Adesso basta!
Ancora una volta Napoli ed i Napoletani, a seguito del riaggravarsi dell’emergenza rifiuti, emergono come il popolo incivile per eccellenza, il male assoluto e, nei giudizi di qualche “fine intellettuale”, rozzi, barbari e camorristi.
E’ opinione comune il giudizio per cui, essendo la maggior pare delle attività commerciali ed imprenditoriali sotto la morsa del racket, i napoletani contribuirebbero tutti ( volutamente ) a finanziare la criminalità organizzata e pertanto sarebbero tutti camorristi. Si fa invece orecchie da mercante di fronte alla notizia che un altro eroe ha lasciato la vita sul campo della lotta contro la camorra: Domenico Noviello ammazzato perché ha denunciato gli estorsori!

Ovviamente chi ha un pò di sale in zucca può facilmente accorgersi che qualcosa nell’equazione “vittima di estorsione = camorrista”, non funziona. Sarebbe come dire che se ti vengono a rubare in casa sei un ladro!se ti ammazzano sei un assassino! se violentano tua moglie sei uno stupratore!

La soddisfazione più grande di fronte al costruirsi di questa idea di Napoli, dei Napoletani e dei meridionali in genere è quella di una reazione della società civile o meglio di quella che Don Luigi Ciotti chiama società responsabile! è arrivato il tempo di « mettere da parte il vecchio meridionalismo piagnone, di cui non si sente alcun bisogno »[1] per farsi portatori di un reale risanamento morale e materiale dell’intera società meridionale.

Onore a Domenico Noviello, uno di noi!

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