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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Il Capo dello Stato, il XXV aprile e il Revisionismo Storico

    Ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere, cercando di farlo al meglio. In occasione delle celebrazioni del 25 aprile (ossia ieri) il Capo dello Stato C.A. Ciampi, già ministro del Tesoro (ulivista), già Presidente del Consiglio e già Governatore della Banca d'Italia, si è avventurato in un discorso ardito.
    Per farsi perdonare "dall'antifascismo militante" di matrice marxista e azionista (e azionista lui fu) alcune precedenti parole di comprensione per le vittime "dell'altra parte" (i giovani repubblichini caduti "per l'onore"), che gli costarono critiche al limite del vilipendio da parte degli intellettuali antifascisti "duri e puri" (editorialisti de "L'Unità" e di "Repubblica"), si è avventurato in un discorso un tantino ....contraddittorio.
    Dopo aver ammesso che la storia si deve arricchire di nuovi studi, di nuovi approfondimenti, di nuove scoperte, avvalendosi di nuove fonti e di nuove testimonianze, ha negato ogni dignità al "revisionismo storico".
    Che cosa intende il Capo dello Stato per "revisionismo storico"? Non ce lo ha detto. Forse un banchiere non ha molta confidenza con le polemiche in capo storiografico, ma appunto per questo dovrebbe evitare di avventurarsi in terreni che gli sono ostici.
    Come è noto, De Felice ed i suoi allievi, ossia la migliore scuola storiografica definita "revisionistica" del nostro paese, respinse sempre questa etichetta, pur dichiarando che, ovviamente, ogni storico non può non dirsi ...revisionista.
    Il professor Perfetti, l'anno scorso, in un paio di editoriali della prestigiosa rivista "Nuova Storia Contemporanea", ha ribadito che l'etichetta del "revisionismo storico" è troppo generica e comprende troppe cose completamente diverse per avere ancora un valore e per poter essere ancora usata dai "revisionisti" seri, di impostazione scientifica.
    Ma ormai è fatale che storici come De Felice, Perfetti, Nolte e via discorrendo siano identificati, dal grande pubblico, anche mediante la definizione di "revisionisti".
    Il Capo dello Stato intendeva dunque ripudiare il lavoro scientifico di questi studiosi?
    O piuttosto non ha voluto riferirsi a quei "revisionisti" che si spingono alla negazione dei crimini del nazionalsocialismo, alla loro giustificazione o minimizzazione (i vari "negazionismi")?
    Forse ne' l'uno, ne' l'altro, forse si riferiva semplicemente a coloro che "mettono sullo stesso piano" i campi avversi durante la guerra civile di liberazione, equiparando i "combattenti per la libertà" ai "combattenti per l'onore della patria", non solo da morti, ma anche da vivi...
    In ogni caso mi permetto di dire che l'affermazione del Presidente della Repubblica, proprio perchè in gran parte imprecisa e intedeterminata, proprio perchè si presta a interpretazione più o meno....estensive e strumentali, è sbagliata!
    Da parte mia se per "revisionismo storico" si intende quello scientifico e serio riferibile, ad esempio, alla magistrale opera storiografica di studiosi come Renzo de Felica.....mi dichiaro senz'altro pro-"revisionismo".
    Detto "revisionismo" ha contribuito a sbugiardare, per altro, con una critica puntuale e incontrovertibile, i luoghi comuni interpretativi e le viltà nella ricostruzione dei fatti operate dalla "vulgata antifascista" di matrice marxista e/o azionista.
    Non si arrabbi Presidente, ma questi ultimi "storici" (marxisti e azionisti "di massa") non possono non essere discussi e criticati e i loro "risultati scientifici" non possono non essere sottoposti a profonda e radicale revisione.
    Nell'interesse della verità e della ricerca, interesse che è superiore a qualsiasi altro. Anche al "politicamente corretto".

    Cordiali saluti.

  2. #2
    memoria storica di PoL
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    Predefinito in altre parole...

