Arriva K2: Cossiga jr lo sfidante
di Soru nel voto regionale
Berlusconi deciso, Floris e Pili al palo
di Marco Murgia
Pacco, alla casteddaia, con doppia sorpresa. La prima è quella lanciata sul Popolo della Libertà sardo da Silvio Berlusconi: un solo rappresentante della pattuglia isolana, Giuseppe Cossiga sottosegretario alla difesa, nella squadra di governo. La seconda è di quelle con il botto: sarebbe proprio il figlio del presidente emerito della Repubblica e senatore a vita Francesco il candidato indicato dal Cavaliere per la corsa alle regionali del 2009. Niente fantapolitica: la decisione sarebbe rimbalzata da Roma già un mese fa, all'indomani della vittoria alle elezioni politiche di aprile.
Non è un caso che Emilio Floris abbia indicato la presenza di un unico sardo -ma solo di nascita, viste le frequentazioni decennali oltre Tirreno dell'interessato- nella compagine governativa come il preludio per una possibile indicazione dall'alto anche per la presidenza di viale Trento. Il suo è stato un avvertimento motivato e preso sul serio. “Attenti, anche il candidato presidente potrebbe essere paracadutato da Roma”. Insomma, uno sbarco annunciato, anche da altre fonti autorevoli, per Giuspepe Cossiga. In sintonia con la sua passione “militari” e con l'incarico di sottosegretario alla Difesa.
Quello di Emilio Floris è più di un ragionamento: l'annuncio di informazioni garantite. Ma regge anche sul piano logico per almeno due motivi. Il primo è che il sindaco di Cagliari parla delle dinamiche del partito solo a ragion veduta. Il secondo è che è uno dei papabili, secondo i sondaggi interni che il centrodestra sta portando avanti. Risulta meno conosciuto ma più credibile di Mauro Pili. Che sta al palo: in Sardegna quanto a Roma, superato nella corsa a sottosegretario alle infrastrutture dal leghista Castelli ma anche da illustri sconosciuti.
Proprio ai sondaggi ma non solo avrebbe guardato Berlusconi, che decide solo sulle proiezioni tra gli elettori. Uniti al risultato elettorale isolano -dove il PdL ha vinto ma di misura strettissima: 2,7 punti alla Camera e 2,3 al Senato- ecco la decisione a sorpresa. Quei numeri al Cavaliere non sono piaciuti, anzi. Non c'è un vincitore nei sondaggi e non esiste la figura di spicco? Nessun problema, ci pensa lui: proprio mentre gli esponenti del Pdl isolano e i possibili alleati iniziano a guardare alle primarie come il metodo migliore per allargare il consenso.
Allora Giuseppe Cossiga: rampante, giovane -ha 45 anni- è dirigente di una azienda privata ed è un ingegnere aeronautico con studi all'estero. Grande appassionato ed esperto di cose militari, passione trasmessa dal padre - da qui l'incarico al ministero della Difesa - ha due sponsor pesanti. Il primo, manco a dirlo, è il padre: avrà pure votato per il Partito democratico, come aveva annunciato a L'Altra Voce, ma qualche consiglio può sempre darlo. Il secondo è un altro sardo di ritorno eletto nelle liste isolane: quel Piero Testoni biografo e nipote del presidente emerito della Repubblica. Cugino del nuovo enfant prodige del centrodestra sardo, starebbe per diventare il portavoce del Cavaliere. Le affinità passano attraverso Romano Comincioli, l'uomo che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo nell'isola su mandato di Berlusconi: era il suo braccio destro.
A poco varranno anche i prevedibili mugugni degli esponenti sardi doc: senza essere riusciti a piazzarsi nella lista dei 58 governativi avranno poco da recriminare. Fermi al palo: Pili in testa.