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    Predefinito "La donna cristiana" - Dag Tessore

    La donna cristiana secondo l'insegnamento della tradizione apostolica
    di Tessore Dag

    Edizioni Il Leone Verde
    Prezzo: € 30.00



    DESCRIZIONE
    La parità di diritti tra i due sessi, la libertà della donna di lavorare fuori casa e di vestirsi come vuole sono dati ormai del tutto scontati e indiscussi, talmente radicati da escludere qualsiasi voce di dissenso. A pensarla diversamente possono essere solo gli ambienti del fondamentalismo islamico "fanatico"; oppure possono essere i Padri della Chiesa che, come si ritiene oggi, non avevano ancora sviluppato la consapevolezza della vera dignità della donna. Ebbene, questo libro si presenta come una voce di dissenso, anzi come un totale ribaltamento di prospettiva: non più dare per scontato che l'emancipazione femminile sia una conquista della civiltà, bensì ripensare la questione, tornando ad ascoltare la voce proprio di coloro (i Padri della Chiesa) che furono i più tenaci sostenitori della concezione patriarcale: si propone cioè di capire le ragioni di chi non la pensa come noi. Si offre al lettore la possibilità di accostarsi alla presuna "misoginia" dei Padri non con i solti schemi mentali di ogggi, per i quali "sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" sono cose necessariamente negative, ma con uno spirito di umiltà e rispetto.

    da: http://www.libreriauniversitaria.it/.../9788895177137
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  2. #2
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    Dello stesso autore:

    La mistica della guerra. Spiritualità delle armi nel cristianesimo e nell'islam
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

