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  1. #1
    Amico di Oniria..wooff...
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    VELTRONI:se il PD si divide è un suicidio politico....

    .....per la verità è un'emorragia continua....

    Veltroni: se il Pd si divide è un suicidio politico

    di Orlando Sacchelli
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    Napoli - Il Pd è alla disperata ricerca di una collocazione in Europa, dove sono due le grandi famiglie politiche: i socialisti, da un lato, i popolari dall'altro. Visto che il partito di Veltroni non può sedersi, a Strasburgo, accanto agli uomini del Pdl, sembrerebbe scontata l'adesione al Partito socialista europeo. Sembrerebbe, appunto, ma la questione è molto più complessa. L'anima cattolica del Pd - quella proveniente dalla Margherita - non ne vuole sapere di andare a braccetto con Zapatero. Dunque la grana è tutt'altro che semplice da risolvere. All'orizzonte c'è anche il rischio di una scissione, un ritorno alle origini con le due componenti, i Ds e la Margherita, che andrebbero ognuna per la propria strada. Ma Veltroni non vuole neanche sentirne parlare. Ipotizza (o sogna) uno scenario politico che, a livello europeo, riconosca "le caratteristiche, l’identità e l’originalità dell’esperienza del Pd". In altre parole: nessuna divisione tra i gruppi, ma "tutti insieme" al parlamento di Straburgo. In quale gruppo? Si vedrà.
    Veltroni fa il pompiere "Io cerco di tenere insieme e di estendere il consenso, che in un anno è già cresciuto enormemente, siamo riusciti a farlo perché abbiamo affermato un’identità in cui convergono culture diverse, l’idea di tornare indietro è plausibile, ma per me è suicida". Durante la conferenza stampa con Martin Schultz, dopo la riunione del gruppo del Pse, il leader del Pd risponde così a chi gli chiede un commento all’editoriale di Famiglia Cristiana, che ipotizza una scissione della componente cattolica. "Non so di cosa si parli ma va bene che ci siano osservazioni contrapposte. C’è chi dice che siamo troppo attenti e chi dice il contrario. Quando si è un grande partito questo è inevitabile, ma non ho visto in questi giorni nessuna posizione simile a quella di quell’editoriale, più politico che pastorale".
    Culture diverse Tornando al ragionamento sul futuro del proprio partito il leader del Pd aggiunge: "La bellezza della nostra esperienza è la capacità di far convivere" culture diverse, e insiste "io voglio andare aventi con questa fusione, so che non è semplice ma è la strada giusta e che non serviranno anni per riaprire la sfida con la destra".
    Ipotesi congresso "Se fosse messa in discussione l’idea di fondo del Pd e si volesse tornare a Ds, Dl e a 14 mila componenti, allora sì si dovrebbe fare un congresso". Non usa mezzi termini Veltroni, che subito rincara la dose: "Se ogni volta che ci sono opinioni diverse - afferma Veltroni - si dovesse fare un congresso, allora sarebbe un congresso quotidiano. Ma il congresso andrebbe fatto se fosse in gioco la questione di fondo. A me - avverte Veltroni - non si può chiedere nient’altro se non di fare il segretario del Pd. Se invece si tornasse indietro, allora si dovrebbe fare il congresso".

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=268258

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da kanekorso Visualizza Messaggio
    .....per la verità è un'emorragia continua....

