Rif: DDR: vicenda storica e politica
Un documentario sull'Ostalghia.
La Storia siamo noi - Ostalghia
Neologismo, crasi di due parole tedesche Ost (est) e Nostalgie (nostalgia).
E' il sentimento di nostalgia della vita nella DDR dopo l'unione delle due germanie (vissuta per alcuni come annessione forzata).
Un documentario da vedere, per sentire le voci dei cittadini della vecchia DDR.
Rif: DDR: vicenda storica e politica
Grazie per il link Der Blaue Reiter
Interessante soprattutto la parte sull' industria
Rif: Repubblica Democratica Tedesca
Erich HONECKER - "Appunti dal carcere"
http://www.edizioninemesis.it/images...a_Honecker.jpg
La data di uscita del testo, prevista per il 9 novembre, è rinviata di circa una settimana. Ci scusiamo per il disagio.
Prezzo di copertina: euro 8,00
Prefazione di Margot HONECKER
Introduzione di Alessio ARENA
Gli avvenimenti del 1989, che condussero alla caduta del Muro di Berlino e alla fine delle esperienze socialiste nell’Europa orientale, sono spesso oggetto di attenzione e rivisitazioni ad opera dei media. Di quei fatti viene proposta un’immagine mitica e stereotipata: quella della vittoria della libertà e della democrazia sul totalitarismo e del crollo ineluttabile di un modello economico fallimentare. La politica del presidente sovietico Gorbacëv viene descritta come l’estremo, disperato tentativo di salvare ciò che non poteva essere salvato, di democratizzare un regime intrinsecamente incompatibile con la libertà.
In queste pagine redatte in carcere tra il 1992 e il 1993 e ultimate durante il breve periodo di esilio in Cile prima della morte, Erich Honecker propone una lettura assai diversa degli eventi.
Con franchezza e lucidità, esse ripercorrono gli eventi che condussero all’annessione della Germania orientale socialista alla Repubblica Federale guidata da Helmut Kohl, rivalutando anche il ruolo svolto dalla dirigenza sovietica e da Gorbacëv, vero e proprio demolitore consapevole e volontario del socialismo reale. La riflessione sui fatti offre a Honecker l’occasione per rivendicare i successi del “primo Stato socialista sorto sul suolo tedesco”, trarre un bilancio di quell’esperienza e proporre spunti di analisi per comprenderne i limiti e le carenze. Un documento fondamentale – proposto per la prima volta al pubblico italiano e introdotto da uno scritto di Margot Honecker – per comprendere meglio la recente storia d’Europa e del mondo e per preparare più consapevolmente il socialismo del XXI secolo.
Erich Honecker (1912-1994) milita sin da giovane nelle fila del Partito Comunista di Germania (KPD). Condannato nel 1937 a dieci anni di reclusione per la sua attività di resistenza al nazismo, riesce a evadere dal carcere solo due mesi prima della fine della II Guerra Mondiale. Dirigente del Partito Socialista Unificato di Germania (SED), la formazione politica egemone nella Repubblica Democratica Tedesca, viene nominato segretario generale del Partito nel 1971 e, due anni dopo, Presidente del Consiglio di Stato. Costretto alle dimissioni ed espulso dal Partito nel 1989 per la sua opposizione alla “svolta” gorbacioviana, viene incarcerato e processato dalle autorità della Repubblica Federale di Germania nel 1992, in seguito all’annessione della RDT. Nel corso del processo pronuncia un accorato discorso di autodifesa, smascherando il carattere politico del procedimento. A seguito dell’interruzione del giudizio, motivata dal suo grave stato di salute, espatria in Cile, dove muore alcuni mesi dopo.
EDIZIONI NEMESIS
Rif: Repubblica Democratica Tedesca
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Pur non essendo mai stato comunista quel che è giusto è giusto dirlo: nel lontano 1986 ero un giovane studente di lingue e letterature straniere ed avevo l'obbligo di un soggiorno di studio all'estero di almeno 2 mesi certificato in Germania per perfezionare il tedesco.
A Francoforte mi avevano chiesto 1800 dollari di retta somma che per me era enorme quindi cercai una soluzione meno cara e la soluzione era: prendere una tessera di simpatizzante degli amici della DDR (era un'associazione basata a Roma) e quindi poter andare a studiare a Weimar in DDR con una retta di 400 dollari...