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  3. #3
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    Con una metafora, nel cap. 7 del Regno della quantità e il segno dei tempi, R. Guenon paragona l'umanità attuale ai punti cheformano la base di un triangolo, ormai troppo lontana dal vertice perché si possa ancora distinguere quella vetta lontana. Una serie di puntini abbandonati a cui non resta che di agitarsi freneticamente alla ricerca di una verità che più non hanno. Ognuno così và a cercare nei posti più impensati quello che crede sia il meglio, e non è detto che il vero non brilli anche nei posti più assurdi, il difficile è saper poi ricondurre quel che si comprende a degli schemi universali, a quella Verità assoluta, vertice unico da cui tutto proviene.
    L'umanità, dall'unità primordiale, dove era un insieme coeso in cui ogni singolo era parte di un tutto unico, si è trasformata, con il passare delle ere, in un insieme di singole individualità anonime. Prima di giungere a questo però, quell'unica popolazione adamitica si era già abbondantemente suddivisa in tante etnie, diversificate tra loro per linguaggio abitudini e credenze. Le più diverse, e per i nostri occhi anche incredibili. Lo capiamo, anche se conosciamo molto poco di quanto è accaduto nel corso di questo Kalpa, poco anche relativamente agli ultimi millenni.
    Una cosa però è certa, che tutti questi popoli hanno sempre avuto una Verità e l'hanno sempre raccontata nel loro modo, che era sempre e comunque "il modo giusto". Così in una strana intervista televisiva che colsi al volo parecchi mesi fà, venivano intervistati fianco a fianco due ragazzi, entrambi iscritti ad una università italiana e che rappresentano nel nostro paese uno "l'unione dei giovani ebrei" l'altro "l'unione dei giovani musulmani" (le sigle non sono forse proprio queste ma questo è quello che volevano significare) . Pensando di essere spiritoso, l'intervistatore chiese ad ognuno dei due quale reazione avrebbe se, nel giorno del giudizio, dovesse scoprire che quello "giusto" era il Dio dell'altro. Inutile descrivere le smorfie sulla faccia dell'uno o dell'altro....
    Tutto è giusto e tutto è sbagliato. Nella Śāmbhavī-Vidyā, una serie di conversazioni tra Shiva e Parvati, si sostiene che sebbene Kālī sia eterna e Saccidānandarūpiŋī (nella forma di Essere-Coscienza-Beatitudine), durante le epoche, per amore verso i Sādhaka e per aiutarli nella loro ascesi, pensa forme sempre diverse di sestessa, .
    Questo non significa che quello che è stato giusto in qualche tempo od in qualche luogo non sia più giusto, ma neanche che losia. Mi si perdoni il gioco di parole.
    La posizione patriarcale dei Padri della Chiesa è senz'altro stata rigorosa e considerevole , ma nella loro epoca e nella loro condizione, sarebbe altrettanto interessante però approfondire, ad esempio, il ruolo delle donne eremita, che hanno pure avuto una parte realmente importante nel Cristianesimo. Il lato femminile dell'umanità è sempre stato molto importante per quel che riguarda la realizzazione spirituale ed è solo in epoche relativamente recenti chesi è voluto relegare la Donna ad un ruolo secondario e sottomesso. Non escluderei nemmeno che, a questa tendenza di voler limitare o circoscrivere il femminile, non cisia dietro quella stessa intenzione che vuole tenere l'umanità lontana da ogni forma di verità e tradizione.
    Personalmente sono convinta che le donne siano in assoluto capaci di reggere le redini della società degli uomini, anche da dietro un burka. Non in un regime di terrore però... ed è quello che accade, ed io ci vedo dietro quanto di più antitradizionale possibile.
    "Sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" non sono cose necessariamente negative, ma solo se dedicate a chi, o a quanto veramente lo merita.Uno spirito di umiltà e di rispetto non dovrebbe essere solo femminile ma "umano" in genere.
    Con questo non è senz'altro neanche giusta la vita snaturata ed "emancipata" da ogni regola in cui siamo costretti a vivere, e non solo le femminucce.
    Scusate solo la digressione su quello che probabilmente voleva solo essere la segnalazione di una pubblicazione tra le tante.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio
