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  1. #1
    Padania deleghistizzata!
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    Predefinito To', qualcuno si è accorto che ci sono a Milano 35.000 clandestini "utili"...

    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...rtigiani.shtml
    E che non sono solo badanti...

    Continua la serie di incredibili "scoop" di questi giorni...(per i razzistielli ingorantelli di seconda Lega of course...gli altri lo sapevano già) che "ci" avevano permesso di scoprire che:
    - i Rumeni non sono extracomunitari
    - non tutti i Rom sono Rumeni
    - molti Rom sono italiani
    - moltissimi "clandestini" sono badanti...

    Magari nei prossimi giorni "scopriremo" qualcos'altro di interessante sulla proposta (ancora poco pubblicizzata) di mettere il visto per le visite sotto i 3 mesi per gli "extracomunitari"...

    Baci ai pupi

  2. #2
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    Predefinito

    L'allarme dell'Unione artigiani: «Non costringeteci all'illegalità»
    A Milano lavorano 35mila clandestini
    Gli artigiani: «Ne servono molti di più. Pronti a metterli in regola». Ma i posti a disposizione sono in tutto 6.200, badanti comprese




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    Non solo famiglie. L'allarme per la mancata regolarizzazione di gran parte degli stranieri richiesti con il decreto flussi contagia anche le imprese milanesi. «Non costringeteci all'illegalità — dicono i rappresentanti delle aziende —. Vogliamo rispettare la legge e nello stesso tempo essere messi in condizione di continuare con la nostra attività. Senza rinunciare a personale prezioso». A sollevare il problema, ieri, l'Unione artigiani di Milano. «In provincia abbiamo chiesto la regolarizzazione di 12 mila stranieri che in gran parte lavorano già nelle nostre aziende. Alla fine riusciremo a metterne in regola soltanto una minoranza», contesta il segretario generale dell'associazione, Marco Accornero. Delle 93 mila imprese artigiane della provincia, si stima che 7-8 mila stiano cercando di mettere in regola uno o più immigrati. La stragrande maggioranza senza successo». «Anche volendo il personale italiano non riusciamo a trovarlo — continua Accornero —. Le nostre sono attività di piccole dimensioni, rinunciando al clandestino che non si è riusciti a regolarizzare molti rischiano di chiudere».

    In provincia di Milano le aziende vogliono assumere 35 mila immigrati. Ma i posti a disposizione sono in tutto 6.200, badanti comprese. Gli artigiani chiedono senza tanti giri di parole un nuovo decreto flussi. Una posizione tutt'altro che isolata. «Le quote si sono dimostrate largamente insufficienti e vanno calibrate in modo diverso, tenendo conto della capacità del territorio di essere ricettivo, ma anche delle esigenze effettive delle imprese», dicono in Assolombarda. L'associazione delle aziende industriali della provincia chiede anche che gli stranieri ad alta qualificazione, (designer, ingegneri...) abbiano corsie preferenziali: «La libera circolazione delle risorse umane è un fattore di competitività». «Siamo una società aperta, bisogna regolamentare i flussi con buon senso. Puniamo delinquenti e scafisti. Ma non ostacoliamo chi cerca e offre lavoro», interviene Massimo Ferlini, presidente della Cdo milanese. A oggi — secondo Ferlini — il fenomeno immigrazione non è governato. In compenso si abusa di argomentazioni ideologiche. Anche le piccole imprese di Apimilano chiedono che i rubinetti dell'immigrazione non vengano chiusi all'improvviso. «Il 13 per cento dei nostri dipendenti è straniero. L'introduzione di norme più rigorose di quelle attuali, penso, ad esempio, al reato di clandestinità, costringerà a ridurre l'inserimento di personale. Con un impatto per l'economia tutto da calcolare», riflette il presidente di Apimilano, Paolo Galassi.

    Per le imprese milanesi l'inserimento degli immigrati potrebbe diventare una criticità soprattutto nei prossimi anni. «L'Expo inasprirà il problema. Eventuali modifiche delle regole devono tenere conto anche di questo», fa notare il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis. Un tema, questo, a cui la Cdo è particolarmente sensibile. «In vista dell'Expo alcune migliaia di lavoratori arriveranno a Milano — ricorda Ferlini —. E' necessario istituire un'agenzia per la sicurezza dell'occupazione. Che vigili prima di tutto sul lavoro nero».