Fu un'esperienza unica, molto umana, conobbi dei tedeschi umili, schiacciati dalla presenza russa (i soldati russi erano ovunque), desiderosissimi di conoscere noi del mondo occidentale, i corsi poi erano intensi, culturalmente ricchissimi, visitammo Berlino da Est, impossibile anche solo pensare di avvicinarsi al muro, che da est era completamente bianco, una lunga striscia bianca poi Lipsia, Dresda e poi il famoso castello di Wartburg dove Lutero tradusse la Bibbia, la casa di Franz Listz, Goethe, Schiller di Bach
Qualcuno di noi si face espellere per aver cambiato il denaro in nero (venivamo sollecitati ovunque a cambiare).
Qualche cassetta di musica dell' ovest, soprattutto musica da discoteca allietava le serate del campus universitario di Weimar dove ci trovamo, in un campus parallelo al nostro facemmo la conoscenza di Etiopi, Vietnamiti, Cubani
nascevano amori, passioni, a volte di un giorno, altre di un mese, a volte duraturi ma disperati perchè la ragazza o il ragazzo incontrato in DDR non sarebbe mai potuta uscire dalla DDR, quindi ragazzi italiani, spagnoli, inglesi facevano continuamente la spola, con ogni scusa magari ogni due tre mesi pe rpoter incontrare la loro amata
Comunque fu una delle piu' belle esperienzae della mia vita
Eravamo nel 1986, ho ancora il visto su passaporto firmato dal famigerato generale Milch, onnipotente ministro dell'interno della DDR, quando lo mostravo i VOPI scattavano sull'attenti davanti a me che ero considerato ospite da trattare con tutti gli onori.
Purtroppo fui espulso due giorni prima la fine del corso per aver posto una domanda in una comunità agricola sugli effetti dell'esplosione di Chernobyl in DDR, avevo fatto una domanda tabu' senza accorgermene
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l'espulsione come fu motivata?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
dedelind
l'espulsione come fu motivata?
quel giorno andammo a visitare una specie di comune agricola che dava lavoro a centinaia di persone: i risultati rispetto a una piantagione occidentale erano ridicoli, c'erano serre riscaldate tutto l'anno che costavano 20 volte di piu' che se il prodotto venisse importato e malgrado cio' si producevano mele striminzite, cetrioli di colore grigio-giallo, inosomma un risultato molto deludente:
Io e altre due persone durante la visita facemmo alcune critiche a questo sistema dicendo che era controproducente e che faceva perdere molti soldi
Poi chiedemmo degli effetti di Chernobyl e a quel punto il diretore della comune ando' inbestia e chiese i nostri nomi.
l'indomani il preside ci fece chiamare e ci espulse come indesiderati, fu comunque gentile e si vedeva che gli dispiaceva ma era obbligato a farlo dalla polizia
Fui fortunato rispetto ad altri che vennero espulsi "in flagrante" colti a cambiare dei soldi in nero, ammanettati ai polsi, strattonati e obbligati a trascorrere molte ore presso qualche caserma russa prima di essere messi su un treno
Anche alcuni nostri accompagatori "scomparvero" improvvisamente. Ogni 5 persone avavamo un accompagnatore o un'accompagnatrice (uno studente universitario), la mia era una splendida ragazza bionda di nome Claudia.
Ogni sera venivano a sedersi ai tavoli giovani ragazzi e ragazze spesso di bella presenza (evidentemente erano della Stasi) e ci ponevano domande tipo" il tuo accompagnatore cosa ha detto di bello oggi?" qualche ragazza, magari bruttarella ci cascava affascinata da qualche ragazzotto atletico, alto, biondo e che prometteva una serata interessante....
L'indomani l'accompagnatore-ice era scomparso/a espulso dall'iniversità
Ogni sera ci si trovava in una specie di taverna dove si beveva birra e si ascoltava musica (le cassette che avevamo portato noi dall'occidente)
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malgrado il fatto che eravamo tenuti strettamente sott'occhio, ma in modo spesso simpatico da stangone bionde o da ragazzi all'apparenza simpatici e atletici e che gli orari erano rigidissimi (alle 7 in punto la sveglia, 7 e 30 colazione, dalle 8 alle 13 avevamo lezione e dalle 13,15 alle 13,45 si pranzava alla mensa universitaria, poi alle 13,45 in punto partiva la corriera per delle escusioni, spesso molto belle e interessanti) fu un soggiorno interessantissimo e molto ma molto umano.