    Veltroni: se il Pd si divide è un suicidio politico

    di Orlando Sacchelli
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    Napoli - Il Pd è alla disperata ricerca di una collocazione in Europa, dove sono due le grandi famiglie politiche: i socialisti, da un lato, i popolari dall'altro. Visto che il partito di Veltroni non può sedersi, a Strasburgo, accanto agli uomini del Pdl, sembrerebbe scontata l'adesione al Partito socialista europeo. Sembrerebbe, appunto, ma la questione è molto più complessa. L'anima cattolica del Pd - quella proveniente dalla Margherita - non ne vuole sapere di andare a braccetto con Zapatero. Dunque la grana è tutt'altro che semplice da risolvere. All'orizzonte c'è anche il rischio di una scissione, un ritorno alle origini con le due componenti, i Ds e la Margherita, che andrebbero ognuna per la propria strada. Ma Veltroni non vuole neanche sentirne parlare. Ipotizza (o sogna) uno scenario politico che, a livello europeo, riconosca "le caratteristiche, l’identità e l’originalità dell’esperienza del Pd". In altre parole: nessuna divisione tra i gruppi, ma "tutti insieme" al parlamento di Straburgo. In quale gruppo? Si vedrà.
    Veltroni fa il pompiere "Io cerco di tenere insieme e di estendere il consenso, che in un anno è già cresciuto enormemente, siamo riusciti a farlo perché abbiamo affermato un’identità in cui convergono culture diverse, l’idea di tornare indietro è plausibile, ma per me è suicida". Durante la conferenza stampa con Martin Schultz, dopo la riunione del gruppo del Pse, il leader del Pd risponde così a chi gli chiede un commento all’editoriale di Famiglia Cristiana, che ipotizza una scissione della componente cattolica. "Non so di cosa si parli ma va bene che ci siano osservazioni contrapposte. C’è chi dice che siamo troppo attenti e chi dice il contrario. Quando si è un grande partito questo è inevitabile, ma non ho visto in questi giorni nessuna posizione simile a quella di quell’editoriale, più politico che pastorale".
    Culture diverse Tornando al ragionamento sul futuro del proprio partito il leader del Pd aggiunge: "La bellezza della nostra esperienza è la capacità di far convivere" culture diverse, e insiste "io voglio andare aventi con questa fusione, so che non è semplice ma è la strada giusta e che non serviranno anni per riaprire la sfida con la destra".
    Ipotesi congresso "Se fosse messa in discussione l’idea di fondo del Pd e si volesse tornare a Ds, Dl e a 14 mila componenti, allora sì si dovrebbe fare un congresso". Non usa mezzi termini Veltroni, che subito rincara la dose: "Se ogni volta che ci sono opinioni diverse - afferma Veltroni - si dovesse fare un congresso, allora sarebbe un congresso quotidiano. Ma il congresso andrebbe fatto se fosse in gioco la questione di fondo. A me - avverte Veltroni - non si può chiedere nient’altro se non di fare il segretario del Pd. Se invece si tornasse indietro, allora si dovrebbe fare il congresso".

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=268258

    E' il tema del giorno. Fra l'altro, nel vertice tenutosi ieri nel loft, Veltroni e Rutelli sono apparsi in totale disaccordo. La creatura di Bayrou e Rutelli, il PDE, rischia di dissolversi. Sul Corriere della Sera, Veltroni cita una possibile soluzione "asiatica": sembra proprio non sapere più che pesci prendere!

  3. #3
    Amico di Oniria..wooff...
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    [quote=Nicola Parente;8021835]E' il tema del giorno. Fra l'altro, nel vertice tenutosi ieri nel loft, Veltroni e Rutelli sono apparsi in totale disaccordo. La creatura di Bayrou e Rutelli, il PDE, rischia di dissolversi. Sul Corriere della Sera, Veltroni cita una possibile soluzione "asiatica": sembra proprio non sapere più che pesci prendere![/quote]

    .......aiutiamolo....




    wooff...wooff...

  4. #4
    PER UN VERO FEDERALISMO
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    ah il PD partito coeso,il solo capace di governare già è morto???capperi!C'è chi i partiti li fa in un secondo e chi li distrugge in pochi mesi!e poi sarebbero loro i sani!!!
    tanto per dire nel 93 berlusconi fondò Forza Italia,nel 94 era al governo,nel 2007 berlusconi fondò il PDL nel 2008 è al governo...bye bye
    m.calu[img]

  5. #5
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    i cattolici di sinistra, gli eredi adulti prodiani, si sono recati al confessionale:








    "Padre, ho fatto PD con i radicali e gli ex comunisti"


    "Quante volte, figliolo?"





    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  6. #6
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    Endemol

    Citazione Originariamente Scritto da m.calu Visualizza Messaggio
    ah il PD partito coeso,il solo capace di governare già è morto???capperi!C'è chi i partiti li fa in un secondo e chi li distrugge in pochi mesi!e poi sarebbero loro i sani!!!
    tanto per dire nel 93 berlusconi fondò Forza Italia,nel 94 era al governo,nel 2007 berlusconi fondò il PDL nel 2008 è al governo...bye bye


  7. #7
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    Napoli, il segretario interviene all'assemblea dei deputati socialisti europei
    e lancia un appello: "E' tempo di innovazioni, aprirsi a correnti culturali diverse"
    Pse e malumori, Veltroni all'attacco
    "No a congresso, uniti in Europa"


    Il leader: "Assise del partito solo se è in discussione l'idea di fondo", "suicida"
    l'ipotesi di "tornare alle vecchie identità". E a Strasburgo ci vuole "gruppo unico"




    Walter Veltroni

    NAPOLI -In un momento interno difficile - coi democratici ancora divisi, malgrado la tregua di ieri tra il segretario e Francesco Rutelli, tra l'anima Ds e le varie componenti della ex Margherita - Walter Veltroni torna a occuparsi di uno dei temi più "caldi". E cioè, della collocazione europea della forza di cui è il leader. E lo fa da Napoli, dove è in corso l'assemblea dei parlamentari del Pse. Dove prima si rivolge ai colleghi stranieri - "è arrivato il tempo di una grande innovazione per tutti noi" - e poi ai membri del suo partito: "Voglio portarlo tutto nello stesso gruppo", dice; e quanto al congresso anticipato, è favorevole "solo se è in gioco l'identità" del Pd. Un'ipotesi, a suo giudizio, "suicida".

