Per libertà non intendiamo, ovviamente, tutte le presunte «libertà/porcherie» inoculate dalla feccia radicaloide nel corpo sociale (1).
Intendiamo invece - dobbiamo accontentarci per il momento - la libertà di intraprendere, senza lavorare da gernnaio a fine luglio per mantenere la casta di sinistra (2), la libertà dall’intercapedine della burocrazia nullafacente, che è la base elettorale di massa della casta di sinistra, la libertà di costruire una doccia o un bidet, o di tirare su o giù un muro in casa propria senza l’autorizzazione della burocrazia, che mantiene se stessa e la casta di sinistra… e si potrebbe andare avanti all’infinito.
D’altro canto sono gli italiani interessati ad un leader che si proponga di combattere divorzio, aborto, omosessualità, pedofilia, droga, pornografia, eutanasia, etc. (tutti mali tra di loro strettamente connessi)?
O che si erga contro gli USA e chi gli sta dietro? (3).
Noi pensiamo di no.
Merita qualcosa di meglio un popolo che ammazza a milioni i propri figli nel grembo materno, che porta le proprie donne in locali dove si scambiano le coppie, per il quale eterosessualità od omosessualità sono semplici opzioni, che ha figlie tredicenni che hanno già fatto esperienze sessuali paragonabili, per quantità, a quelle di prostitute a fine carriera, che ha il più alto consumo di droghe in Europa?
Possiamo accontentarci allora di spostare un bidet da una parte all’altra del bagno senza il permesso del sindaco (di sinistra) del Comune dove si risiede, di Veltroni (4), di Prodi, di
Di Pietro (a quando la seconda laurea?) (5).
Alternative?
Prima di tutto sono alternative frutto di ridicoli personalismi (vedi Casini e Storace) che indeboliscono Berlusconi nei confronti di Veltroni, con poche possibilità di riuscire a superare gli sbarramenti.
Ammesso poi che riescano ad avere un buon risultato, con un po’ di soldi e qualche posticino Berlusconi se li comprerebbe.
Miglior risultato elettorale per costoro, prezzo più alto (vale la pena?).
Per quanto riguarda l’ex portaborse Casini (politico finito, anzi mai iniziato, dopo il crollo della DC a seguito di Tangentopoli) grazie a Berlusconi è addirittura arrivato alla presidenza della Camera, dove ha raggiunto la notorietà di cui ora beneficia; insiste nel voler ricostruire il centro democristiano, responsabile assoluto della scristianizzazione e dell’imbarbarimento dell’Italia; è un partito pieno di inquisiti, marcio ideologicamente (è la sentina del modernismo cristiano, il cui paradigma più qualificato è Buttiglione, del compromesso, dello scambio trasformistico, del tradimento); se scompaiono per sempre è un bene per il Paese.
Per chi avesse però nostalgie per questo mondo i meno peggio (vedi Giovanardi) sono già passati con Berlusconi.
Il chiacchieratissimo (come presidente della Regione Lazio e come ministro della Sanità) Storace ci ha messo 12 anni per capire che l’Alleanza Nazionale non è di «Destra»; ha nominato candidato premier la Santanchè, nota ideologa e militante da sempre della «Destra», che non ha probabilmente neanche il voto del marito; in una trasmissione radio della mattina l’abbiamo sentita litigare ferocemente con la consecutio temporum ed esprimersi con un numero impressionante di anacoluti.
Forza Nuova ha avuto una una grande chance nel 2006 quando, con un voto il più libero possibile nella storia d’Italia (correva col Polo) ha mostrato al mondo che i «fascisti» in Italia sono lo 0,2%; non è che l’orbace o il fez impediscano di veicolare i valori naturali di sempre?
Chi comunque avesse legittime simpatie per quel movimento sappia che il suo leader Fiore è arrivato: diventerà deputato europeo al posto della Mussolini, sicura eletta nel partito di Berlusconi.
«Ultima chiamata» perché Berlusconi ha 71 anni ed è l’unico uomo politico, dal dopoguerra, che è riuscito ad ostacolare, seriamente, il potere della sinistra nel nostro Paese.
Dopo di lui vedete qualcuno in grado di fare altrettanto, con realistiche possibilità di riuscita?
Fabio de Fina


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