Risultati da 1 a 9 di 9
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    Thumbs down Rifiuti:la Campania del PD non fa più nulla per sfavorire il Governo

    E non lo dice Mantide ma l'Assessore del PD Claudio Velardi nel suo Blog...

    http://www.claudiovelardi.it/2008/05...uo-piu-tacere/

    Non si può più tacere

    pubblicato da Claudio

    Ormai siamo oltre il livello di guardia: la situazione dei rifiuti è di nuovo insostenibile. E intollerabile è l’atteggiamento della politica e delle istituzioni, lo dico misurando bene le parole. Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti. Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi. Nel frattempo abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme - in tutta la regione - politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l’emergenza. Si sono succedute irresponsabili dichiarazioni di amministratori, fino alla penosa presa di posizione del Consiglio comunale di Napoli dell’altra sera. La classe dirigente della città ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo, abdicando totalmente al proprio ruolo, che dovrebbe essere quello di guidare i cittadini, e di indicare, quando è il caso imporre, soluzioni (anche sgradevoli) ai problemi. Ma la caduta di tensione è generalizzata. Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale. Intanto autolesionistico, perché l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati (come sperano tutti i cittadini, e io con loro), e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perché scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale. In questa situazione, io sento una duplice necessità. Da due mesi e mezzo incontro operatori turistici, albergatori, amministratori locali, turisti, cittadini che vogliono dare una mano, su questo blog sviluppo con voi un dialogo crescente: è un patrimonio di relazioni che voglio sviluppare e fare crescere, su cui si gioca anche la mia personale credibilità. Non posso (e non voglio) fare la guardia al bidone vuoto, non posso (e non voglio) prendere in giro il prossimo, dicendo che la soluzione del problema è vicina. Dall’altra parte, non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino: penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani...

  2. #2
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    La munnezza napoletana? Cavoli di Berlusconi

    Ma guarda. La giunta comunale di Napoli, guidata da Rosa Russo Iervolino, ha già dichiarato chiusa l'era della frenesia. Ricordate? Si erano agitati tanto prima del voto. Si erano rimboccati le maniche (metaforicamente, s'intende). Lotta dura alla spazzatura, dicevano. Tutto finito, era solo fumo negli occhi.

    Lettura istruttiva, il blog del dalemiano Claudio Velardi, assessore campano al Turismo nella giunta di Antonio Bassolino, impegnata a tirare sacchi di spazzatura in faccia agli uomini della Iervolino. In un post che sta facendo discutere, Velardi racconta che

    «Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti. Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi».

    Da alcune settimane. Humm. Ma da quando, esattamente? Poche righe più giù:

    «Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale. Intanto autolesionistico, perché l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati (come sperano tutti i cittadini, e io con loro), e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perché scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale».

    Ah, ecco: «Dal giorno successivo alle elezioni». Allora traduco (e la traduzione non è poi così difficile): il giorno dopo le elezioni, la giunta comunale di Napoli ha deciso che la munnezza non era più un'emergenza, e ha ricominciato a trascurarla come aveva sempre fatto negli anni precedenti. Primo, perché tanto le elezioni ormai erano perse, ed era inutile sbattersi più di tanto. Secondo, perché ogni sacco di spazzatura smaltito sarebbe un favore al governo Berlusconi, mentre ogni sacco in più è un ostacolo sulla strada dell'esecutivo. Sì, certo, darsi da fare per ridurre la spazzatura sarebbe anche nell'interesse dei cittadini napoletani. Ma che c'entra questo con la politica?

    http://aconservativemind.blogspot.co...cavoli-di.html

  3. #3
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    Ma quando sarà che i campani tireranno le pietre a sti individui? (al posto di tirarle ai vigili..)

  4. #4
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    Come era colpa di Prodi prima, ora è colpa di Berlusconi.. Mi pare il minimo.... Se fossi nel PD, ritirerei la fiducai a Bassolino così si vede quanto vale la destra su questi temi...

  5. #5
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    Claudio Velardi oltre che ad ammettere che un atteggiamento simile è moralmente vergognoso dice anche un'altra cosa : il Governo Berlusconi qualcosa farà,e noi faremo l'ennesima figuraccia!


  6. #6
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    Ragazzi nn disperate . Le regionali sono un'altra cosa. C'è il consenso personale e se lasciano le preferenze la sinistra potrà vincere nuovamente.
    Bassolino farà il parlamentare europeo mentre la Campania potrebbe ritrovarsi Mastella presidente del cdx
    La mia Libertà equivale alla mia Vita

  7. #7
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    Predefinito Emergenza spazzatura, rischio di epidemie!

