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    Thumbs down La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    I cojones , nell'imminenza della "festività" del 25 Aprile , stanno affilando le armi . In questa triste circostanza che ci ricorda gli eccidi dei partigiani comunisti commessi nei confronti di inermi cittadini : uomini, donne bambini e sacerdoti , pensano di manifestare nelle piazze italiane contro il Premier e il governo .

    Ogni occasione è buona per dimostrare quanto siano imbecilli , non c'è che dire . Eppure il popolo italiano ha diligentemente fatto loro capire che questa sporca politica sinistrata non è bene accetta, infatti le batoste si sono sprecate .[/B]

    La deriva del 25 Aprile: una festa antigovernativa
    di Ugo Finetti

    A Milano il sindacato si spacca sul documento dei partigiani. È la conferma che la Liberazione è solo un pretesto per aizzare la piazza contro Berlusconi. Il Comitato antifascista un tempo riuniva le istituzioni, oggi è un’arma in mano alla sinistra

    È giusto usare le prossime manifestazioni del 25 Aprile per organizzare cortei di protesta contro il governo, insultare rappresentanti delle istituzioni e contrapporre la «piazza» ai recenti risultati elettorali? In sostanza a Milano siamo di fronte al tentativo di interpretare l’attuale sistema maggioritario come una contrapposizione non tra due schieramenti democratici, ma tra «democratici» da una parte e «neofascisti» dall’altra. È su questo che a Milano si è registrata la spaccatura in seno allo stesso «Comitato Antifascista».

    Bisogna chiarire che cosa è diventato questo organismo che presiede le celebrazioni del 25 Aprile. Il «Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano» nacque all’inizio degli anni ’70, dopo la strage di piazza Fontana, per iniziativa del sindaco socialista di Milano, Aldo Aniasi, mettendo insieme alle varie organizzazioni di ex partigiani, i partiti e le tre istituzioni locali: Comune, Provincia e Regione. Oggi il «Comitato Antifascista» di Milano è stato trasformato in ben altra cosa: le istituzioni locali non ne fanno parte e i partiti che lo gestiscono sono solo quelli dell’opposizione e della sinistra extraparlamentare: Pd, Sd, Prc, Sdi, Pdci. Esso è così diventato il «laboratorio» di uno spirito di demonizzazione di Berlusconi e di protesta contro le urne: il «Paese reale» contro la «democrazia borghese». Contrapporre la Costituzione alla democrazia elettorale è il capolavoro dei «furbetti dell’antifascismo» che però a Milano ha determinato un contrasto che mina la stessa ragion d’essere di questo Comitato.

    La strumentalizzazione della Resistenza a fini politici trasformandola in un «pozzo avvelenato» della vita democratica è infatti al centro della polemica interna che vede come protagonisti i rappresentanti dei sindacati che ancora ne fanno parte. Dopo che il documento presentato dalla Cisl e dalla Uil era stato bocciato, è stato approvato a maggioranza un testo del presidente Anpi, Carlo Smuraglia, «che - questo il giudizio negativo del segretario della Uil lombarda Walter Galbusera - a) ripropone analisi e giudizi non condivisibili in ordine allo stato della democrazia nel nostro Paese, b) non sottolinea in termini espliciti ed equilibrati la necessità del rispetto di tutte le istituzioni, c) presenta la crisi economica come il frutto di responsabilità del governo nazionale, d) rifiuta di richiamare gli “ideali democratici” della Resistenza sopprimendo (!!!) l’aggettivo democratico, e) rifiuta, fatto sconcertante, di lanciare un appello per la liberazione dei prigionieri politici, limitandosi ad un richiamo al rispetto e alla garanzia dei diritti umani (al fine di evitare ogni sostegno alla campagna di denuncia delle persecuzioni in corso nella Cuba dei fratelli Castro, ndr)».

    L’«appello» di Smuraglia infatti chiama alla mobilitazione di piazza in nome di un fascismo come pericolo ancora attuale ed incombente in Italia a causa di Berlusconi e con la crisi economica evocata bocciando ogni riferimento al contesto internazionale e attribuendola esclusivamente alla politica governativa. A ciò si aggiunge il fatto che questo Comitato che dice di essere «contro il terrorismo» non dedica una sola parola alla condanna dei recenti episodi di terrorismo. In effetti essi hanno come obiettivo il fronte governativo.
    Giorgio Napolitano era stato invitato da questo «Comitato antifascista» come oratore del comizio del 25 Aprile, ma ha rifiutato ed ha concordato con le istituzioni locali una celebrazione al Teatro alla Scala il giorno prima nel segno dell’unità nazionale. Certamente Napolitano non ha dimenticato che persino Palmiro Togliatti nel dicembre 1945, al congresso ricostitutivo del Pci, prometteva: «Ricorderemo in eterno i soldati e gli ufficiali inglesi, degli Stati Uniti, della Francia, dell’Africa del Sud, dell’Australia, del Brasile, i quali hanno lasciato la loro vita o versato il sangue loro per la liberazione del suolo della nostra patria». Parole che il «Comitato Smuraglia» non è in grado di pronunciare.