    Rita Querzé



    20 maggio 2008

  3. #3
    Simply...cat!
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    Non esiste stavolta che siano regolarizzati anche se servono perchè non può passare il principio che "vieni qui che tanto prima o poi qualche governo ti regolarizzaerà".
    Se servono,sene tornano al loro Paese e POI,con il contratto di lavoro già in mano nel loro Paese,tornano qui.
    E' una questione di rispetto delle regole.

  4. #4
    Padania deleghistizzata!
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Non esiste stavolta che siano regolarizzati anche se servono perchè non può passare il principio che "vieni qui che tanto prima o poi qualche governo ti regolarizzaerà".
    Se servono,sene tornano al loro Paese e POI,con il contratto di lavoro già in mano nel loro Paese,tornano qui.
    E' una questione di rispetto delle regole.

    Mmmmm...scusa, magari ho capito male le proposte di Maroni, ma se uno viene espulso non è vietato poi il rientro in Italia???? E come fanno a tornare???



    E poi la "proposta di lavoro" molti già ce l'hanno, è solo che sono rimasti fuori dalle barbare quote (responsabilità questa anche del CS, non solo del CD...)

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da erciccio Visualizza Messaggio

    Magari nei prossimi giorni "scopriremo" qualcos'altro di interessante sulla proposta (ancora poco pubblicizzata) di mettere il visto per le visite sotto i 3 mesi per gli "extracomunitari"...

    Baci ai pupi
    Aspetto di leggere questa norma con attenzione, ma potrebbe rappresentare un clamoroso boomerang per un paese che vive di turismo.
    Ricordiamoci che anche americani, canadesi, australiani, svizzeri, giapponesi, coreani, ecc... sono extracomunitari...

  6. #6
    S'le not u s'farà dè!
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    Citazione Originariamente Scritto da liano Visualizza Messaggio
    L'allarme dell'Unione artigiani: «Non costringeteci all'illegalità»
    A Milano lavorano 35mila clandestini
    Gli artigiani: «Ne servono molti di più. Pronti a metterli in regola». Ma i posti a disposizione sono in tutto 6.200, badanti comprese




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    Non solo famiglie. L'allarme per la mancata regolarizzazione di gran parte degli stranieri richiesti con il decreto flussi contagia anche le imprese milanesi. «Non costringeteci all'illegalità — dicono i rappresentanti delle aziende —. Vogliamo rispettare la legge e nello stesso tempo essere messi in condizione di continuare con la nostra attività. Senza rinunciare a personale prezioso». A sollevare il problema, ieri, l'Unione artigiani di Milano. «In provincia abbiamo chiesto la regolarizzazione di 12 mila stranieri che in gran parte lavorano già nelle nostre aziende. Alla fine riusciremo a metterne in regola soltanto una minoranza», contesta il segretario generale dell'associazione, Marco Accornero. Delle 93 mila imprese artigiane della provincia, si stima che 7-8 mila stiano cercando di mettere in regola uno o più immigrati. La stragrande maggioranza senza successo». «Anche volendo il personale italiano non riusciamo a trovarlo — continua Accornero —. Le nostre sono attività di piccole dimensioni, rinunciando al clandestino che non si è riusciti a regolarizzare molti rischiano di chiudere».

    In provincia di Milano le aziende vogliono assumere 35 mila immigrati. Ma i posti a disposizione sono in tutto 6.200, badanti comprese. Gli artigiani chiedono senza tanti giri di parole un nuovo decreto flussi. Una posizione tutt'altro che isolata. «Le quote si sono dimostrate largamente insufficienti e vanno calibrate in modo diverso, tenendo conto della capacità del territorio di essere ricettivo, ma anche delle esigenze effettive delle imprese», dicono in Assolombarda. L'associazione delle aziende industriali della provincia chiede anche che gli stranieri ad alta qualificazione, (designer, ingegneri...) abbiano corsie preferenziali: «La libera circolazione delle risorse umane è un fattore di competitività». «Siamo una società aperta, bisogna regolamentare i flussi con buon senso. Puniamo delinquenti e scafisti. Ma non ostacoliamo chi cerca e offre lavoro», interviene Massimo Ferlini, presidente della Cdo milanese. A oggi — secondo Ferlini — il fenomeno immigrazione non è governato. In compenso si abusa di argomentazioni ideologiche. Anche le piccole imprese di Apimilano chiedono che i rubinetti dell'immigrazione non vengano chiusi all'improvviso. «Il 13 per cento dei nostri dipendenti è straniero. L'introduzione di norme più rigorose di quelle attuali, penso, ad esempio, al reato di clandestinità, costringerà a ridurre l'inserimento di personale. Con un impatto per l'economia tutto da calcolare», riflette il presidente di Apimilano, Paolo Galassi.