    Del resto per ridurre la spazzatura sarebbe proprio sufficiente solo la volontà di realizzare e, soprattutto, spendere il denaro pubblico per i progetti giusti e, non, come direbbe Totò, per quisquilie e pinzillacchere putroppo (per noi contribuenti) miliardarie, ma bando alle chiacchiere e spieghiamo:

    “Le montagne di spazzatura che si vedono nelle strade di Napoli e provincia,rappresentano un grave pericolo per la salute dei cittadini,pericolo che si aggrava per l’innalzarsi delle temperature.
    E’ sotto gli occhi di tutti il fallimento del Superprefetto De Gennaro,che da mesi non ha pensato ad altro che ad individuare discariche che poi puntualmente non è stato in grado di aprire,mentre nulla si è fatto,per creare le condizioni di una risoluzione definitiva del problema.
    I superpoteri di cui disponeva dovevano essere impiegati per iniziare immediatamente la costruzione dei termovalorizzatori,invece si è voluta percorrere ancora la strada delle discariche a cielo aperto,creando caos e rivolte popolari,vedi Pianura,Marigliano,Chiaiano,tanto per citarne alcune.
    Se i cittadini si fossero resi conto che finalmente si imboccava la strada della soluzione definitiva del problema,avrebbero sicuramente e di buon grado accettato dei sacrifici temporanei.
    In tutto questo periodo non una parola abbiamo sentito in merito al sistema Thor,il meccano-valorizzatore dei rifiuti prodotto dal C.N.R.,o i vari trituratori di rifiuti che assieme alla trasferenza verso gli inceneritori tedeschi avrebbero potuto garantire il superamento dell’emergenza in attesa che i termovalorizzatori fossero andati in funzione.
    Invece,per l’inettitudine degli amministratori Campani,e per una gestione ottusa della fase commissariale ci siamo trovati dopo mesi e mesi di emergenza con un pugno di mosche tra le mani,una salatissima multa da pagare alla Comunità Europea,le strade piene di spazzatura ed il pericolo concreto di gravi epidemie.
    Le domande che ora i cittadini si pongono sono due,chi pagherà per questo scempio?
    Quando le strade di questa regione saranno pulite e sgombre dalle montagne di spazzatura che oramai sembrano essere entrate a far parte del paesaggio.”
    Giovanni Papa
    portavoce cittadino
    la Destra

    Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’

    Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, che non è la figura mitologica dei Vikinghi, noto come il terribile dio del tuono, ma l’acronimo di “Total HOuse waste Recycling” o riciclaggio completo dei rifiuti domestici, cioè un sistema snello e rivoluzionario di eliminazione radicale dei rifiuti solidi urbani di realizzazione totalmente italiana, sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma e convalidato dall’equipe del dottor Paolo Plescia dell’ISMN-CNR (Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati del CNR), massimo organo di consulenza per i ricercatori dei nostri atenei, che permette di recuperare e raffinare (meccano-raffinazione) tutti i rifiuti i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata. Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. La notizia che circola di tanto in tanto sui “piccoli” media è di quelle che fanno tremare i polsi e le tasche dei magnati degli inceneritori, chiamati impropriamente termovalorizzatori. I grandi media si son ben guardati dal diffonderla, forse perché ancora in fase di sperimentazione o magari proprio per la sua semplicità come l’uovo di Colombo.

    Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor, che occupa non più di 300 mq. ed è trasportabile, è in fase di avanzata sperimentazione, riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità, bypassando completamente la raccolta differenziata che tanto assilla i cittadini. La polvere che se ne ricavava (10 Kg. ogni tonnellata di rifiuti), pallettizzata, diventa un combustibile paragonabile ad un carbone di prima scelta, utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico, e pirolizzata se ne ricavano olii per biodiesel, per caldaie a vapore, per sistemi di riscaldamento centralizzati e per impianti di termovalorizzazione delle biomasse senza produrre pericolo di diossina sprigionata dai comuni inceneritori in commercio. Il prototipo THOR, tra i primi impianti meccano-chimici al mondo, testato nel piccolo Comune di Montelibretti nei pressi di Roma, tritura mediamente fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio; non è termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso quando serve. Poiché è trasportabile, è utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente e senza scorie; ha un costo estremamente contenuto: un impianto da 8 tonnellate/ora costa 2 milioni di euro a fronte di almeno 600 milioni dei termovalorizzatori. Quanto all’emergenza Campania, con questi dati, basterebbero 37 THOR ed una spesa di 74 milioni di euro per dire addio alla produzione di immondizia dell’intera regione. Mentre con 100 “macinatori” THOR in un solo anno potrebbero sparire 7 milioni di tonnellate di ecoballe accumulate negli anni alimentando inoltre numerosissimi riscaldamenti centralizzati, poiché è in grado di ricavare cinque volte l’energia per chilo rispetto ad un inceneritore con spese di costruzione 33 volte inferiori ed un impatto ambientale zero.Siti di stoccaggio, discariche ed inceneritori verrebbero definitivamente mandati in soffitta.