    La deriva del 25 Aprile: una festa antigovernativa - Interni - ilGiornale.it del 16-04-2010
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
    ex unalei
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    I cojones , nell'imminenza della "festività" del 25 Aprile , stanno affilando le armi . In questa triste circostanza che ci ricorda gli eccidi dei partigiani comunisti commessi nei confronti di inermi cittadini : uomini, donne bambini e sacerdoti , pensano di manifestare nelle piazze italiane contro il Premier e il governo .

    Ogni occasione è buona per dimostrare quanto siano imbecilli , non c'è che dire . Eppure il popolo italiano ha diligentemente fatto loro capire che questa sporca politica sinistrata non è bene accetta, infatti le batoste si sono sprecate .[/B]

    La deriva del 25 Aprile: una festa antigovernativa
    di Ugo Finetti

    A Milano il sindacato si spacca sul documento dei partigiani. È la conferma che la Liberazione è solo un pretesto per aizzare la piazza contro Berlusconi. Il Comitato antifascista un tempo riuniva le istituzioni, oggi è un’arma in mano alla sinistra

    È giusto usare le prossime manifestazioni del 25 Aprile per organizzare cortei di protesta contro il governo, insultare rappresentanti delle istituzioni e contrapporre la «piazza» ai recenti risultati elettorali? In sostanza a Milano siamo di fronte al tentativo di interpretare l’attuale sistema maggioritario come una contrapposizione non tra due schieramenti democratici, ma tra «democratici» da una parte e «neofascisti» dall’altra. È su questo che a Milano si è registrata la spaccatura in seno allo stesso «Comitato Antifascista».

    Bisogna chiarire che cosa è diventato questo organismo che presiede le celebrazioni del 25 Aprile. Il «Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano» nacque all’inizio degli anni ’70, dopo la strage di piazza Fontana, per iniziativa del sindaco socialista di Milano, Aldo Aniasi, mettendo insieme alle varie organizzazioni di ex partigiani, i partiti e le tre istituzioni locali: Comune, Provincia e Regione. Oggi il «Comitato Antifascista» di Milano è stato trasformato in ben altra cosa: le istituzioni locali non ne fanno parte e i partiti che lo gestiscono sono solo quelli dell’opposizione e della sinistra extraparlamentare: Pd, Sd, Prc, Sdi, Pdci. Esso è così diventato il «laboratorio» di uno spirito di demonizzazione di Berlusconi e di protesta contro le urne: il «Paese reale» contro la «democrazia borghese». Contrapporre la Costituzione alla democrazia elettorale è il capolavoro dei «furbetti dell’antifascismo» che però a Milano ha determinato un contrasto che mina la stessa ragion d’essere di questo Comitato.

    La strumentalizzazione della Resistenza a fini politici trasformandola in un «pozzo avvelenato» della vita democratica è infatti al centro della polemica interna che vede come protagonisti i rappresentanti dei sindacati che ancora ne fanno parte. Dopo che il documento presentato dalla Cisl e dalla Uil era stato bocciato, è stato approvato a maggioranza un testo del presidente Anpi, Carlo Smuraglia, «che - questo il giudizio negativo del segretario della Uil lombarda Walter Galbusera - a) ripropone analisi e giudizi non condivisibili in ordine allo stato della democrazia nel nostro Paese, b) non sottolinea in termini espliciti ed equilibrati la necessità del rispetto di tutte le istituzioni, c) presenta la crisi economica come il frutto di responsabilità del governo nazionale, d) rifiuta di richiamare gli “ideali democratici” della Resistenza sopprimendo (!!!) l’aggettivo democratico, e) rifiuta, fatto sconcertante, di lanciare un appello per la liberazione dei prigionieri politici, limitandosi ad un richiamo al rispetto e alla garanzia dei diritti umani (al fine di evitare ogni sostegno alla campagna di denuncia delle persecuzioni in corso nella Cuba dei fratelli Castro, ndr)».

