
Originariamente Scritto da
senhor soares
Morti bianche, in Sardegna indennizzo alle famiglie
Davide Madeddu
Un indennizzo economico alle vittime del lavoro o ai loro familiari. È l’iniziativa adottata dalla Regione Sardegna dopo la crescita di infortuni mortali registrati nell’isola negli ultimi anni. Troppi per non adottare strumenti straordinari. Per questo motivo la regione ha deciso di sostenere economicamente i familiari dei morti sul lavoro. Non con un provvedimento straordinario dettato dalla generosità, ma per legge. Ossia con una norma che punta, da una parte a bloccare il fenomeno delle morti bianche e dall’altra che vuole far sentire meno soli i familiari delle vittime dei cantieri.
La legge, approvata dal consiglio regionale, ha approvato la legge denominata «misure straordinarie per gli infortuni sul lavoro». Il provvedimento, passato all’unanimità prevede, come punto principale, l’erogazione di un contributo di 30mila euro ai familiari delle persone rimaste vittime di incidenti mortali. Non solo, la legge regionale prevede anche misure importanti legate alla prevenzione degli incidenti. Per la precisione la legge prevede il «potenziamento delle attività di coordinamento tra i poteri pubblici a diverso titolo coinvolti nella prevenzione, in esse comprendendo anche le necessarie funzioni di controllo e ispettive, articolate nell'ambito delle competenze dello Stato (Ispettorato regionale del lavoro) e della Regione (Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale - Azienda sanitaria locale )» e inoltre «la promozione della conoscenza tecnica e della buona cultura del lavoro per migliorare le competenze degli operatori pubblici e privati addetti alla sicurezza nei luoghi di lavoro, e quelle più generali dei lavoratori e degli imprenditori, attraverso un programma specifico di formazione da definirsi nell'ambito del Piano regionale dei servizi e delle politiche del lavoro e per l'occupazione».
Misure necessarie, come hanno rimarcato i diversi esponenti politici presenti al Consiglio regionale, proprio per cercare di stroncare il fenomeno delle morti bianche e di incidenti registrati nell’isola dall’inizio dell’anno. Da gennaio, a leggere i dati elaborati dalle organizzazioni sindacali, infatti, in Sardegna sono nove le persone morte di lavoro, non ultimo quello del carabiniere travolto sulla strada statale mentre prestava assistenza a una donna uscita fuori strada. «Dati preoccupanti», come sottolineano anche le organizzazioni sindacali confederali, se paragonati a quelli del 2007 che, hanno fatto registrare 37 morti bianche distribuite tra industria, cantieri edili e agricoltura e una media di 18mila incidenti l’anno.
«L’approvazione della nuova legge ha un altissimo valore politico - spiega Antonio Calledda, consigliere regionale del Partito Democratico -, prima di tutto perché è il primo caso in Italia, poi perché finalmente si riconosce l’importanza del lavoro e, soprattutto, i familiari delle vittime non potranno più sentirsi abbandonati, in un momento sicuramente tragico e drammatico in cui, molto spesso si devono fare i conti con i soldi che mancano improvvisamente». Proprio per questo motivo, come spiega il consigliere regionale, la Regione (la giunta ha fatto proprio il disegno di legge approvato dal Consiglio) «ha deciso di seguire i due binari: quello della prevenzione, con controlli accurati e quello del sostegno economico urgente, dato che le risorse dovranno essere erogate entro trenta giorni dalla tragedia». Perché, come aggiunge «non è raro assistere anche a quella che viene definita la seconda parte del dramma, quando la famiglia, molto spesso, non riesce a far fronte neppure alle spese funerarie».
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75865