    ”abbiamo un impianto a Torrenova (ME) - aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor - che sta lavorando mediamente 4 tonnellate di "tal quale" al giorno e fra breve verrà spostato su Catania. Stiamo realizzando un secondo impianto nel Lazio e, a fronte di un accordo con uno dei più grandi gruppi di cementiere europee nel Piemonte, stiamo per realizzare una delle più importanti reti di impianti CDR vero, non le porcherie che fanno le varie NU del mondo”. “Trattasi di un impianto di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno che presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale trattato”, a fronte di ameno 250 per un inceneritore. Il prodotto che esce da THOR è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel “mulino”, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche; non produce odori da fermentazione; resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.

    Lo scienziato assicura infine che la conclusione della sperimentazione, la realizzazione e commercializzazione di un primo impianto industriale, completo di tutte le parti tecnologicamente innovative, è prevista tra sei mesi e comunque entro il 2008. “Al momento l’applicazione THOR può essere utile per comunità abitative fino a 40.000 abitanti e dove scarseggia l’acqua potabile”, tanto che è già stata commissionata dal sindaco dell’isola di Procida (Napoli) e dal cui uso ne trarrà energia termica per alimentare un dissalatore.

    L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.

    “Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.

    Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.

    Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.

    Mi auguro che il THOR, frutto dell’indiscusso genio italiano, possa risolvere definitivamente il problema dei RSU del nostro Paese e riscattarlo dalla vergogna della spazzatura per le strade della Campania che ha insozzato l’immagine dell’Italia nel mondo. E’ un rischio che come Napoli, secondo l’Eurispes, molte città italiane potrebbero subire, vista la prossima saturazione delle discariche e delle enormi speculazioni sui rifiuti come una mucca da mungere, alimentando corruzione e prebende dovunque il problema si è presentato. Come avvenuto in America, patria degli inceneritori, tutto lascia prevedere che gli inceneritori non hanno futuro.

    La scheda
    Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
    Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
    Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it

    Ufficio Stampa Cnr Rosanna Dassisti
    tel. 06.4993.3588
    rosanna.dassisti@cnr.it

    Fonte: http://ginosalvi.blogspot.com/

  8. #8
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    Predefinito Ma quanti sprechi nelle regioni

    Non è una novità ma tant'è giusto per un esempio di come si spende il nostro denaro di contribuenti ....