    ...in altre parole anche il Capo dello Stato, al pari di ogni altro in una democrazia, è liberissimo di esprimere la propria opinione.
    Altrettanto vero però è il fatto che il proceso di revisione storica sull'intero significato del '25 aprile' e della 'resistenza', iniziato alcuni anni fa da Renzo De Felice, andrà avanti comunque, piaccia o no a Ciampi, Cofferati, Dario Fo e quanti altri...

    Analoghe considerazioni del resto sono da fare anche sulla recente presa di posizione di Gianfranco Fini, il quale è liberissimo di esprimere anch'egli una propria opinione, senza ghe questa debba necssariamente coincidere con l'opinione della maggioranza di An. Esemplare poi è stato a tal riguardo il caso di Trieste, dove le autorità del Comune e della Provincia, in particolare l'assessore e deputato di An Roberto Menia, hanno ritenuto più importante farsi interpreti dei sentimenti dei Triestini che li hanno votati, piuttosto che adeguarsi a generiche norme di 'politically correct' volute dai dirigenti di partito.

    assai 'poco resistenti' saluti!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Fini è il Presidente di Alleanza Nazionale, espressione della maggioranza del partito, anzi....della quasi unanimità.

    Cordiali saluti.

  4. #4
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    Originally posted by Pieffebi
    Fini è il Presidente di Alleanza Nazionale, espressione della maggioranza del partito, anzi....della quasi unanimità.

    Cordiali saluti.

    Questa è un immane cazzata, ragionando come te allora in An potrebbe anche restare solo lui, tanto è l'unico che esprime opinioni valide...

    Fini ha espresso un opinione appoggiato da una parte di an, io personalmente come la maggioranza della militanza, la maggioranza degli elettori non mi riconosco nel 25 aprile in quanto festa della resistenza ma in quanto festa della liberazione ad opera degli americani che ci hanno dato la libertà che oggi abbiamo e che hanno lottato contro un fascismo ormai deviato dalla follia nazista..

    Festa della resistenza significa ricordare tutte le esecuzioni, tutti gli omicidi commessi dalla barbarie partigiana comunista.

    è ora di far luce su una certa resistenza!

  5. #5
    SENATORE di POL
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    Edgardo Sogno era un comunista?
    Vedo che conosci la storia.
    Forse è meglio che studi di più e meglio.
    Le uniche maggioranze che contano in un partito....sono quelle dei congressi e degli organi dirigenti.

    Saluti d'uso.

  6. #6
    Il ragazzo della destra
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    Originally posted by Pieffebi
    Edgardo Sogno era un comunista?
    Vedo che conosci la storia.
    Forse è meglio che studi di più e meglio.
    Le uniche maggioranze che contano in un partito....sono quelle dei congressi e degli organi dirigenti.

    Saluti d'uso.
    di Edgardo Sogno io non ho parlato...

    in un partito devono contare tutti dal primo all'ultimo iscritto, ognuno con la sua idea contribuisce a costituire la linea del partito, vai in giro per le strade ascolta le opinione dei militanti di An, voglio vedere se festeggiano la resistenza il 25 aprile!!

    comunque, come ho gia detto io il 25 aprile lo festeggio in quanto giorno della liberazione dal Fascismo ormai diventato succube del nazismo di Hitler ad opera degli Usa...
    la festa della resistenza è una pagliacciata costruita dai comunisti per attaccare la destra democratica italiana che oggi è al governo..

    mi meraviglio delle tue opinioni filopartigiane...

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Filo che? Edgardo Sogno era un partigiano, una medaglia d'oro al valor militare per i suoi meriti nella Resistenza Antifascista e un Anticomunista di ferro.
    Vi fu una resistenza democratica e una resistenza comunista, che si trovarono necessariamente alleate come furono alleati USA e URSS contro la Germania di Hitler. E vi fu "l'esercito" del Regno del Sud (dimenticato dalla "vulgata antifascista" di matrice marxista) che ha combattuto contro tedeschi e fascisti-repubblicani a fianco degli alleati anglo-americani.
    Il 25 aprile è finita una dittatura, non certo per merito principale dei comunisti (che comunque ne avrebbero voluto un'altra), ma soprattutto per opera degli anglo-americani.
    I partigiani cattolici, liberali, monarchici e gli stessi "azionisti" non possono essere offesi e dimanticati così.

    Saluti d'uso.

