OMNIA SUNT COMMUNIA

L'americari sò forti, mica sò come li nostri governanti, loro si che pensano all'edilizia popolare!

La nuova maxi-prigione afghana costerà 60 milioni di dollari
Il Pentagono costruisce
un supercarcere a Bagram.
«Più umanità ed efficienza»
Ma soprattutto più detenuti
Nel Waziristan, tra il confine SudEst dell´Afghanistan e il distretto frontaliero del Nord ...
«Più umano e moderno»: così, nelle intenzioni dellla Difesa statunitense sarà il nuovo maxi-carcere di Bagram. Secondo quanto rivela il New York Times il Pentagono si sta preparando a costruire una enorme struttura detentiva in grado di ospitare fino a 1100 detenuti presso la propria base militare in Afghanistan. Secondo il quotidiano statunitense, la notizia confermerebbe l'intenzione dell'amministrazione Bush «di continuare a mantenere prigionieri all'estero nei prossimi anni», anche se si parla della chiusura del centro di Guantanamo a Cuba nel quale al momento sono detenuti circa 270 prigionieri.
Il centro d'internamento di Bagram, ricavato da un grande hangar per la riparazione degli aerei risalente all'era dell'occupazione sovietica del Paese nel 1980, è operativo dal 2002. All'interno di Bagram è successo di tutto: pestaggi durante gli interrogatori, privazione del sonno e altri metodi coercitivi per ottenere intelligence definiti dagli standard internazionali "tortura". Nel dicembre del primo anno morirono due detenuti per le dure percosse dei soldati che li interrogavano.
Le condizioni sono da allora migliorate, scrive il giornale, anche se i 630 prigioneri si trovano ancora in strutture di rete metallica, con spazi comuni, cucine e bagni insufficienti. Alcuni di loro sono detenuti da più di 5 anni senza essere stati formalmente incriminati di alcunché. Nessuno ha accesso ad un avvocato e secondo dati di aprile fra i detenuti vi sono dieci minorenni. Più volte l'amministrazione Bush recentemente aveva dato modo di intendere che ci sarebbe stato un progressivo ritiro e l'abbandono di queste detenzioni al limite (e spesso oltre) della legalità per trasferire gradualmente i prigionieri sotto la custodia delle autorità afghane. Appare del tutto evidente ora che il Pentagono si prepara, anche con il cambio di presidenza, a perseguire questa politica di carcerazione "straordinaria" e mantenere sui detenuti ritenuti più pericolosi (anche se spesso non sono imputat di niente) un controllo diretto. La popolazione carceraria di Bagram continua difatti a crescere in seguito all'intensificarsi dei combattimenti con talebani e allla fiorente attività di al-Qaeda e al fatto che nessuno viene più trasferito nel tristemente noto carcere di Guantanamo.
Il piano per l'"aggiornamento" di Bagram ha iniziato a prendere forma circa sei mesi fa, quando al Pentagono hanno cominciato a pensare che l'attuale struttura non poteva reggere a lungo. Il progetto per un carcere «più umano e moderno» costerà 60 milioni di dollari e prevede la costruzione di 6-10 capannoni, ciascuno grande come un campo da calcio e dotato di un'area ricreativa.
L'obiettivo è di ospitare 600 detenuti che potranno diventare fino a 1100 in momenti di maggior affollamento che difficilmente si può pensare che non si verificheranno. Ci sarà una mezza dozzina di altre costruzioni per l'amministrazione, l'infermeria e altro. Saranno previste aule per corsi di formazione professionale e discussione religiosa, oltre a spazi per gli incontri con i famigliari. Una lezione che le teste d'uovo di Washington dichiarano al New York Times di avere appreso dall'esperienza Iraq. L'operazione, dal costo non indifferente, servirà oltre che a migliorare le condizioni di prigionieri e "secondini" anche a migliorare l'immagine degli Stati Uniti alla quale gli episodi di Bagram, Guantanamo o Abu Ghraib non hanno di certo dato un contributo in positivo. Se da una parte non si può che essere lieti della trasformazione di Bagram in una struttura più decente, quello che desta preoccupazione è il messaggio sottinteso, ovvero che la Guerra Infinita va avanti.



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