    Con una metafora, nel cap. 7 del Regno della quantità e il segno dei tempi, R. Guenon paragona l'umanità attuale ai punti cheformano la base di un triangolo, ormai troppo lontana dal vertice perché si possa ancora distinguere quella vetta lontana. Una serie di puntini abbandonati a cui non resta che di agitarsi freneticamente alla ricerca di una verità che più non hanno. Ognuno così và a cercare nei posti più impensati quello che crede sia il meglio, e non è detto che il vero non brilli anche nei posti più assurdi, il difficile è saper poi ricondurre quel che si comprende a degli schemi universali, a quella Verità assoluta, vertice unico da cui tutto proviene.
    L'umanità, dall'unità primordiale, dove era un insieme coeso in cui ogni singolo era parte di un tutto unico, si è trasformata, con il passare delle ere, in un insieme di singole individualità anonime. Prima di giungere a questo però, quell'unica popolazione adamitica si era già abbondantemente suddivisa in tante etnie, diversificate tra loro per linguaggio abitudini e credenze. Le più diverse, e per i nostri occhi anche incredibili. Lo capiamo, anche se conosciamo molto poco di quanto è accaduto nel corso di questo Kalpa, poco anche relativamente agli ultimi millenni.
    Una cosa però è certa, che tutti questi popoli hanno sempre avuto una Verità e l'hanno sempre raccontata nel loro modo, che era sempre e comunque "il modo giusto". Così in una strana intervista televisiva che colsi al volo parecchi mesi fà, venivano intervistati fianco a fianco due ragazzi, entrambi iscritti ad una università italiana e che rappresentano nel nostro paese uno "l'unione dei giovani ebrei" l'altro "l'unione dei giovani musulmani" (le sigle non sono forse proprio queste ma questo è quello che volevano significare) . Pensando di essere spiritoso, l'intervistatore chiese ad ognuno dei due quale reazione avrebbe se, nel giorno del giudizio, dovesse scoprire che quello "giusto" era il Dio dell'altro. Inutile descrivere le smorfie sulla faccia dell'uno o dell'altro....
    Tutto è giusto e tutto è sbagliato. Nella Śāmbhavī-Vidyā, una serie di conversazioni tra Shiva e Parvati, si sostiene che sebbene Kālī sia eterna e Saccidānandarūpiŋī (nella forma di Essere-Coscienza-Beatitudine), durante le epoche, per amore verso i Sādhaka e per aiutarli nella loro ascesi, pensa forme sempre diverse di sestessa, .
    Questo non significa che quello che è stato giusto in qualche tempo od in qualche luogo non sia più giusto, ma neanche che losia. Mi si perdoni il gioco di parole.
    La posizione patriarcale dei Padri della Chiesa è senz'altro stata rigorosa e considerevole , ma nella loro epoca e nella loro condizione, sarebbe altrettanto interessante però approfondire, ad esempio, il ruolo delle donne eremita, che hanno pure avuto una parte realmente importante nel Cristianesimo. Il lato femminile dell'umanità è sempre stato molto importante per quel che riguarda la realizzazione spirituale ed è solo in epoche relativamente recenti chesi è voluto relegare la Donna ad un ruolo secondario e sottomesso. Non escluderei nemmeno che, a questa tendenza di voler limitare o circoscrivere il femminile, non cisia dietro quella stessa intenzione che vuole tenere l'umanità lontana da ogni forma di verità e tradizione.
    Personalmente sono convinta che le donne siano in assoluto capaci di reggere le redini della società degli uomini, anche da dietro un burka. Non in un regime di terrore però... ed è quello che accade, ed io ci vedo dietro quanto di più antitradizionale possibile.
    "Sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" non sono cose necessariamente negative, ma solo se dedicate a chi, o a quanto veramente lo merita.Uno spirito di umiltà e di rispetto non dovrebbe essere solo femminile ma "umano" in genere.
    Con questo non è senz'altro neanche giusta la vita snaturata ed "emancipata" da ogni regola in cui siamo costretti a vivere, e non solo le femminucce.
    Scusate solo la digressione su quello che probabilmente voleva solo essere la segnalazione di una pubblicazione tra le tante.
    Ricordo una pubblicazione sui detti delle madri del deserto. Purtroppo non ho mai avuto occasione di leggerla, ma concordo sul fatto che potrebbe essere molto interessante.