  8. #8
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    up!

  9. #9
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    Un po' di ripasso dell'ovvio, per bocca del sempre grande Massimo Fini, non fa mai male:


    La Storia, per sua natura, è revisionista

    di Massimo Fini

    Negli ultimi anni la sembrava finita con l'asfissiante, ammorbante e per nulla innocente retorica della Resistenza. E' passato più di mezzo secolo, molte cose sono cambiate, la cultura di sinistra non è più egemone, anche se tende sempre a essere totalizzante e totalitaria, la destra è tornata all'onor del mondo e ci sono quindi tutte le condizioni per poter valutare quei fatti con più equilibrio, in modo meno unilaterale e fazioso.

    Invece quest'anno siamo ripiombati in pieno mito resistenziale, grazie a Ciampi, che indulge molto alla retorica, e a una destra che, tornata al Governo, cerca in tutti i modi di legittimarsi (ma che bisogno c'è di legittimarsi? In uno Stato democratico un leader politico, si chiami Fini o Le Pon, è legittimato solo dal consenso, non dalla comunità ebraica).

    Nell'ambito di quel grandioso e terribile evento che fu la seconda guerra mondiale, la Resistenza ebbe un ruolo del tutto marginale. L'Italia l'hanno liberata gli angloamericani, non i partigiani, tantomeno, come invece vorrebbe la neoretorica di Ciampi, gli italiani.

    La Resistenza è servita da riscatto morale a quelle poche migliaia di uomini e di donne, cui va tutto il nostro rispetto, che la facero. Ma non riscatta tutti gli altri italiani, vale a dire la stragrande maggioranza, che aderirono entusiasticamente al fascismo, approvarono le leggi razziali, entrarono in guerra a fianco dei nazisti, sperando di lucrare sciacallescamente sulla vittoria tedesca, e dopo il 25 luglio stettero alla finestra per vedere chi vinceva diventando improvvisamente tutti antifascisti, appunto il 25 aprile del 1945. E' troppo facile, è troppo comodo far gli eroi della libertà salendo all'ultimo momento sul carro del vincitore e adossare tutte le colpe all'ex alleato sconfitto e tradito nel peggiore dei modi. Bisognava pensarci prima.

    Ma la retorica della Resistenza, la sua sproporzionata enfiagione rispetto al suo effettivo valore storico, è servita appunto agli italiani per far finta di aver vinto una guerra che avevano invece perduto, per fare un lavacro delle loro responsabilità e per non fare i conti con se stessi. Un voluto equivoco foriero di non pochi guai e drammi, a cominciare dal terrorismo rosso.

    Discutibile, a dir poco, è poi la convinzione di Ciampi che un revisionismo sulla Resistenza sia 'improponibile'. La Storia è per sua natura revisionista, sia perché ha il dovere di verificare la veridicità dei fatti, sottraendoli alla versione dei vincitori, sia perché ogni generazione può interpretare gli stessi fatti in modo doverso. E' un diritto che nessun 'ukase', per quanto autorevole, può cancellare

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by Pierfrancesco [più noto come Pieffebi]:

    ...Fini è il Presidente di Alleanza Nazionale, espressione della maggioranza del partito, anzi....della quasi unanimità...

    caro il mio ragioniere
    tutto dipende da che cosa si intende per 'espressione della maggioranza del partito'. Se uno intende dire che è stato sino ad oggi designato in modo 'democratico', ossia eletto dai delegati al congresso, presidente e segretario di An, questi allora è nel vero. Se uno invece intende che come tale qualunque cosa egli affermi, tanto più se in modo edire sclusivamente 'formale' o se preferisci 'di facciata', sia condivisa dalla maggioranza dei militanti di An, allora questi è clamorosamente fuori strada, mio caro. Chi te lo dice del resto è di casa nel Msi prima e in An ora da qualcosa come sette lustri, e pertanto potrebbe saperne al riguardo qualcosa di più di chi fino a poco tempo fa, non avertene a male te ne prego, bazzicava in non meglio precisati ambienti della sinistra parlamentare ed extraparlamentare.

    saluti anticomunisti!...

    --------------

    Nobis adua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

 

 
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