dell’Italia - attraverso la vicepremier spagnola Maria Teresa Fernandez de la Vega - dall’esecutivo di José Luis Rodriguez Zapatero si erge un muro bipartisan. Alla de la Vega, che fa sapere di “respingere la violenza, il razzismo e la xenofobia” e, pertanto, sottolinea di “non poter condividere ciò che sta succedendo in Italia”,
rispondono esponenti sia del centrodestra (compresi i sottosegretari agli Esteri Alfredo Mantica e Stefania Craxi) sia del centrosinistra. Mentre dall’entourage del titolare della Farnesina, Franco Frattini, a Lima per il vertice (cui partecipa anche Zapatero) Ue-America Latina, filtrano considerazioni improntate alla diplomazia. Dai contatti fra l’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano e il segretario di Stato spagnolo agli Affari esteri europei, Diego Lopez Garrido, è emerso
“innanzitutto che il vicepremier spagnolo intendeva esprimere la condanna per gli atti di violenza che si sono verificati in Italia nei giorni scorsi: una condanna che accomuna il governo spagnolo e quello italiano”. In una conferenza stampa, la de la Vega ha tra l’altro osservato che Madrid “non condivide la politica delle espulsioni adottata dall’Italia, perché non rispetta né la legge né i diritti degli immigranti”, mentre la Spagna considera l’immigrazione “un fenomeno necessario e buono, sempre se viene gestito in maniera legale e ordinata”.
Un affondo che sembra far riferimento - sebbene le considerazioni fatte filtrare dalla Farnesina indichino un’altra via interpretativa - all’annuncio delle misure contenute nel “pacchetto sicurezza” proposto dal ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni. A Radio Popolare, Mantica dice:
“Non vorrei fare polemica ricordando che la Spagna è molto più rigida dell’Italia in materia di contrasto all’immigrazione. Ricordo due fatti i guardiacoste spagnoli non superano le acque territoriali per aiutare le barche che tentano di raggiungere le coste delle Canarie dalla Mauritania”. Non solo:
“Mi risulta - prosegue il rappresentante della Farnesina -
che a Ceuta e Melilla gli spagnoli abbiano realizzato una rete alta cinque metri per impedire l’ingresso in Spagna da parte degli immigrati clandestini. Quindi mi pare che il contrasto spagnolo all’immigrazione sarebbe da prendere a modello, per quanto ci riguarda”. Secondo la Craxi,
“era inevitabile che le anime belle d’Europa e di Spagna prendessero a pretesto i primi provvedimenti in materia di immigrazione e sicurezza del governo italiano per scagliare il loro j’accuse sul nuovo esecutivo”. Ma - prosegue il sottosegretario agli Esteri - “se si documentassero maggiormente sui fatti, capirebbero che i provvedimenti del governo italiano sono diretti a sedare l’esplosione di sentimenti xenofobi alimentati dalla politica irresponsabile del precedente governo. È il lassismo che genera la xenofobia, non certo - conclude la Craxi - l’obbligo di rispettare la legge”.
Duro anche il portavoce del Pri, Riccardo Bruno: “Che la Spagna di Zapatero possa dare lezioni all’Italia sull’integrazione appare perlomeno paradossale.
Noi non abbiamo la Guardia Civil che spara contro gli immigrati come accadde nel 2005 a Ceuta. Farebbero meglio a occuparsi di come sconfiggere l’Eta”.
Dalle file del centrosinistra, la reazione più forte è quella di Gianni Vernetti, esponente del Partito democratico nonché ex sottosegretario agli Esteri. Vernetti insorge contro “un’ingerenza inappropriata” che “va rigettata”. Le parole della de la Vega sono per il parlamentare del Pd “sovra tono:
non c’è nessuna iniziativa razzista in atto in Italia, bensì un’azione di contrasto alla criminalità nel pieno rispetto dello Stato di diritto”. Il monito che viene dalla Spagna resta inaccettabile - continua l’ex sottosegretario agli Esteri - anche se riferito al pacchetto sicurezza in preparazione: “Il pacchetto di sicurezza messo a punto dal governo Prodi - e arenatosi per le resistenze della sinistra massimalista - avrebbe probabilmente ricevuto lo stesso giudizio”, afferma Vernetti.
“Non credo - aggiunge - che il pacchetto del centrodestra sarà molto differente dal nostro.
La sortita spagnola -
conclude l’esponente del Pd -
mi sembra più intrisa di antiberlusconismo che di attenzione al merito dei fatti. Pertanto va rigettata”. Di “inaccettabile ingerenza sull’immigrazione” parla anche il capogruppo dell’Italia dei valori, Massimo Donadi. Convinto però che “anche le sparate di Bossi e La Russa non aiutano”. Insomma, l’attacco partito da Madrid ha immediatamente creato sconcerto. Innanzitutto perché anche la Spagna sembra aver virato verso una politica sull’immigrazione meno “morbida”, tanto è vero che Alfredo Pérez Rubalcaba, il ministro dell’Interno, l’8 maggio ha detto in modo chiaro: “Se non siamo severi con l’immigrazione illegale nessuno potrà fermarla”. D’altra parte, da parte del Viminale (il cui sforzo è appoggiato anche da sindaci di centrosinistra) è stata sottolineata l’intenzione di procedere con “fermezza”, ma rispettando le regole delle politiche sull’immigrazione.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?...news_id_548140