Prendo in prestito una canzone dei Finley (Diventerai una Star) per il titolo di questo articolo, sperando che gli autori non si offendano per tanta audacia. Peraltro, credo che dopo esser stato associato allo spot di un dolciume, il cui solo possesso bastava a catapultare magicamente un adolescente in un party sfrenato e “vippesco”, il pezzo del celebre gruppo Pop-Punk italiano possa anche produrre ispirazioni alternative senza creare troppo clamore.
Ma veniamo al dunque: diventare una star … è davvero questo l’obiettivo dei giovani di oggi ?
Secondo il pensiero unico dei media italiani sembrebbe proprio di si.
Quotidianamente infatti la TV ci presenta ragazze e ragazzi che sostengono provini per partecipare a reality di qualsiasi “format”; avvenenti fanciulle e aitanti giovanotti che ogni pomeriggio ci deliziano con corteggiamenti fasulli e storie di vita, che se non venissero trasmesse forse non interesserebbero a nessuno. Giochini insulsi e litigi deliranti con il finto pubblico in studio, ma anche tra corteggiatori e corteggiate e viceversa, tra corteggiati e corteggiatrici, tra ospiti e corteggiati ecc …
Cosa non si fa per conquistare la “sintonizzazione” delle casalinghe e delle giovanissime italiane.
Sembrano ormai lontanissimi i tempi in cui un Pietro Taricone - tra i protagonisti del “Grande Fratello I” - si chiedeva se il pubblico non si stesse annoiando a morte durante le ultime battute del programma, essendo rimasti in 3 o 4 nella Casa del “Grande Guardone”, con poche cose da fare e soprattutto da dire. A qualche critico poco accorto quella fase sarà sembrata la sentenza definitiva di morte dell’esperimento “Reality Show”: mai opinione fu più sbagliata purtroppo. La macchina Costanzo-DeFilippica aveva previsto tutto e si era già attrezzata ad alimentare in maniera robusta questo nuovo segmento dello showbiz. Ecco allora che il reality continuava anche fuori dalla Casa, dove la Tele rendeva rappresentabile e spettacolare quasi tutto di questi nuovi miti generazionali della nostra nazione: dal cagnolino all’amichetta di infanzia, dai genitori ai nonni, passando per le comparsate in discoteca profumatamente retribuite grazie alla sincera partecipazione di adolescenti paganti. Non dimentichiamoci ovviamente del programma domenicale, trasformatosi negli anni da luogo di intrattenimento per le famiglie a gran calderone di personaggi resi noti dal solo fatto di “esserci” e certamente non per una loro bravura o arte. Da qui si passa poi alla brava Simona Ventura che con l’Isola dei Famosi si inventa il recupero dei Vip un pò passatelli, così anche mamma Rai inizia a fare il suo “dovere”. Seguiranno (e continuano tutt’ora ad essere sfornati) tanti altri esempi di tv-spazzatura e promozione di falsi modelli e stili di vita che sicuramente hanno inciso soprattutto nella formazione dei più giovani, di quella generazione che secondo molti è tutta Bulli e Pupe e finalmente è divenuta protagonista del più grande e seguito reality che la storia dei media abbia mai conosciuto: quello dei genitori assassinati e delle madri assassine; della gioventù che muore nei Rave Party dopo aver assaggiato di tutto e di più; delle violenze di gruppo perpetrate sulla compagna di scuola che poi deve morire perchè è rimasta incinta; della maestra molestata e ripresa col telefonino; delle bravate quotidiane “in onda” su youtube; di qualsiasi atto che sia macabro, disonesto, immorale e contro la vita … purchè sia estremo e faccia “share” dapprima sul web e poi oltre. Giovani divenuti ben presto registi e attori delle proprie e delle altrui vite buttate via … risultato raggiunto: ora sono delle vere Star. Tutti noi li vediamo alla tv ogni giorno, nei tg e nei programmi di approfondimento, mentre il procuratore li interroga o le guardie penitenziarie li trasferiscono dal tribunale al carcere. Adesso tutta l’Italia conosce i loro nomi, quelli dei loro amici e delle loro sadiche amichette o quelli delle loro prof, a volte un pò troppo ammiccanti durante le riprese col telefonino. Noi tutti conosciamo i famosissimi ”Erica e Omar” e la loro storia fatta di droga e omicidi, illustri precursori di un format che sta avendo sempre più successo nel nostro paese.
Dopo quello che ho scritto sembrerà strano, ma non è mia intenzione condannare i media, sono sinceramente convinto che non sia la televisione a rendere questi ragazzi gusci vuoti, bulli, pupe e macchine assassine … “Selvaggi col telefonino” come li definisce il discusso Blondet in un suo scritto. Credo soltanto che il sistema mediatico sia semplicemente complice (inconsapevole?) e sicuramente inopportuna cassa di risonanza di un sistema più ampio: quello della società, della famiglia e della scuola italiana che stanno crollando irreparabilmente sotto la scure sessantottina del lassismo, della libertà assoluta, dei diritti senza doveri, dell’oscuramento dei miti e degli esempi positivi.
Come può un giovane nato nell’era del relativismo culturale a tutti i costi e dello sviluppo tecnologico e mediatico troppo spesso fine a se stessi o al consumo del momento, che non ha mai visto una tv in bianco e nero e che magari crede che internet esista da sempre e che il telefonino sia un diritto sancito dalla Costituzione, trovare degli esempi di riferimento ? Se la famiglia è assente perchè magari alle prese con doppio e triplo lavoro dei coniugi e con le bollette che non finiscono mai o peggio perchè la mamma va in palestra e il papà a farsi la lampada; se la scuola non è più improntata alla disciplina, all’ autorità e all’ educazione; se la strada o un bar sono l’unico luogo di aggregazione che la città offre … cosa resta al bambino e all’adolescente bisognoso di modelli a cui conformarsi e con cui confrontarsi ? Resta la tv, quella scatola magica che lo ha intrattenuto sin dalla nascita, quella stessa televisione che mette quotidianamente in scena la necessità di esistere attraverso l’apparire e l’avere, mai attraverso l’essere.
Eppure la società potrebbe fare di più, la scuola potrebbe tornare ad essere un luogo primariamente strutturato sulla missione educativa, dove i professori e gli studenti godono entrambi di diritti (e di doveri), ma non sono mai sullo stesso piano, perchè l’educatore e l’allievo, mai lo possono essere. Così alle famiglie si darebbe qualche chance in più di vedere i propri figli crescere e formarsi sull’esempio di modelli sani. Così i media potrebbero iniziare a riapplicare al contrario una vecchia regola del giornalismo “il cane che morde l’uomo non fa notizia, l’uomo che morde il cane si”. Una generazione di bulli e pupe non fa più notizia, il concetto ci è stato propinato abbastanza e siamo tutti sin troppo preoccupati e disgustati dalla rappresentazione quotidiana della degenerazione.
Alice Parialò del liceo classico “Maurolico” di Messina fa notizia invece: da poco ha regalato all’Italia il titolo mondiale di Latino, è campionessa mondiale insieme ad altri due giovani italiani che hanno conquistato il podio.
Sono loro le vere Star …
Fonte: http://www.uldericodelaurentiis.it/2...on-semplicita/




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