Anno Siriano (2008-2009)


Una grave sciagura s’abbatterà sull’Italia. Plachiamo la Divina Giustizia oltragiata!!


L’augusto Cardinale commenta la morte della Nazione, avvenuta 30 anni orsono.
Discorso dopo l’approvazione della legge sull’aborto


Confratelli, Fedeli!


Il Legislatore italiano ha sancito l’aborto. Noi leviamo il nostro grido di dolore.
Si può dunque legalmente uccidere; per ora solo i nascituri.

Poi si vedrà: ammesso il principio, le conseguenze col tempo possono trarsi all’infinito anche a danno di quelli che oggi acclamano la nuova legge.

Il diritto di Dio sulla vita è stato violato dagli uomini che hanno votato la legge e indirettamente da tutti coloro che li hanno mandati al Parlamento.

Che cosa ne verrà?

Chiediamo perdono al Signore e preghiamo.

Ma tutti debbono temere.

A tutti ricordiamo le seguenti verità:

1. La legge morale per la quale il nascituro, in qualunque stadio della sua evoluzione, va rispettato è sempre valevole e nessun Parlamento di questo mondo può esentare dalla Legge di Dio. Nessuna Legge cancella il peccato gravissimo dell’assassinio.


2. Le sanzioni canoniche contro chi abortisce e contro tutti coloro che procurano l’aborto, rimangono.


3. Il delitto di aborto si cumula coll’altro, che toglie ai nascituri la grazia del Battesimo, perché ogni essere, in qualunque stadio della sua esistenza, deve essere battezzato.


Vi sono anime che sanno offrirsi a Dio per salvare i fratelli colpevoli. Questo è il momento di placare la Divina Giustizia.

+Giuseppe Card. Siri
Arcivescovo