    di Tino Oldani

    , "Panorama", 21 ottobre 2005, pp. 78-79
    L’impianto di aria condizionata della Casa della cultura dell’Avana non funziona e Fidel Castro non ha i soldi per ripararlo? Nessun problema: ecco 60 mila euro cash, inviati con generosità dalla Provincia di Roma e dal suo presidente, Enrico Gasbarra (Margherita), lo stesso che sul palco di piazza del Popolo era a fianco di Romano Prodi a protestare per i tagli della Legge finanziaria agli enti locali.
    Il movimento no global Officina 99 di Napoli, assai caro a Rifondazione comunista, occupa abusivamente da anni un immobile di proprietà privata e rischia, prima o poi, lo sfratto? Il sindaco di centrosinistra Rosa Russo Iervolino interviene: ecco la delibera comunale numero 2472, in data 11 luglio 2005, che risolve il problema acquistando l’immobile per 1,543 milioni di euro.
    Tutto sommato quasi un affare, se paragonato all’affitto della sede di rappresentanza a New York della Regione Campania, 500 mila euro l’anno per sei anni a partire dal 2003, versati dal governatore ds Antonio Bassolino allo stilista Ciro Paone, proprietario dei locali e suo amico. Una vicenda a dir poco singolare: per la stessa cifra (3 milioni di euro), la Regione avrebbe potuto acquistare la sede.
    E magari renderla un po’ più efficiente. Di recente, durante una visita a New York in occasione del Columbus day, Sandra Lonardo Mastella, moglie del leader dell’Udeur Clemente nonché presidente del Consiglio regionale campano, è rimasta senza parole: il coordinatore della sede era a Napoli, mentre le uniche due impiegate presenti non sapevano che pesci pigliare. «Alla conferenza stampa» si è lamentata lady Mastella «eravamo noi e le sedie: niente giornalisti, niente buyer».
    Di casi come questi è pieno il sito sprechirossi.it, organizzato a tempo di record dai vertici di Forza Italia, con l’intento di spiegare «perché il taglio del 6,7 per cento (3 miliardi di euro) dei finanziamenti statali a regioni, province e comuni, contenuto nella Legge finanziaria 2006, non penalizzerà i servizi sociali, ma cercherà soltanto di ridurre gli sprechi».
    Nel sito campeggia un grande titolo («Spegnere i lampioni o fermare gli spreconi?»), che ironizza sulle parole con cui il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha criticato la Finanziaria. Un link consente a tutti i navigatori di internet di segnalare gli sprechi ravvisati nel loro comune, ma senza inviare «attacchi personali»: e le segnalazioni fioccano.
    Tra i promotori del sito, il più carico è Renato Brunetta, consigliere economico di Palazzo Chigi, che promette un monitoraggio periodico sulle spese degli enti locali: «Ogni settimana pubblicheremo un rapporto dove saranno evidenziati i dati macro e micro, per dimostrare che negli ultimi anni per gli enti locali il grasso è aumentato e non diminuito». Un esempio: nel triennio 2002-04 le spese delle regioni sono aumentate da 121 a 136 miliardi di euro, con un incremento del 7,9 per cento nel 2003 e del 4,8 nel 2004.
    Per fare fronte a queste spese, le giunte regionali si sono avvalse di due fonti: i finanziamenti statali, che sono passati da 60,1 miliardi nel 2002 a 73,7 nel 2004, con un aumento del 22,6 per cento, e le risorse proprie (proventi tributari), salite da 52,2 a 55,8 miliardi, con una crescita del 6,9 per cento. «Ergo, i tributi regionali sono aumentati assai meno dei finanziamenti statali» osserva polemico Brunetta.
    Ora i sindaci, soprattutto quelli di centrosinistra, protestano e minacciano di tagliare non solo i lampioni, ma anche le mense scolastiche, i trasporti degli handicappati e le riparazioni stradali. Per tutta risposta il sito di Forza Italia spiega che i servizi sociali (in media 10 per cento delle spese comunali) resteranno «intangibili», mentre la scure si abbatterà sulle «spese generali per il funzionamento delle strutture» (stipendi, consulenze, acquisto di beni e servizi) e su quelle per gli spettacoli (in media, il 7 per cento). Il motivo? «In una struttura efficiente le spese generali non dovrebbero mai superare il 20-25 per cento del totale» dice Brunetta. «In molti comuni italiani sono intorno al 33 per cento, un terzo di tutte le spese». Il taglio di 6,7 punti, dunque, ci starebbe tutto.
    Fra i critici della manovra finanziaria del governo, il più duro è stato il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ds, che è anche presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani. Brunetta respinge però le critiche al mittente con una tabellina che rivela l’ammontare delle spese generali del Comune di Firenze, dove gli stipendi per il personale coprono il 16,5 per cento e l’acquisto di beni e servizi il 19 per cento della spesa annua. In totale: 35,5 per cento. Ovvero 10 punti sopra la media dei comuni virtuosi.
    Bollare come «sprechi rossi» le spese allegre degli enti locali, che in maggioranza sono amministrati dal centrosinistra (è così in 5 mila comuni su 8 mila, in 74 province su 117, mentre alle ultime regionali l’Ulivo ha vinto 12 a 2) ha anche il sapore di un’offensiva da vigilia elettorale. Ma è fuori dubbio che i dirigenti azzurri stanno trovando terreno fertile nei bilanci pubblici e in molte segnalazioni internet da tutta Italia.
    Nel mirino ci sono soprattutto le consulenze, che gli enti locali mostrano di elargire a piene mani. Solo nel 2003 sono state 350 mila, come spiega una relazione inviata al Parlamento dal ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, con una spesa totale adi oltre 950 milioni di euro. Una palude dove nessuno si salva e che ha fatto gridare allo scandalo anche alcuni dirigenti ds di primo piano, da Cesare Salvi a Piero Fassino.
    Il segretario ds, davanti al consiglio nazionale del partito di metà luglio, ha esortato i propri amministratori «alla sobrietà e al rigore morale» e stigmatizzato «le manifestazioni di ministerialismo e di ostentazione del potere». Frecciata indirizzata soprattutto a quattro presidenti di regione di centrosinistra: Bassolino, Piero Marrazzo (Lazio), Nichi Vendola (Puglia) e Agazio Loiero (Calabria).
    Il primo aveva creato ben 12 commissioni speciali, comprese una sul mare e una sul Mediterraneo, ciascuna con una pioggia di incarichi e di gettoni, che fruttano 1.800 euro al mese ai presidenti, oltre al normale stipendio di consigliere. Marrazzo ha aumentato gli assessori da 12 a 16, le commissioni da 14 a 24, il personale della sua segreteria da 137 a 177 persone (40 più del predecessore), i collaboratori da 253 a 292.
    Senza contare un robusto pacchetto di 13 superconsulenze, con compensi da 80 mila a 200 mila euro l’anno, promesse a esperti vicini al centrosinistra. In Calabria Loiero non è stato da meno: ufficio stampa pletorico, le commissioni consiliari portate da sei a nove, più la moltiplicazione degli incarichi, alcuni nuovissimi, come la figura del sottosegretario regionale, così che ora i 30 consiglieri di maggioranza ne hanno tutti più d’uno. Con l’immancabile pioggia di gettoni.
    Quanto a Vendola (Rifondazione), il sito sprechirossi.it segnala che si è autoassegnato lo stipendio più alto tra tutti i presidenti di regione (24.619 euro al mese), il doppio di quello della Lombardia (12.434), e ha stanziato 2,7 milioni di euro per gli spettacoli, compreso un finanziamento di 55 mila euro al film Il cardo rosso. Il che ha suscitato commenti ironici sul sito azzurro: botanica o cinematografia?
    Anche in altri enti locali la tentazione della consulenza ha lasciato il segno. C’è il consulente per le sardine (Emilia-Romagna). Quello che studia «le sinergie intellettuali per la botanica del Monte Baldo» (provincia di Trento).
    Quello deputato a dare consigli sulle creme solari (Comune di Roma). E quello che per la somma di 100 mila euro sviscera «la spiritualità femminile in Toscana». Regione quest’ultima governata dal ds Claudio Martini (sette addetti stampa) e finita sotto la lente d’ingrandimento del pm della Corte dei conti Acheropita Mondera Oranges, con risultati eloquenti: 1.700 provvedimenti esaminati, 178 consulenze esterne definite «sospette», 63 funzionari segnalati alla procura contabile e 4 milioni di euro di danni accertati all’erario.