    Per le imprese milanesi l'inserimento degli immigrati potrebbe diventare una criticità soprattutto nei prossimi anni. «L'Expo inasprirà il problema. Eventuali modifiche delle regole devono tenere conto anche di questo», fa notare il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis. Un tema, questo, a cui la Cdo è particolarmente sensibile. «In vista dell'Expo alcune migliaia di lavoratori arriveranno a Milano — ricorda Ferlini —. E' necessario istituire un'agenzia per la sicurezza dell'occupazione. Che vigili prima di tutto sul lavoro nero».


    Rita Querzé



    20 maggio 2008
    se lavorano veramente vanno regolarizzati! come hanno potuto fare questa stima non lo so dal momento che non credo che nè gli artigiani nè i clandestini si siano autodenunciati!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Non esiste stavolta che siano regolarizzati anche se servono perchè non può passare il principio che "vieni qui che tanto prima o poi qualche governo ti regolarizzaerà".
    Se servono,sene tornano al loro Paese
    Si, fanno come mia cugina che domenica è venuta a Roma a fare spese , poi, nonostante abbia casa anche qui, se n'è tornata al paesello (totale andata e ritorno 450 km ) ed il giorno dopo è ritornata a Roma per andare in vacanza in Messico. Gli extracomunitari possono fare tranquillamente lo stesso! Peccato che non tutti abbiano il marito dentista! ( il sorriso è d'obbligo! )
    e POI,con il contratto di lavoro già in mano nel loro Paese,tornano qui.
    E' una questione di rispetto delle regole.
    Eh, certo, RISPETTIAMO LE REGOLE, PERBACCO!!

  8. #8
    Padania deleghistizzata!
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    Citazione Originariamente Scritto da Stilo_ Visualizza Messaggio
    se lavorano veramente vanno regolarizzati! come hanno potuito fare questa stima non lo so dal momento che non credo che nè gli artigiani nè i clandestini si siano autodenunciati!
    Semplice...le stime sono fatte sulle domande di regolarizzazione presentate.
    Come saprai, "grazie" al decreto flussi, cè un tetto di 170,000 unità al numero di permessi di soggiorno per motivi di lavoro.
    http://www.interno.it/mininterno/exp...ta_flussi.html
    Le richieste sono state molto di più...circa 700,000
    http://www.aclitreviso.it/?q=node/201

    "Ufficialmente" chi fa la richiesta di soggiorno non è in Italia, ma la fa dall'estero...
    In realtà, la stragrande delle richieste viene fatta da immigrati "clandestini" che stanno già lavorando in Italia...

    Da qui il "panico" che l'introduzione del reato di immigrazione clandistina sta generando anche tra chi, come nel Nord Italia, ha lanciato la proposta...

    Questa situazione è secondo me il perfetto "specchio" della visione che ha il tipico (non tutti) imprenditore "leghista": i clandestini me li tengo, ma solo per farsi il culo nella fabbrichetta...fuori dalla fabbrichetta non esistono

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da erciccio Visualizza Messaggio

    To', qualcuno si è accorto che ci sono a Milano 35.000 clandestini "utili"...
    i

    Vediamo se qualcuno si accorge di quanti clandestini INUTILI o DANNOSI ce stanno a Milano...

    Resto in attesa.

    Saranno mica tutti santi, stì clandestini, molti dei quali usciti di galera e indotti a venire in Italia!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da ugolupo Visualizza Messaggio
    Vediamo se qualcuno si accorge di quanti clandestini INUTILI o DANNOSI ce stanno a Milano...

    Resto in attesa.

    Saranno mica tutti santi, stì clandestini, molti dei quali usciti di galera e indotti a venire in Italia!
    De clandestini nun lo so, ma de "pistolesi" ce n'avete 'na carettata!
    Za!

 

 
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