Sbarramento non troppo alto per le elezioni europee, fine del bicameralismo, maggiori poteri al premier e stop ai senatori a vita. Il capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, spiega ad Affaritaliani.it il progetto di riforme istituzionali della maggioranza.
"Sulla legge elettorale delle Europee penso che sia giusto elevare la soglia di sbarramento, poi che sia 2, 3 o 5% lo si vedrà in Parlamento. Bisogna evitare il frazionamento attuale della rappresentanza, che a volte consente di avere un seggio anche a chi prende lo 0,5%. Però è una questione da affrontare presto, perché le Europee sono nel 2009. Questa volta non bisogna fallire ed entro l'autunno si deve risolvere la questione".
Gasparri individua due problemi: "Uno è lo sbarramento sul quale non ho pregiudiziali: deve evitare il frazionamento ma non impedire la rappresentanza, nelle elezioni europee deve esserci sempre una forte componente proporzionale e quindi la soglia deve essere ragionevole e non troppo alta, non può certo essere del 10%. Il secondo punto sono i collegi troppo estesi. Quello del Sud, ad esempio, dove ho fatto campagna elettorale, inizia a Teremo e finisce a Reggio Calabria. In questo modo è impossibile fare campagna elettorale, poi ci sono gli specialisti e ne discuteranno in commissione Affari Costituzionali. Ma l'istrutturia va avviata appena possibile".
Che tipo di federalismo avete in mente? "Abbiamo fatto una riforma nel 2006 che poi non ebbe il via libera del referendum popolare. Partiremo da quel testo e immagino che la sinistra inizierà dalle proposte di Violante. Poi vedremo. Bisogna certamente differenziare il ruolo delle due assemblee parlamentari e ridurre il numero dei deputati. Prenderemo il testo preciso del 2006 e partiremo da quello, poi si cercherà una mediazione".
Quanti parlamentari? "Mi rifaccio ai numeri indicati nel testo di due anni fa, 500. Non sono così presuntuoso da indicare una cifra. E' importante la riduzione, dove si fermerà lo vedremo. Deve essere significativa ma non tale da impoverire la rappresentanza, perché con la demagogia imperante si può arrivare a dire anche zero. Come chi sostiene che i parlamentari non possono fare più di due o tre legislature. E l'esperienza dove la mettiamo? Allora li sorteggiamo?".
Quanto ai senatori a vita, la posizione dell'esponente del Pdl è chiara: "Non ne nominerei più, lascerei quelli che ci sono. Farei in modo che gli ex presidenti della Repubblica, una volta cessato il loro incarico, mantengano una presenza ma senza diritto di voto. Sono una riserva di esperienza e saggezza. Non mi ha entusiasmato l'intervento in Aula di Ciampi, ma non ci ha creato problemi perché questa volta i numeri sono forti. Quella dei senatori a vita è una figura che aveva senso un tempo ora non più, con tutto il rispetto di quelli che ci sono e che sono stati nominati ai sensi della Costituzione vigente. Attualmente comunque non sono sovraccaricati di un ruolo improprio che avevano nella passata legislatura, quando da loro dipendeva la vita o la morte del governo".
Maggiori poteri al presidente del Consiglio? "Personalmente la mia posizione è presidenzialista, elezione diretta e sistema all'americana. Però sono consapevole che non passerà nella valutazione media del Parlamento, perciò mi accontento di un accordo purché non sia troppo al ribasso. Il premier deve avere poteri significativi, come il sindaco. Alemanno è stato eletto lunedì pomeriggio e mercoledì si è insediato; il premier formalmente non è stato eletto dal popolo ma è diventato presidente del Consiglio solo con la fiducia e ha aspettato un mese dopo le elezioni politiche. Serve un modello che consenta di eleggere una persona che il giorno dopo il voto possa costituire l'esecutivo. Lo vedremo. Le mie opzioni personali non hanno i numeri, lo so, ma l'importante è fare un passo in avanti non solo simbolico ma sostanziale. Quantomeno il premier deve poter scegliere e licenziare i ministri".
http://canali.libero.it/affaritalian...vita160508.htm




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