Il Senatur rilancia: alla Lega le banche del Nord e il premier
Bossi ha ribadito le priorità del Carroccio e ha dettato le condizioni forte della vittoria elettorale. Calderoli: avremo uomini nostri a ogni livello
La conquista delle banche del nord ed il premier leghista. Sono queste le sfide di Umberto Bossi che, ieri ha cenato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al suo rientro da Washington. E è entrato così nel vivo il lavoro della maggioranza e del governo sulle riforme. Il leader della Lega, forte del risultato elettorale alle Regionali, continua a dettare le condizioni del Carroccio sulle modifiche della Costituzione e si spinge oltre avanzando le pretese del suo partito sulle banche del Nord.
Intanto il presidente del Senato, Renato Schifani, ha rinnovato l'appello a riforme condivise e ha bocciato lo stop al bicameralismo perfetto che esclude il Senato dal circuito della fiducia al governo. "Non una Camera di serie A e l'altra di serie B; entrambi i rami del Parlamento dovranno avere pari dignità costituzionale nei ruoli e nelle competenze a ciascuno assegnati", ha ammonito la seconda carica dello Stato, invitando a non avere "fretta" e a cercare intese con l'opposizione perché le riforme costituzionali "devono essere connotate dal raggiungimento di una larga maggioranza che non può e non deve essere soltanto quella delle forze politiche che sono attualmente al governo".
Ma sul dialogo con la minoranza, Bossi ha fatto sapere che prima si arriva a un testo del governo e poi "in Parlamento si vede se il Pd ha interesse a farle con noi". Il leader del Carroccio, incontrando i giornalisti alla Camera ieri mattina, ha ribadito che la priorità resta il federalismo per cui serve il Senato federale che, tuttavia, ha assicurato: "Non sarà una Camera di serie B". Il Senatur, prima dell'incontro con Berlusconi, ha messo sul tavolo altre "provocazioni": la possibilità, paventata già domenica dal ministro Roberto Calderoli, di un leghista a Palazzo Chigi nel 2013 e l'assalto del Carroccio alle "banche più grosse del Nord" che, parola del ministro delle Riforme, "avranno uomini nostri a ogni livello" perché "la gente ci chiede di prenderci le banche e noi lo faremo".
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