L’UNIONE SARDA, 20 maggio 2007
Santa Giusta. Benito Urgu: era uno dei più grandi musicisti degli ultimi quarant’anni
Salis Addio: l’ultima nota di Francesco
Dagli Anni 6o era uno dei protagonisti della musica italiana. L’ultimo successo è stato la "Ninna nanna" che accompagnava la sigla di "Sgarbi quotidiani".
Oggi alle 16 nella Basilica del paese i funerali.
Tacciano le trombe sepolcrali e le arpe sdolcinate degli angeli e arcangeli. Per accogliere Francesco Salis, musicista famoso e conosciuto della West coast sarda, tirino giù dal magazzino sopra le nuvole le chitarre più belle e se sono capaci tentino di imitare l'arpeggio puro e dionisiaco, magico e graffiante, di questo nostro sfortunato artista, vero e segreto. Francesco Salis, 61 anni, tradito da un cuore sballato, è stato un colosso della musica.
Aveva iniziato col fratello Tonietto, Antonio Albano, Guido e Nello Cocco, Benito Urgu nei mitici Barritas. Le lunghe notti sfrenate al Piper di Roma, le rotonde sul mare della Versilia, la messa beat al palazzo Borromini. Anni '60.
«La chitarra ritmica di Francesco - ricorda commosso Benito Urgu - faceva impazzire. Per me resta uno dei più grandi chitarristi degli ultimi 40 anni e dico 40 perché ricordo solo quelli».
Dai Barritas al complesso che accompagnava Edoardo Vinello, “I Watussi, Pinne - fucili e occhiali". Il ritorno al suo paese Santa Giusta per formare col fratello Tonietto, chitarrista e cantante straordinario, il duo "Salis 'n Salis" (e nel suo paese oggi, dopo la messa in Basilica alle 16, verrà sepolto).
Una musica rabbiosa e dolcissima. Nel 2000, per tre anni, tutti i giorni, due volte al giorno, si presentavano su Canale 5 con la "Ninna nanna del vecchio facchino" (sigla della trasmissione di arte, cultura e filosofia "La Casa dell'anima", con Vittorio Sgarbi). Parole di Filippo Martinez, musica di Francesco Salis e voce del fratello Tonietto. «Un successo strepitoso. Non passava giorno che a Canale 5 non giungessero i complimenti e richieste di un disco che però noti è mai stato pubblicato», ricorda Filippo Martinez che di quella trasmissione fu anche regista. «Una piacevole ossessione, facevano i complimenti per la trasmissione e chiedevano la "ninna nanna" dei Salis. Mia madre riceveva una marea di richieste, grandissimi i Salis e grandissimo il povero Francesco», ribadisce Vittorio Sgarbi.
I Salis cantarono a Canale 5 “Io sono il corsaro nero", una canzone che parlava di un bambino invecchiato che riconosceva i luoghi della sua fanciullezza. Un eroe che mori combattendo, solo contro tutti. Non aveva la spada ma una chitarra magica e sfortunata come i figli della West coast sarda. I Salis chiudevano le serate con un'altra loro bellissima canzone, "Salis addio". Salutavano e uscivano di scena, poi riapparivano per un ultimo applauso. E nell'aria le note della chitarra magica di Francesco. Per sempre.
ANTONIO MASALA





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