    Allarme Europa. Ai deputati degli altri paesi, Veltroni spiega che in questo momento in tutta Europa sta soffiando un vento di destra, "una destra che cavalca la paura". Il compito del centrosinistra e delle forze riformiste europee è quello di saper innovarsi per rispondere alle paure e al disagio che percorre la società dando una risposta alternativa a quella della destra. Altrimenti, "la battaglia è persa". Anche se, prosegue, "la destra rimarrà vittima delle paure che ha evocato".

    L'appello: "E' tempo di innovazione". Tornando a cosa accade nel suo schieramento, Veltroni spiega che in Italia i riformisti hanno cominciato a cambiare con il partito democratico, che "sta fondendo tradizioni culturali diverse. Noi siamo un partito del centrosinistra che racchiude dentro di sè una pluralità di culture e tradizioni e che vuole un legame con il Partito socialista europeo e le forze riformiste europee". E dunque, è giunto "il tempo di una grande innovazione per tutti noi: non ho la presunzione di dire che la strada scelta dal Pd sia l'unica, sia quella giusta ma so da militante del centrosinistra europeo che è tempo di una profonda trasformazione e spero che il dialogo tra Pd e Pse possa contribuire a questa generale innovazione".



    I mali italiani. "Il problema generale della democrazia italiana è la difficoltà di decidere - conclude Veltroni - questo ha riguardato centrosinistra e centrodestra a livello nazionale e locale. In questo Paese assumere decisioni, prendersi responsabilità è considerata una delle cose più difficili e per un uomo politico una delle cose meno semplici da fare". E forse, dicendo queste parole, pensa anche alla situazione interna al suo partito.

    I commenti sui problemi del partito. "Un congresso sulla collocazione europea? No, se si facesse un congresso ogni volta che c'è una divergenza, lo dovremmo fare tutti i giorni. Se invece fosse messa in discussione l'idea di fondo del Pd e si volesse tornare ai Ds, ai Dl e a 14 mila componenti allora sì che bisognerebbe fare un congresso". Così il segretario. E ancora, in riferimento al malessere cattolico di cui ha scritto Famiglia cristiana: "Chi pensa che tornare alle vecchie identità sia meglio, è un'idea plausibile ma per me suicida". Quanto allo spinoso problema della collocazione europea, Veltroni dice: "Voglio portare il partito all'interno dello stesso gruppo, l'obiettivo è un Pd unito in Europa".

    (11 giugno 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...ltroni-na.html

    wooff...wooff...


  8. #8
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    Dopo l'attacco di Famiglia Cristiana e la minaccia di fuga
    da parte dei cattolici, si apre la vera fase costituente
    Pd, rientrata la scissione
    ma è a rischio la tenuta del partito


    Rutelli, Marini e Fioroni tranquillizzano. Però si rivedono i "Coraggiosi"
    Quale casa europea per il pd. "Ma questo è l'effetto e non la causa del problema"
    di CLAUDIA FUSANI




    Francesco Rutelli e Walter Veltroni

    ROMA - Le dichiarazioni ufficiali devono rassicurare, non possono fare altro. Così Franco Marini ai microfoni del Tg3 sentenzia che "non c'è alcuna scissione nel Pd", che i "cattolici, con tutte le loro anime, restano nel partito democratico" e che Famiglia Cristiana, più o meno, ha preso un granchio. O meglio, è stata ispirata male nel suo fondo di domenica in cui attacca Veltroni, lo accusa di aver tradito i cattolici e lo raffigura "stritolato dall'abbraccio mortale di Berlusconi".

