
Originariamente Scritto da
zucchetta
Con una metafora, nel cap. 7 del Regno della quantità e il segno dei tempi, R. Guenon paragona l'umanità attuale ai punti cheformano la base di un triangolo, ormai troppo lontana dal vertice perché si possa ancora distinguere quella vetta lontana. Una serie di puntini abbandonati a cui non resta che di agitarsi freneticamente alla ricerca di una verità che più non hanno. Ognuno così và a cercare nei posti più impensati quello che crede sia il meglio, e non è detto che il vero non brilli anche nei posti più assurdi, il difficile è saper poi ricondurre quel che si comprende a degli schemi universali, a quella Verità assoluta, vertice unico da cui tutto proviene.
L'umanità, dall'unità primordiale, dove era un insieme coeso in cui ogni singolo era parte di un tutto unico, si è trasformata, con il passare delle ere, in un insieme di singole individualità anonime. Prima di giungere a questo però, quell'unica popolazione adamitica si era già abbondantemente suddivisa in tante etnie, diversificate tra loro per linguaggio abitudini e credenze. Le più diverse, e per i nostri occhi anche incredibili. Lo capiamo, anche se conosciamo molto poco di quanto è accaduto nel corso di questo Kalpa, poco anche relativamente agli ultimi millenni.
Una cosa però è certa, che tutti questi popoli hanno sempre avuto una Verità e l'hanno sempre raccontata nel loro modo, che era sempre e comunque "il modo giusto". Così in una strana intervista televisiva che colsi al volo parecchi mesi fà, venivano intervistati fianco a fianco due ragazzi, entrambi iscritti ad una università italiana e che rappresentano nel nostro paese uno "l'unione dei giovani ebrei" l'altro "l'unione dei giovani musulmani" (le sigle non sono forse proprio queste ma questo è quello che volevano significare) . Pensando di essere spiritoso, l'intervistatore chiese ad ognuno dei due quale reazione avrebbe se, nel giorno del giudizio, dovesse scoprire che quello "giusto" era il Dio dell'altro. Inutile descrivere le smorfie sulla faccia dell'uno o dell'altro....
Tutto è giusto e tutto è sbagliato. Nella Śāmbhavī-Vidyā, una serie di conversazioni tra Shiva e Parvati, si sostiene che sebbene Kālī sia eterna e Saccidānandarūpiŋī (nella forma di Essere-Coscienza-Beatitudine), durante le epoche, per amore verso i Sādhaka e per aiutarli nella loro ascesi, pensa forme sempre diverse di sestessa, .
Questo non significa che quello che è stato giusto in qualche tempo od in qualche luogo non sia più giusto, ma neanche che losia. Mi si perdoni il gioco di parole.
La posizione patriarcale dei Padri della Chiesa è senz'altro stata rigorosa e considerevole , ma nella loro epoca e nella loro condizione, sarebbe altrettanto interessante però approfondire, ad esempio, il ruolo delle donne eremita, che hanno pure avuto una parte realmente importante nel Cristianesimo. Il lato femminile dell'umanità è sempre stato molto importante per quel che riguarda la realizzazione spirituale ed è solo in epoche relativamente recenti chesi è voluto relegare la Donna ad un ruolo secondario e sottomesso. Non escluderei nemmeno che, a questa tendenza di voler limitare o circoscrivere il femminile, non cisia dietro quella stessa intenzione che vuole tenere l'umanità lontana da ogni forma di verità e tradizione.
Personalmente sono convinta che le donne siano in assoluto capaci di reggere le redini della società degli uomini, anche da dietro un burka. Non in un regime di terrore però... ed è quello che accade, ed io ci vedo dietro quanto di più antitradizionale possibile.
"Sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" non sono cose necessariamente negative, ma solo se dedicate a chi, o a quanto veramente lo merita.Uno spirito di umiltà e di rispetto non dovrebbe essere solo femminile ma "umano" in genere.
Con questo non è senz'altro neanche giusta la vita snaturata ed "emancipata" da ogni regola in cui siamo costretti a vivere, e non solo le femminucce.
Scusate solo la digressione su quello che probabilmente voleva solo essere la segnalazione di una pubblicazione tra le tante.