
Originariamente Scritto da
Florian
Questa mattina ho letto vari articoli sulla questione ma non intendo postarli perchè ci porterebbero inevitabilmente a dividerci e a polemizzare, cosa che personalmente vorrei evitare.
Tendo sottolineare che questo non è uno scontro tra due leader o due correnti di pensiero. Fosse così sarebbe oltremodo facile dividerci in guelfi e ghibellini.
E' a mio avviso uno scontro tra una logica di governo e una logica di partico, di cui fa spese, purtroppo, la logica di coalizione.
C'è chi sta con Berlusconi per fiducia nell'uomo e nella sua azione politica. Dunque, stando con Berlusconi, finisce con lo stare con chi sta con Berlusconi: Feltri, Lupi, la Lega... Chiunque è oggettivamente funzionale all'azione di governo.
E poi ci sta chi è interessato al PDL. Attenzione: non a Fini. Non necessariamente a Fini. Quelli che stanno col PDL appartengono a due gruppi diversi:
- coloro che provengono da AN e prima dal MSI e ci tengono al fatto che la l'eredità politica e umana della destra (qualunque cosa si intenda con suddetto termine, da Almirante ai Campi Hobbitt) non si disperda nel berlusconismo ma che continui ad essere rappresentata.
- coloro che hanno a cuore l'esistenza di un partito di centrodestra nazionale, ovvero presente su tutto il territorio, che funzioni democraticamente coi suoi congressi, le sue mozioni, le sue correnti, le sue maggioranze che sono sempre esistite anche in un partito "neofascista" quale il MSI.
Entrambi i gruppi hanno alle spalle una storia politica, non necessariamente di destra, ma che nel suo complesso ha sempre ritenuto la nazione, la coesione sociale e il radicamento nel meridione dei punti qualificanti. Per questi motivi hanno accettato loro malgrado, sin dal 1994, la coalizione con l'alleato territoriale leghista: localista/nordista, separatista e antimeridionalista.
Fini è il collante di questi due gruppi che si oppongono all'azione del Governo Berlusconi-Bossi ritenendola troppo sbilanciata su posizione estranee alla loro tradizione politica.
Chi pensa che il seguito finiano sia composto unicamente da persone dal profilo liberal, laiciste e pro-immigrazione, sbaglia. Esiste questa componente, come esisteva nel partito liberale, in quello socialista e anche nel vecchio MSI (queste tesi appartengono al dna della Nuova Destra, basti pensare che un nemico del "primo" Fini, Miro Renzaglia, è oggi simpatizante del "nuovo" Fini), ma il problema essenziale è istituzionale ed economico. E' l'asse Berlusconi-Bossi-Tremonti che viene messo in discussione perchè si ritiene avvantaggi il Nord rispetto al Sud dividendo così ancor più l'Italia.
Con tutto il rispetto per chi affianca Berlusconi e il suo attuale Governo su posizioni cattolico-tradizionaliste, non è certo su temi e di etica e di bioetica che si sta consumando la scissione. Più prosaicamente è questione di poltrone e di soldi. E' questione politica e non morale che non a caso è deflagrata dopo la richiesta di Bossi delle banche del Nord.
E' di questo che si discute essenzialmente. Di come e dove devono essere spesi i soldi della cassa nazionale. Per questo, da sempre, l'oggetto di tutte le polemiche nel centrodestra è il responsabile dell'economia Tremonti.