    Rassicurano, e non possono fare altro, Beppe Fioroni ("la leadership di Veltroni non è in discussione ed è una risorsa") e Francesco Rutelli che prima riunisce i "coraggiosi" (che si sono autoconvocati a luglio per un seminario operativo a Montecatini) poi vede Veltroni e gli dice: "Tu sei e resti il nostro riferimento unitario". Rassicurano, infine, le parole del portavoce del segretario del Pd che parla dell'incontro Rutelli-Veltroni come di "un importante passo avanti sulla collocazione del Pd in Europa". Perchè, si pensa, se il Pd trova casa a livello europeo - casa che non può essere nè il Pse nè Alde (Liberali-democratici, il terzo partito a Bruxelles dopo Ppe e Pse) - si risolvono anche tutti i problemi a livelli nazionali. La collocazione europea però è un effetto della causa che è e resta: chi è veramente il Pd? Quale il progetto politico? Ex ds ed ex dl sono finalmente convinti e consapevoli di cosa vogliono e dove vogliono andare?

    Il Pd deve fare i conti con se stesso. La verità è che chi ha suggerito quell'articolo sul settimanale cattolico, sapeva esattamente cosa stava per scatenare. Al di là di dichiarazioni e incontri, il fatto è che nel Pd è scoppiato Il Problema. "Quello vero - riflettono fonti di via Largo del Nazareno, la casa comune del Pd dopo l'addio al Loft - e cioè se è nato o meno il nuovo soggetto politico, il Pd. Un altro fronte che si aggiunge all'altro che riguarda l'assestamento di posizioni tra D'Alema e Veltroni". La verità, aggiunge un'altra fonte ancora più pessimista, "è che si è aperta una brutta fase che non si sa dove e a cosa ci porterà".


    Una certezza accomuna un po' tutti: chi ha suggerito il fondo di Famiglia Cristiana sapeva cosa stava facendo e che razza di terremoto stava per smuovere dentro il Pd. Nella primavera 2009 ci sarà il voto europeo. Ed è chiaro che sarà quella la prova del fuoco per il Pd.

    Tornano i Coraggiosi. Uno dei primi effetti dell'attacco del settimanale cattolico è stata la riunione dei Coraggiosi, la corrente cattolica di Rutelli che lanciò l'ipotesi delle "alleanze politiche di nuovo conio" e che stamani in un'intervista ha messo il dito nella piaga dicendo che il Pd "deve costruire nuove intese in Italia e in Europa". Stamani il presidente del Copasir, Gianni Vernetti, Linda Lanzillotta, Paolo Gentiloni, Enrico Gasbarra, il teodem Luigi Bobba si sono incontrati a Palazzo Marini. "Quelle delle intese in Italia e in Europa è un problema vero che va affrontato - spiega uno dei partecipanti - ma abbiamo fatto presente che nel Pd c'è chi sta mettendo in giro ad arte voci su possibili scissioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Molti di noi hanno speso le migliori energie nel Pd e il nodo della collocazione europea richiede un compromesso vero che non sia la soluzione solo di una parte". La stessa posizione è stata riferita più tardi da Rutelli a Veltroni così da tirare tutti insieme un sospiro di sollievo. Ma i Coraggiosi hanno ripreso diritto di parola. Una corrente in più che si muove nel Pd e che si è data appuntamento a Montecatini a luglio.

    Quale partito in Europa? Una piccola parte del problema. L'agenda di Veltroni ruota in questi giorni intorno alla questione della collocazione del Pd in Europa. Il segretario domani sarà a Napoli per il vertice del Pse. Ieri era a Berlino per il seminario dei socialdemocratici. E anche se in cuor suo è convinto che la collocazione europea non sia in cima ai pensieri degli italiani, che in queste cose c'è sempre il rischio di strumentalizzazioni e che comunque c'è tempo per affrontarla, Veltroni sa che risolvere questo aspetto può aiutare a rasserenare gli animi. A togliere pretesti e spunti a chi ne cerca in continuazione. Il sarcasmo di Arturo Parisi: "Oggi 10 giugno 2008... mi sembra ieri quando i Popolari chiedevano nel 1998 a noi Democratici se in Europa ci saremmo seduti tra i Popolari o tra i Socialisti". Ecco che la soluzione, secondo il padre fondatore del Pd insieme con Romano Prodi, è essere nuovi in Europa e nuovi in Italia".

    Un nuovo soggetto politico, quindi. E' questa la vera soluzione a tutti i guai del Pd, trovare la forza per superare una volta per tutte la fusione a freddo Ds e Dl e unificarsi veramente in qualcosa di nuovo, senza rendite nè debiti. Franco Marini avverte: "Nessuno utilizzi la questione della collocazione europea come strumento per mettere in difficoltà il partito". Tra un paio di settimane (20-21 giugno) è convocata l'Assemblea nazionale. Pochi sperano in risposte e chiarimenti per quella data.

    (10 giugno 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...scissioni.html
    forse WALTER non ha ancora capito che è al capolinea......LA DISCESA è COMINCIATA................
    wooff...wooff...

 

 

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