http://www.agi.it/genova/notizie/200...12369-art.html
TANGENTI: SCONCERTO VATICANO PER ARRESTO PROFITI
(AGI) - Genova, 21 mag. - Sconcerto dal Vaticano dopo l'arresto, nella notte, di Giuseppe Profiti, una delle sei persone implicate nell'indagine coordinata dal pm Francesco Pinto della Procura di Genova su un presunto giro di tangenti e corruzione legato agli appalti delle mense del Comune del capoluogo ligure e della Asl 2 savonese. Dal 29 marzo scorso, infatti, Profiti e' il presidente dell'ospedale pediatrico Bambin Gesu' di Roma, di proprieta' del Vaticano. A chiamarlo nella capitale per ricoprire l'incarico era stato il Segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, che gia' lo aveva voluto come vice presidente dell'ospedale Galliera di Genova, di proprieta' della Curia. Non risulta che Profiti si sia dimesso.(AGI)
http://genova.repubblica.it/dettagli...nquere/1462815
Tangenti in Comune, cinque arresti
L'accusa: associazione a delinquere
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Stefano Francesca, portavoce del Sindaco Marta Vincenzi, Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, entrambi ex consiglieri Ds, e un imprenditore vercellese, Roberto Alessio, avrebbero costituito una 'banda' per monopolizzare gli appalti delle mense ospedaliere e scolastiche di Genova e della Liguria. Arresti domiciliari per Giuseppe Profiti, direttore del Bambin Gesù di Roma
di Massimo Calandri e Giuseppe Boi
Giuseppe ProfitiAssociazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta. È questa l'accusa che ha portato in carcere Stefano Francesca, portavoce del sindaco Marta Vincenti, Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, entrambi ex consiglieri Ds, e un imprenditore vercellese, Roberto Alessio. È in stato d'arresto, ma domiciliare, anche il professor Giuseppe Profiti, direttore del Bambin Gesù di Roma. La clamorosa svolta dell'indagine sulle presunte tangenti per la gestione delle mense scolastiche e ospedaliere di Genova e della Liguria è maturata nella mattinata di mercoledì. I militari della Guardia di Finanza hanno eseguito le misure di custodia cautelare emesse dal Gip Roberto Fucina. E lo scandalo che aveva già turbato la politica ligure, e in particolare il Comune di Genova, diventa una tempesta.
Il primo ad essere arrestato - come ha confermato uno dei suoi legali, Giuseppe Sciacchitano - è stato Stefano Francesca, portavoce del sindaco diessino Marta Vincenzi. Poi sono finiti in manette l'avvocato Massimo Casagrande, ex consigliere Ds come un altro arrestato, Claudio Fedrazzoni. Insieme ai tre politici è stato colpito dal provvedimento del Gip anche un imprenditore vercellese, Roberto Alessio, titolare dell'omonima azienda di carni.
Nella sua ricostruzione il Pm Gabriele Pinto sostiene che Francesca, Casagrande, Fedrazzoni e Alessio avevano costituito una 'banda delle mense'. Nelle 620 pagine dell'indagine si ipotizza infatti che l'obiettivo dei quattro era monopolizzare la gestione delle mense ospedaliere e scolastiche di genova e della Liguria. Alessio avrebbe pagato materialmente le tangenti e poi gestito gli appalti tramite la sua azienda. I due ex consiglieri comunali di Genova avevano invece il ruolo di intermediari con gli esponenti politici e i dirigenti delle Asl.
Con questo sistema la 'banda' sarebbe riuscita ad aggiudicarsi un gara per la fornitura delle mense ospedaliere della Asl 2 di Savona. Ed è per questo che è stato sottoposto agli arresti domiciliari anche il direttore dell'ospedale Bambin Gesù di Roma Giuseppe Profiti. All'ex manager dell'azienda sanitaria savonese sono contestati i reati di corruzione semplice e turbativa d'asta. Secondo la ricostruzione del Pm non faceva parte della 'banda' e per questo gli sono stati concessi i domiciliari.
Dopo il 'colpo' alla Asl di Savona, il nuovo obiettivo di Francesca, Casagrande, Fedrazzoni e Alessio era mettere le mani sulle mense scolastiche genovesi. Un obiettivo importante e redditizio: ottenere l'appalto significa fornire 26 mila pasti al giorno. In questo caso i due intermediari avrebbero cercato di prendere contatti con due assessori dell'attuale giunta di sinistra: Massimiliano Morettini e Paolo Striano, entrambi hanno già presentato le dimissioni. I due ex assessori non stati raggiunti da alcun ordine di custodia cautelare, così come un'altro indagato: Alfonso Di Donato, direttore della Asl 2 di Savona.
L'indagine della Procura si basa su un anno e passa di intercettazioni telefoniche e ambientali, con microspie piazzate in uffici pubblici e privati ma soprattutto nei ristoranti genovesi dove i protagonisti della vicenda si sarebbero incontrati per parlare di affari e "mazzette". Gli arresti odierni seguono al lungo interrogatorio (17 ore) cui è stato sottoposto nei giorni scorsi l'avvocato Casagrande. Secondo indiscrezioni nel mirino della procura ci sarebbero anche i finanziamenti della campagna elettorale dello scorso anno.
(21 maggio 2008)




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