In fondo queste persone che subivano il comunismo erano persone molto colte, curiose di apprendere e molto aperte verso di noi occidentali, e non per interessi ma per apprendere, per sapere
Si vedeva che in mancanza d'altro molti passavano molto tempo a leggere, a studiare. c'era gente che senza essere mai stata fuori dalla DDR parlava un inglese o anche un giapponese perfetto, c'era da chiedersi come facevano
Altri avevano delle conoscenza di storia o d'arte da restare estasiati, oppure suonavano 3-4 strumenti da professionisti
Livelli di cultura altissimi, poi certo mancava tutto il resto
l'accesso alla cultura e anche ai servizi sociali era inpensabile in un mondo occidentale, poi pero' è chiaro che chi sgarrava era fuori
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La fine della DDR è stato per me un fatto molto doloroso. Ho odiato il mio compaesano Honecker (mi considero Saarlaender d'adozione) per esser passato da presidente più poplare in Europa (anni '70) a uno stronzo sospettoso, ottuso e diffidente nei confronti di un popolo che lo amava e rispettava.
Il testamento politico mandato qui come primo post è un piagnucolìo che non spiega come cazzo sia stato possibile che la DDR, che con soli 17 milioni di abitanti era stata a metà anni '70 la settima potenza economica mondiale, sia andata a puttane in due anni di gorbachovismo.
Coglioneria suicida! Invece di mandare in vacanza i lavoratori a Odessa, i dirigenti della DDR avrebbero dovuto fargli fare gite guidate a Berlin/Kreuzberg, a vedere die Obdachlosen (i senzatetto), die Arbeitslosen (i disoccupati), die Rauschgiftsuechtigen ( i drogati); e magari qualche escursione a Mannheim, Frankfurt, Heidelberg a godersi la vista delle basi di occupazione USA, che non erano - e non sono - meglio delle truppe sovietiche (almeno i sovietici non giocavano al Cermis...).
Macchè, li tenevano in gabbia, col risultato che perfino bands musicali anglo-americane di terzo rango, andavano a suonare sotto la Mauer e i giovani della DDR si affollavano al di qua del muro per ascoltarli.
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Esperienze personali?
Parto dalla più recente: agosto 1989, 3 mesi prima del crollo della Mauer. Da Roma a Bergen, via Berlin-Hauptstadt (EST) con Interflug. Molto meno caro che volare con SAS o Alitaglia (che non ho mai preso per ragioni di sicurezza). All'albergo c'erano alcuni italiani. La sera usciamo. La ragazza al reception ci ricorda di portare i documenti con noi. Gli faccio presente che pure in itaglia tocca fare lo stesso. Per andare in centro dovevamo prendere la U-Bahn. Solo che non avevamo gli spiccioli x il biglietto. Alla stazione fermo un paio di "temibili" Vopos e gli chiedo come facciamo a prendere la metro senza aver cambiato i soldi. Quelli guardano un mio badge norvegese che avevo sulla giacca con sù scritto "Fritt Palestina" (Palestina Libera), fanno un sorriso e ci dicono: non c'è problema, salite sul treno e basta così. E io: ma senza pagare? Sì.
Arrivammo a Unter den Linden. Chiedemmo a dei passanti se conoscevano qualche Disko. Risposte brusche e poco amichevoli (i Sachsen non sono molto amichevoli). Troviamo una discoteca. C'erano marocchini che venivano da West-Berlin a rimorchiare le ragazze e a ubriacarsi (i prezzi erano la metà); un sacco di ragazze truccatissime e fichettissime, che però davano l'idea di chiederci la parcella per eventuali prestazioni. Verso l'una di notte dovevamo tornare in hotel. Il barista ci disse che per prendere un taxi bisognava aspettare un bel po'. Altrimenti rivolgersi a un gruppo di taxisti-pirati che stazionavano davanti alla disco. Era un gruppetto di giovinastri con facce da coatti automuniti. Le macchine variavano tra Trabant e Wartburg. Per arrivare a Schoenefeld, dove stava l'albergo e l'aereoporto ci chiesero 40 Mark (20 euro di oggi ma venti anni fa era una fortuna). Fanculo a loro! Aspettiamo una quarto d'ora. Arriva un taxista che per 10 Mark ci portò a destinazione. Gli feci qualche domanda. Era un tipo lugubre (come tutti i Sachsen); ma ci disse: "ok, qui non ce la passiamo tanto bene, ma "die anderen" ("quell'altri", cioè: i West-Berliner) mica stanno tanto meglio coi disoccupati che si ritrovano!"
La mattina dopo partivo per la Norvegia, con la tensione nervosa di ritrovarmi in un paese poliziesco popolato da stramaledetti fascisti e razzisti, veri figli di Quisling, dopo esser stato in un paese un po' uggioso ma LIBERO come la DDR.
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Tre mesi dopo successe la catastrofe. Alcuni segni di crollo li avevo intravisti attraverso le puttanelle e i coatti di Unter den Linden. Ma non mi sarei mai aspettato che la DDR si sfaldasse come un gelato al sole.
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