    Fonte: http://www.sprechirossi.it/

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    E non lo dice Mantide ma l'Assessore del PD Claudio Velardi nel suo Blog...

    http://www.claudiovelardi.it/2008/05...uo-piu-tacere/

    Non si può più tacere

    pubblicato da Claudio

    Ormai siamo oltre il livello di guardia: la situazione dei rifiuti è di nuovo insostenibile. E intollerabile è l’atteggiamento della politica e delle istituzioni, lo dico misurando bene le parole. Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti. Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi. Nel frattempo abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme - in tutta la regione - politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l’emergenza. Si sono succedute irresponsabili dichiarazioni di amministratori, fino alla penosa presa di posizione del Consiglio comunale di Napoli dell’altra sera. La classe dirigente della città ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo, abdicando totalmente al proprio ruolo, che dovrebbe essere quello di guidare i cittadini, e di indicare, quando è il caso imporre, soluzioni (anche sgradevoli) ai problemi. Ma la caduta di tensione è generalizzata. Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale. Intanto autolesionistico, perché l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati (come sperano tutti i cittadini, e io con loro), e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perché scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale. In questa situazione, io sento una duplice necessità. Da due mesi e mezzo incontro operatori turistici, albergatori, amministratori locali, turisti, cittadini che vogliono dare una mano, su questo blog sviluppo con voi un dialogo crescente: è un patrimonio di relazioni che voglio sviluppare e fare crescere, su cui si gioca anche la mia personale credibilità. Non posso (e non voglio) fare la guardia al bidone vuoto, non posso (e non voglio) prendere in giro il prossimo, dicendo che la soluzione del problema è vicina. Dall’altra parte, non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino: penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani...
    questo dimostra che nel Pd ci sono persone che hanno coraggio ed onestà intellettuale.
    nonchè un pò di lungimiranza politica.

 

 

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