bellissima trasmissione stasera a mi manda raitre.l'erede al trono di portogallo con reale ufficio a...........vicenza,palermitano,sotto processo per truffe plurime(almeno una decina),con un bottino di circa 1 milione e mezzo di euro


bellissima trasmissione stasera a mi manda raitre.l'erede al trono di portogallo con reale ufficio a...........vicenza,palermitano,sotto processo per truffe plurime(almeno una decina),con un bottino di circa 1 milione e mezzo di euro


non paga le tasse perchè,essendo una istituzione internazionale,è esente![]()


minchia,che macchietta![]()


Al limite quello lì è uno che si spaccia per erede al trono del Portogallo, come i matti che si spacciano per Napoleone.
Il vero erede al trono in Portogallo è solo questo qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Duarte_Pio_di_Braganza


non me ne intendo.so che emetteva passaporti,carte d'identità diplomatiche,aveva lasciapassare dell'onu,nominava commendatori e cavalieri.a vicenza ha una sala con trono,quadri,arazzi,un tavolo di oro zecchino.
matto non dev'essere,visto che ha fottuto solkdi ad un sacco di gente.
una cosa comunque inquieta:lapresenza ad una manifestazione ufficiale,alla presenza di ufficiali dei carabinieri,cardinali ed autorità civili a palermo


Se non te ne intendi, lascia parlare chi se ne intende.
L'unico erede al trono del Portogallo è Duarte Pio di Braganza, della dinastia dei Braganza che regnarono sul Portogallo fino all'avvento della repubblica.
Chi millanta titoli a scopo di truffa lo fa solo per quelli come te che non se ne intendono e quindi abboccano.


conosco l'esistenza di questa persona da almeno vent'anni, arrivi tardi, tanti anni fa aveva partecipato a una trasmissione di Giuliano Ferrara: cosa centri questo personaggio con la monarchia non so visto che l'erede al trono è il principe Duarte Pio di Braganza, quanto alla chiesa e alle autorità, bè è facile avvicinarsi a personalità e farsi fotografare millantando conoscenze.


Falso duca del Portogallo, vero truffatore siciliano
Nell'87 si proclamò legittimo pretendente al trono e per vent'anni
ha conferito onorificenze. Denunciato
VICENZA Un anno fa l'ambasciata di Lisbona presentò esposto alla
Finanza per danno all'immagine
VICENZA - Nel 1987 si era proclamato 22/o Duca di Braganza e
legittimo pretendente al trono del Regno del Portogallo, sfidando sul
piano giuridico e dinastico Dom Duarte Pio Di Braganza, riconosciuto
dal governo portoghese e dalle altre famiglie reali europee come
legittimo pretendente al trono del regno del Portogallo. Per anni
avrebbe conferito onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche
come un autentico sovrano, svolgendo parallelamente una complessa
attività di mediatore finanziario a livello internazionale attraverso
l'azienda Dierrepi Consulting, ubicata nella sede della «Casa Reale
del Portogallo». Attività che sono ora costate a Rosario Poidimani,
siciliano di origini, ma vicentino di adozione, una denuncia a piede
libero insieme ad altre quattro persone, da parte del Nucleo
Provinciale di Polizia Tributaria della Finanza di Vicenza, per
associazione per delinquere finalizzata alla truffa. A far scattare un
anno fa gli accertamenti era stata una segnalazione dell'ambasciata
portoghese, secondo la quale Poidimani con le proprie disinvolte
iniziative avrebbe creato un grave danno d'immagine al Paese lusitano,
il cui nome sarebbe stato utilizzato per conseguire fini illeciti. Le
indagini dei finanzieri hanno permesso di scoprire che nessuna delle
oltre 40 richieste di finanziamento ottenute dalla Dierrepi Consulting
è mai andata a buon fine e che l'azienda avrebbe incassato
indebitamente circa 2 milioni di euro. Nonostante ciò, Poidimani
avrebbe presentato dichiarazioni dei redditi con l'indicazione di un
ammontare imponibile, ma senza effettuare alcun versamento d'imposta,
ritenendosi esentato in virtù del suo status di sovrano. Il gip ha
disposto l'oscuramento dei siti Internet attivati da Poidimani e
riferiti alla Real Casa portoghese. Gli accertamenti svolti dalle
Fiamme Gialle sono stati svolti anche con l'ausilio di intercettazioni
telefoniche e ambientali e attraverso l'acquisizione di oltre 100
testimonianze, oltre a perquisizioni e sequestri di documentazione. I
finanzieri hanno anche richiesto pareri competenti alla Commissione
internazionale permanente per lo studio degli ordini cavallereschi,
alla Commissione di studio sulle onorificenze della Repubblica italiana
istituita presso il Dipartimento del cerimoniale di stato della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Ufficio italiano cambi, che
hanno consentito di chiarire lo status e l'operatività
dell'imprenditore siciliano. Poidimani aveva creato un apparato formale
in grado di esercitare forti suggestioni - i suoi uffici ostentavano
uno sfarzo d'altri tempi, si definiva «sua altezza reale», nominava
«consoli» e «ministri» che, secondo l'accusa, sarebbero stati
soltanto dei procacciatori d'affari - per le presunte vittime della
Dierrepi Consulting. Grazie a tutto ciò, l'azienda entrava in contatto
con imprenditori nazionali e internazionali, prospettando la
possibilità di ottenere cospicui finanziamenti per realizzare i loro
progetti economici. Entrando nella sede della Real Casa del Portogallo,
gli imprenditori non potevano non rimanere colpiti dall'arredamento che
richiamava quello delle sedi delle antiche monarchie europee, dai
quadri che raffiguravano incontri con autorità e religiosi, tra cui
quelli con Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta, bandiere
e stendardi di molti Paesi, sculture e antichi strumenti di tortura. La
messinscena scioglieva gli ultimi dubbi delle presunte vittime a
conferire alla Dierrepi un «mandato speciale» per il reperimento di
finanziamenti presso banche internazionali, pagando in anticipo delle
somme a titolo di «spese istruzione cartolare», «anticipi su
provvigioni» o «garanzia avvio richiesta finanziamento».