    L’«appello» di Smuraglia infatti chiama alla mobilitazione di piazza in nome di un fascismo come pericolo ancora attuale ed incombente in Italia a causa di Berlusconi e con la crisi economica evocata bocciando ogni riferimento al contesto internazionale e attribuendola esclusivamente alla politica governativa. A ciò si aggiunge il fatto che questo Comitato che dice di essere «contro il terrorismo» non dedica una sola parola alla condanna dei recenti episodi di terrorismo. In effetti essi hanno come obiettivo il fronte governativo.
    Giorgio Napolitano era stato invitato da questo «Comitato antifascista» come oratore del comizio del 25 Aprile, ma ha rifiutato ed ha concordato con le istituzioni locali una celebrazione al Teatro alla Scala il giorno prima nel segno dell’unità nazionale. Certamente Napolitano non ha dimenticato che persino Palmiro Togliatti nel dicembre 1945, al congresso ricostitutivo del Pci, prometteva: «Ricorderemo in eterno i soldati e gli ufficiali inglesi, degli Stati Uniti, della Francia, dell’Africa del Sud, dell’Australia, del Brasile, i quali hanno lasciato la loro vita o versato il sangue loro per la liberazione del suolo della nostra patria». Parole che il «Comitato Smuraglia» non è in grado di pronunciare.


    La deriva del 25 Aprile: una festa antigovernativa - Interni - ilGiornale.it del 16-04-2010

    Due palleeeeeeeeeeeeeeeeee....

    Tutti gli anni siamo sempre qui ..con sta festa del 25 aprile... con i compagni che si sentono tutti partigiani ( di quelli buoni pero' ... che quelli 'cattivi' si tende a dimenticarli )




    Tutti in piazza ...solito copione ..solita regia ..tanto poi arriva il " redde rationem " delle elezioni e li mette tutti in riga

    repapelle: repapelle: repapelle:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  3. #3
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Quest'anno niente ponte. E' di domenica.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

  4. #4
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Citazione Originariamente Scritto da SMB Visualizza Messaggio
    Quest'anno niente ponte. E' di domenica.
    Menomale, se no dai a vedere in tv, la guerra dei partigiani che hanno liberato L'italia dal fascismo, perlomeno ce ne andiamo a fare una bella passeggiata, e ci annoieremo con le solite cavolate partigiane per poi facci vedere quello orrendo crimine consumato, dalla plebaglia partigiana a Piazzale Loreto.
    ADA
    Ultima modifica di Ada De Santis; 16-04-10 alle 18:03

  5. #5
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    Menomale, se no dai a vedere in tv, la guerra dei partigiani che hanno liberato L'italia dal fascismo, perlomeno ce ne andiamo a fare una bella passeggiata, e ci annoieremo con le solite cavolate partigiane per poi facci vedere quello orrendo crimine consumato, dalla plebaglia partigiana a Piazzale Loreto.
    ADA
    Infatti le Tv dei cojones ci faranno due zebedei co' ' sta festa del Kaiser , meglio dedicarla ai Pic nic ... questi cojones risorgono con le "feste" del 25 aprile e 1° maggio , un po' come fosse una rivalsa da zombies . Diciamoci la verità, non fanno solo ridere ma anche tanta tanta pena :sofico:

    iaociao:
    Ultima modifica di orpheus; 16-04-10 alle 18:37
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  6. #6
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Citazione Originariamente Scritto da miluna Visualizza Messaggio
    Due palleeeeeeeeeeeeeeeeee....

    Tutti gli anni siamo sempre qui ..con sta festa del 25 aprile... con i compagni che si sentono tutti partigiani ( di quelli buoni pero' ... che quelli 'cattivi' si tende a dimenticarli )




    Tutti in piazza ...solito copione ..solita regia ..tanto poi arriva il " redde rationem " delle elezioni e li mette tutti in riga

    repapelle: repapelle: repapelle:
    Cara Miluna, non ci resta che auspicare nella NON clemenza del tempo.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

  7. #7
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    --gradirei che il moderatore mi fornisse spiegazione sui motivi della cancellazione di un mio intervento un paio d'ore fa!
    Non mi pare di aver offeso nessuno ma di aver espresso solo un'opinione su un avvenimento storico che dev'essere interpretato-il 25 aprile.
    GLF

  8. #8
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Citazione Originariamente Scritto da SMB Visualizza Messaggio
    Cara Miluna, non ci resta che auspicare nella NON clemenza del tempo.
    eheheh eheheh DILUVIERA'
    ADA

  9. #9
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    eheheh eheheh DILUVIERA'
    ADA

    ehehehe speriamo che diluvi sul serio , je famo fa ' na bella fracicata a 'sti quatto sgallettati sinistrati ... altro che "liberazione" !!!!

    iaociao:
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  10. #10
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    Predefinito Rif: La deriva del 25 Aprile , una "festa" antigovernativa

    Ma sbaglio o l'anno scorso aveva partecipato pure Berlusconi?


 

 
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