    Quanto allo statuto della donna nell'ordine tradizionale, certamente l'esser "femmina" non preclude nulla, o quasi, in ambito spirituale e realizzativo, di quanto è potenzialmente raggiungibile dal "maschio". Tuttavia è necessario precisare che un passaggio obbligatorio per la realizzazione spirituale della donna è proprio quello di conformarsi completamente a quanto, in un ordine sociale fondato sulla forma tradizionale a cui appartiene, è il posto che gli spetta.
    A tal proposito è interessante leggere Uomo e Donna di Evola (in Rivolta contro il mondo moderno), che penso già conoscerai. Ricordo anche un articolo che avevo letto molti anni fa e che mi era piaciuto parecchio: lo riporto qui, premettendo che non lo rileggo da diverso tempo, e pertanto scusandomi se eventualmente vi fossero delle imprecisioni:

    http://www.coreis.it/Testi/Faridah_La%20comunita.htm

    Un saluto,
    Talib.
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  5. #5
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    Non credo di aver mai letto nulla di J. Evola, né sento il bisogno di farlo. Probabilmente sono solo prevenuta nei suoi confronti ma non lo ritengo tanto un "depositario" della tradizione quanto un buon "serbatoio" di informazioni che, volendo, si possono trovare anche altrove. Ammetto però di essere stata altrettanto prevenuta nei confronti di A. C. Coomaraswamy e solo perché lo associavo alle lezioni di filosofia estetica della Sig.ra Marchianò... Lo sto rivalutando solo in questi ultimi tempi e mi rendo conto di aver fatto male ad accantonarlo per anni...
    Veramente molto bello è invece l'articolo della Sig.ra Faridah Peruzzi Vincenzo, anche se più rivolto verso il contesto sociale che non ad un ambito di realizzazione spirituale anche se una cosa non esclude l'altra. Vi si afferma, tra l'altro che:
    "nell’Islâm la donna ha le stesse opportunità spirituali dell’uomo. Si dice, infatti, che Dio creò l’uomo e la donna da un’unica anima, il che sta a significare l’uguaglianza essenziale che essi hanno davanti a Dio. È solo sul piano manifestato che uomo e donna assumono connotazioni diverse e quindi funzioni e posizioni differenti in conformità della loro natura e dei ruoli che sono chiamati a svolgere. Ma ciò non ha alcuna rilevanza dato che il fine vero della creazione è la possibilità della conoscenza divina e in quest’ottica le modalità previste per realizzare tale scopo sono assolutamente indifferenti, perché sono viste dal fedele semplicemente come degli strumenti che la misericordia di Dio ha dato agli uomini per ricollegarsi a Lui."
    Questo è quanto di meglio si possa dire, la Verità è Una anche se assume forme diverse per farsi conoscere. Ogni forma è necessariamente un limite, le imposizioni sociali sono un limite, tanto più sensibile quanto la società cui sono destinate è disgregata e caotica.
    Saper andar oltre le apparenze e conformarsi ad un ordine superiore non è limitarsi ma crescere ed arricchirsi spiritualmente e, se si comprende il motivo per cui lo si fà, non è neanche faticoso il farlo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Talib Visualizza Messaggio
    La donna cristiana secondo l'insegnamento della tradizione apostolica
    di Tessore Dag

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    Prezzo: € 30.00



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    La parità di diritti tra i due sessi, la libertà della donna di lavorare fuori casa e di vestirsi come vuole sono dati ormai del tutto scontati e indiscussi, talmente radicati da escludere qualsiasi voce di dissenso. A pensarla diversamente possono essere solo gli ambienti del fondamentalismo islamico "fanatico"; oppure possono essere i Padri della Chiesa che, come si ritiene oggi, non avevano ancora sviluppato la consapevolezza della vera dignità della donna. Ebbene, questo libro si presenta come una voce di dissenso, anzi come un totale ribaltamento di prospettiva: non più dare per scontato che l'emancipazione femminile sia una conquista della civiltà, bensì ripensare la questione, tornando ad ascoltare la voce proprio di coloro (i Padri della Chiesa) che furono i più tenaci sostenitori della concezione patriarcale: si propone cioè di capire le ragioni di chi non la pensa come noi. Si offre al lettore la possibilità di accostarsi alla presuna "misoginia" dei Padri non con i solti schemi mentali di ogggi, per i quali "sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" sono cose necessariamente negative, ma con uno spirito di umiltà e rispetto.

    da: http://www.libreriauniversitaria.it/.../9788895177137
    carissimo Talib,
    cosa fai in queste lande desolate?

    cmq questo libro lo ordino al volo!!!


  7. #7
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    Fatto!!!

    già che c'ero ho preso anche mistica della guerra!!!

  8. #8
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    Dag Tessore è uno studioso di religioni comparate. Si è laureato nel 1998, all'Università "La Sapienza" di Roma, in Lingua e Letteratura Araba, con una tesi sul Corano; ma ha studiato e approfondito anche altre lingue orientali, in particolare l'ebraico, il sanscrito, il cinese, e le rispettive culture e religioni. Contemporaneamente ha portato avanti il suo interesse principale, indirizzato alla storia e alla spiritualità del Cristianesimo, dell’Islam e dell’Ebraismo, specializzandosi infine in studi biblici e patristici. Per approfondire i suoi studi ha visitato e ha vissuto in molti paesi extra-europei: in particolare ha vissuto cinque anni in Etiopia e vari anni tra Cina, India, Egitto, Algeria, Centro America. Attualmente è sposato e vive in Grecia. Per un certo tempo ha lavorato come storico, latinista e teologo del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, alle dipendenze della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Nel 2002 ha organizzato, in qualità di direttore scientifico, un Convegno internazionale per incarico della Regione Lazio sul tema Antichi e nuovi altari: l’evoluzione della religiosità nell’Italia multiculturale.

  9. #9
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    Sapevo che sei un buongustaio della carta stampata ....
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Talib Visualizza Messaggio
    Sapevo che sei un buongustaio della carta stampata ....
    oggi è arrivato il libro!!! (i libri!)


 

 
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